BEX, la Casa dell’Astronauta mette in connessione Space Economy e industria terrestre

BEX Beyond Exploration Expo a Rimini, evento che ospita la Casa dell’Astronauta di BEX dal 23 al 25 settembre 2026
BEX – Beyond Exploration Expo si terrà al Rimini Expo Centre dal 23 al 25 settembre 2026 e punta sulla convergenza tra industria spaziale e settori terrestri.

Portare tecnologie e competenze sviluppate per lo spazio dentro filiere industriali che operano sulla Terra, e viceversa. È questa la chiave industriale della Casa dell’Astronauta di BEX, il percorso immersivo che IEG – Italian Exhibition Group presenterà alla prima edizione di BEX – Beyond Exploration Expo, in programma al Rimini Expo Centre dal 23 al 25 settembre. Un progetto costruito intorno alle esigenze concrete della permanenza umana oltre la Terra — salute, alimentazione, abbigliamento, ricerca e habitat — che mette in relazione operatori della Space Economy con imprese e centri di ricerca provenienti da altri comparti.

Il tema va oltre la dimensione divulgativa dell’allestimento. La Casa dell’Astronauta propone infatti una rappresentazione del trasferimento tecnologico tra spazio e industria terrestre, mostrando come problemi particolarmente complessi imposti dagli ambienti estremi possano diventare terreno di collaborazione tra competenze differenti.

A sviluppare il percorso, ideato da BEX, è CETMA – Centro Europeo di Ricerca, Trasferimento tecnologico e Design, nel ruolo di Knowledge Partner. Il progetto coinvolge inoltre Axiom Space, con la presenza del CEO Jonathan Cirtain, e Thales Alenia Space, che porterà due modelli, tra cui quello del Multi-Purpose Habitation, modulo abitativo destinato alla superficie lunare sviluppato nel quadro del programma Artemis e della cooperazione tra NASA e Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

È un incontro tra competenze che si colloca in una filiera nazionale in espansione. Secondo la mappatura CTNA-Confindustria presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel 2024 l’aerospazio italiano ha raggiunto un fatturato di 21,4 miliardi di euro, mentre il segmento spaziale è cresciuto del 63% rispetto al 2021. In questo scenario, la capacità di trasferire tecnologie, conoscenze e soluzioni tra comparti diventa uno degli elementi attraverso cui ampliare le ricadute industriali della Space Economy.

Casa dell’Astronauta di BEX, dalla medicina al tessile le filiere terrestri incontrano lo spazio

La struttura della Casa dell’Astronauta permette di osservare questa contaminazione industriale partendo dai bisogni dell’essere umano. La prima area, The Human Factor, è dedicata alla preparazione fisica e mentale e riunisce tecnologie per allenamento, medicina e monitoraggio fisiologico. Sono coinvolte GVM Assistance, con sistemi di telemonitoraggio, Formula Medicine e NTT DATA Italia.

Il passaggio successivo riguarda ciò che l’astronauta indossa. The Wearable Habitat affronta l’evoluzione dell’abbigliamento astronautico e dell’innovazione tessile attraverso Spacewear, che esporrà le tute indossate da Walter Villadei durante il volo con Virgin Galactic, insieme a capi terrestri ispirati a quella esperienza. Con l’Aeronautica Militare saranno inoltre presentate alcune tute legate alla storia dell’esplorazione spaziale italiana.

È un esempio particolarmente immediato del percorso che BEX intende rappresentare: una soluzione progettata in relazione alle esigenze dello spazio può generare conoscenze e applicazioni destinate a prodotti utilizzabili anche sulla Terra. Il trasferimento, però, può procedere anche nella direzione opposta, portando verso gli habitat spaziali competenze maturate da industrie che oggi operano prevalentemente nei mercati terrestri.

Questo secondo movimento emerge nella Think Lounge, spazio di confronto trasversale alle quattro aree. Il programma, ancora in via di pubblicazione, prevede tra gli appuntamenti un dialogo con Technogym sull’allenamento del corpo umano per lo spazio e un confronto con Electrolux Professional sulla cucina dei futuri habitat. In quest’ultimo caso, il punto di partenza è l’esperienza maturata dall’azienda nella realizzazione di cucine per ambienti estremi, tra cui il Polo Nord, e nelle tecnologie di controllo e manutenzione da remoto, fino all’ipotesi di sistemi capaci di funzionare in microgravità.

Anche l’alimentazione diventa terreno di convergenza industriale. Barilla e Artisia cureranno un incontro sul cibo come micro-architettura e proporranno lo Space Cocktail con l’assaggio dello Spaghetto 3D, già vincitore del Compasso d’Oro.

Microgravità, habitat e alimentazione: lo spazio come ambiente di sviluppo tecnologico

La connessione tra ricerca spaziale e applicazioni industriali emerge anche nelle aree dedicate alla sperimentazione e alla produzione di cibo. The Mission Lab presenta la microgravità come ambiente per attività di ricerca sui materiali e sulle life sciences. L’Università Politecnica delle Marche porterà un avatar di Walter Villadei in grado di dialogare con il pubblico, mentre CETMA proporrà un’esperienza in realtà virtuale dedicata alla Stazione Spaziale Internazionale e un cubo olografico sulla mascherina SOMNIIA per il monitoraggio del sonno, sviluppata dalla ricerca dell’ASI.

The Orbital Harvest sposta invece l’attenzione sulla produzione, conservazione e preparazione degli alimenti lontano dalla Terra. ALTEC ricostruirà il percorso di un pasto spaziale attraverso campioni reali di cibo, mentre ENEA presenterà prototipi e un’esperienza in realtà virtuale dedicata alle serre progettate per ambienti estremi.

Salute, tessile, alimentazione, sistemi digitali e progettazione degli habitat vengono così ricondotti a uno stesso problema industriale: garantire la presenza umana in ambienti nei quali risorse, spazio disponibile, manutenzione e possibilità di intervento sono fortemente vincolati. Sono condizioni che rendono lo spazio un banco di prova particolarmente esigente per tecnologie che possono trovare applicazioni anche al di fuori del settore spaziale.

«Chi ha vissuto una missione sa che lo spazio mette alla prova prima di tutto le persone, non solo i mezzi. Restare in salute, allenarsi e nutrirsi in modo corretto lontano dalla Terra richiede soluzioni che nascono dal lavoro di aziende e centri di ricerca molto avanzati e diversi tra loro. La Casa dell’Astronauta racconta anche questo passaggio e mostra come le tecnologie sviluppate nello spazio possano migliorare la vita sulla terra», afferma Walter Villadei, colonnello dell’Aeronautica Militare, astronauta e ambassador di BEX.

La stessa impostazione emerge dalle parole di Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della Divisione Green & Technology di IEG: «Abbiamo pensato la Casa dell’Astronauta come un percorso che il visitatore vive in prima persona. Ogni area parte da un bisogno reale della permanenza in orbita, dalla salute al cibo fino ai materiali, e lo riporta alle stesse domande che imprese e centri di ricerca si pongono sulla Terra. Il taglio dimostrativo ci permette di far vedere soluzioni che già esistono e che spesso nascono in un mondo per rispondere a un’esigenza dell’altro. Da qui vogliamo far nascere conoscenza e approfondimento, perché è nell’incontro tra spazio e industria terrestre che BEX trova il suo senso».

È proprio questa intersezione a definire la dimensione industriale dell’iniziativa. La Casa dell’Astronauta utilizza il tema della permanenza umana nello spazio per riunire competenze che appartengono a mercati differenti e mostrare dove possono incontrarsi. Per una filiera spaziale italiana in crescita, il punto non riguarda soltanto quali tecnologie saranno necessarie per vivere e lavorare in orbita o sulla Luna, ma anche quanto efficacemente competenze e innovazioni potranno circolare tra l’economia spaziale e le industrie terrestri.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.