Dalla Sardegna un brevetto per simulare le condizioni di Marte: prime concessioni in Giappone e Russia

Ritratto di Giacomo Cao, presidente del Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS), tra i promotori del brevetto per l'astrobiologia.
Giacomo Cao, presidente del Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS). Il Distretto è tra i titolari del brevetto per l’astrobiologia che ha ottenuto le prime concessioni internazionali in Giappone e Russia. Credito: Sardegna Notizie 24

La tutela internazionale della proprietà intellettuale rappresenta un passaggio cruciale per trasformare i risultati della ricerca in tecnologie con potenziali applicazioni industriali. In questa prospettiva si inseriscono le prime concessioni del brevetto per l’astrobiologia sviluppato in Sardegna, riconosciuto in Giappone e Russia mentre sono ancora in corso le procedure di esame presso l’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO), Stati Uniti, Cina e India.

Depositato nel 2021 da Università degli Studi di Cagliari, Università degli Studi di Sassari, Centro di Ricerche, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna (CRS4), Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS) e TOLO Green, il brevetto riguarda un processo che consente di simulare sulla Terra condizioni di microgravità simulata mediante un clinostato appositamente equipaggiato per riprodurre anche l’atmosfera marziana. L’obiettivo è mettere a disposizione della ricerca uno strumento capace di studiare il comportamento di organismi viventi in un ambiente analogo a quello di Marte.

Il brevetto per l’astrobiologia apre nuove prospettive per la ricerca su Marte

L’innovazione sviluppata dai ricercatori sardi amplia le possibilità sperimentali nel campo dell’astrobiologia, disciplina che indaga l’origine, l’evoluzione e la possibilità di sostenere la vita al di fuori della Terra. Riprodurre in laboratorio condizioni ambientali assimilabili a quelle marziane permette infatti di verificare come cellule e microrganismi reagiscano a un contesto extraterrestre senza dover ricorrere a esperimenti in orbita.

Tra i risultati ottenuti figura la messa a punto di un terreno di coltura capace di favorire la crescita della spirulina in condizioni di microgravità simulata e in un’atmosfera ricca di anidride carbonica, analoga a quella marziana. Gli studi hanno evidenziato risultati analoghi anche con altri ceppi di microalghe.

L’interesse scientifico si traduce anche in una possibile applicazione operativa. Le microalghe potrebbero infatti contribuire sia alla produzione di ossigeno sia al sostentamento alimentare degli astronauti, sfruttando risorse già disponibili sul pianeta, come l’anidride carbonica atmosferica.

L’approccio è coerente con le strategie che puntano a utilizzare le risorse disponibili direttamente su Marte per limitare il materiale da trasportare dalla Terra nelle future missioni di lunga durata. In questa prospettiva, la possibilità di produrre ossigeno e biomassa alimentare sul posto rappresenta uno degli ambiti di ricerca più promettenti per l’esplorazione umana del pianeta.

Oltre alle microalghe, il processo brevettato consente di studiare il comportamento di cellule umane, vegetali e animali in condizioni extraterrestri, ampliando le possibili applicazioni della tecnologia.

Dalla ricerca universitaria alla tutela internazionale del brevetto

Il brevetto è il risultato di una collaborazione tra università, enti di ricerca e impresa avviata durante il periodo della pandemia e successivamente sviluppata nell’ambito dello Spoke 05 Aerospazio del progetto eINS, coordinato dall’Università di Sassari. Le attività sono state guidate dal presidente del DASS, Giacomo Cao, con il contributo di ricercatori e dottorandi degli atenei di Cagliari e Sassari e del CRS4.

Nel corso del progetto, TOLO Green, azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili e già produttrice di spirulina in Sardegna, ha trasferito i propri diritti sul brevetto al CRS4 e al DASS, consolidando la titolarità della proprietà intellettuale in capo agli enti di ricerca coinvolti.

Commentando il risultato, Giacomo Cao ha dichiarato che «la concessione del brevetto in Giappone e Russia è motivo di grande soddisfazione in quanto dimostra ancora una volta la bontà delle attività scientifiche e tecnologiche svolte in terra di Sardegna nel settore aerospaziale», aggiungendo l’auspicio che il riconoscimento possa attrarre nuovi investimenti pubblici e privati a sostegno del programma Small Mission to Mars, con l’obiettivo di raggiungere Marte entro il 2035.

Le prime concessioni ottenute rappresentano un passaggio significativo nel percorso di tutela internazionale della tecnologia. Per l’ecosistema aerospaziale sardo, la valorizzazione della proprietà intellettuale costituisce uno degli strumenti attraverso cui trasformare i risultati della ricerca in competenze, collaborazioni e opportunità di sviluppo nell’ambito della Space Economy.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.