
La rete internazionale degli Accordi di Artemis continua ad ampliarsi. Con la firma prevista giovedì 16 luglio presso la sede della NASA a Washington, la Serbia diventerà il 69° Paese ad aderire al quadro di principi che disciplina la cooperazione nell’esplorazione spaziale civile, rafforzando uno dei principali strumenti di governance internazionale promossi dagli Stati Uniti.
La cerimonia sarà ospitata dal vice amministratore della NASA, Matt Anderson, e vedrà la partecipazione del ministro degli Affari esteri della Serbia, Marko Đurić, e del sottosegretario di Stato statunitense per gli oceani e gli affari ambientali e scientifici internazionali, Wesley Brooks. L’evento si svolgerà esclusivamente in presenza presso il quartier generale dell’agenzia spaziale americana.
Gli Accordi di Artemis rafforzano la governance internazionale dello spazio
L’adesione della Serbia rappresenta un ulteriore tassello nell’espansione degli Accordi di Artemis, l’iniziativa lanciata nel 2020 durante la prima amministrazione Trump su impulso della NASA e del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, insieme ad altri sette Paesi fondatori.
Gli accordi introducono un insieme di principi pratici destinati a favorire sicurezza, trasparenza, interoperabilità e coordinamento nelle attività di esplorazione spaziale civile. Il quadro di riferimento interessa le future attività sulla Luna, su Marte e, più in generale, nello spazio profondo.
Nel corso degli ultimi anni il numero dei firmatari è cresciuto costantemente, trasformando gli Accordi di Artemis in uno dei principali strumenti di cooperazione internazionale nel settore spaziale civile e in un elemento sempre più rilevante della governance delle future attività oltre l’orbita terrestre.
L’adesione della Serbia amplia il fronte dei Paesi firmatari
L’ingresso della Serbia assume soprattutto un significato diplomatico e geopolitico. Pur non essendo un trattato internazionale giuridicamente vincolante, gli Accordi di Artemis rappresentano oggi uno dei principali riferimenti per la cooperazione tra i Paesi che intendono partecipare all’esplorazione spaziale civile secondo principi condivisi.
Per gli Stati Uniti, ogni nuova adesione contribuisce ad ampliare la rete internazionale dei partner che riconoscono questo quadro di cooperazione, in una fase caratterizzata da un crescente interesse di governi e operatori privati per le attività lunari. Con il raggiungimento di 69 Paesi firmatari, gli Accordi di Artemis consolidano ulteriormente il proprio ruolo nella definizione delle regole di riferimento per le future iniziative di esplorazione spaziale civile.
Fonte dati: NASA
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










