La conoscenza del mare rappresenta una delle principali sfide strategiche per l’Italia. Lo ha sottolineato la Senatrice Simona Petrucci, Presidente Intergruppo Parlamentare per l’Economia del mare, intervenuta al 3° Forum Space&Blue nel Salone degli Arazzi del Mimit. Nel suo discorso, Petrucci ha evidenziato come mare e spazio siano domini sempre più interconnessi e fondamentali per sicurezza, sostenibilità, innovazione e competitività nazionale, richiedendo una governance istituzionale coerente e strumenti di lungo periodo.
Un “oceano sconosciuto”: i dati sulla conoscenza del mare
Petrucci ha ricordato che oggi disponiamo solo del 2% di conoscenza geologica del fondo marino e di appena il 10% di conoscenza geomorfologica. Un divario enorme se confrontato con lo spazio, dove l’osservazione remota e le missioni scientifiche hanno prodotto quantità infinitamente maggiori di dati e modelli.
Questa carenza conoscitiva rende il mare uno dei domini più complessi da governare: nonostante la centralità per ecosistemi, economia e sicurezza, rimane in gran parte inesplorato, con sfide che richiedono strumenti scientifici avanzati e un maggiore apporto delle tecnologie spaziali.
Ruolo del Parlamento e sicurezza normativa
La Senatrice ha ricordato come il Parlamento abbia già compiuto passi significativi con l’approvazione della legge sulla sicurezza delle attività subacquee, approvata in soli due mesi senza voti contrari. Un risultato bipartisan che segnala la volontà di costruire una cornice normativa più solida per proteggere il mare e chi vi opera.
Petrucci ha inoltre richiamato l’importanza dell’intergruppo parlamentare sul mare, organismo che riunisce deputati e senatori di vari schieramenti per dare una direzione condivisa alle politiche marittime e oceaniche del Paese.
Spazio e Blue Economy come leve per colmare il divario
Per migliorare la conoscenza del mare, Petrucci ha sottolineato la necessità di integrare tecnologie spaziali e strumenti scientifici underwater. L’osservazione della Terra, i sistemi satellitari per la sorveglianza, l’acquisizione di dati climatici e le tecnologie duali rappresentano elementi essenziali per comprendere ambiente marino, infrastrutture critiche, rotte commerciali e fenomeni climatici.
Questo approccio risponde alla necessità di mettere in relazione ricerca, industria, istituzioni e competenze accademiche, in un ecosistema che vede spazio e oceani come domini complementari.
Donne, STEM e governance dei settori emergenti
Petrucci ha dedicato parte del suo intervento al tema delle donne nella Blue Economy e nello spazio, evidenziando la necessità di raccogliere dati accurati sulle professionalità femminili nel dominio marino e di rafforzare le competenze STEM. La collaborazione con CNR, ISPRA, fondazioni e università va proprio in questa direzione.
Conclusione
L’intervento della Sen. Petrucci ribadisce che la conoscenza del mare è un prerequisito per sicurezza, tutela ambientale, economia e politiche industriali. Solo combinando tecnologie spaziali, ricerca scientifica e governance istituzionale sarà possibile colmare il divario esistente e valorizzare il ruolo dell’Italia nei domini Space&Blue.
Redazione Economia dello Spazio Magazine










