Cinquant’anni dopo la sua fondazione, la Fondazione tedesco-olandese per le gallerie del vento (DNW) rappresenta uno degli esempi più solidi di cooperazione europea nella ricerca aeronautica. L’anniversario non segna soltanto una ricorrenza istituzionale, ma richiama l’importanza delle gallerie del vento come infrastrutture strategiche per lo sviluppo dell’industria aerospaziale, dalla progettazione di nuovi velivoli alla validazione delle tecnologie che sosterranno la transizione verso un’aviazione più sostenibile.

Fondata il 30 giugno 1976 dal predecessore dell’attuale Centro aerospaziale tedesco (DLR), dal Centro aerospaziale olandese (NLR) e dai governi di Germania e Paesi Bassi, la DNW nacque con l’obiettivo di costruire e gestire la più grande galleria del vento d’Europa. Nel corso di cinque decenni l’organizzazione si è evoluta fino a gestire sei impianti sperimentali distribuiti in quattro sedi tra i due Paesi, diventando un punto di riferimento internazionale per l’industria aeronautica, i centri di ricerca e, in parte, anche per il settore automobilistico.
Come ha sottolineato Markus Fischer, membro del consiglio di amministrazione della divisione aeronautica del DLR, «la fondazione tedesco-olandese per le gallerie del vento è un esempio straordinario di come la cooperazione transfrontaliera favorisca l’innovazione e rafforzi la competitività dell’Europa». Per Fischer, gli impianti della DNW hanno contribuito per cinque decenni allo sviluppo di aeromobili «sicuri, efficienti e sostenibili», rafforzando al tempo stesso la sovranità tecnologica e la resilienza industriale europea.
Le gallerie del vento restano una risorsa strategica per l’industria aeronautica
Nonostante i progressi delle simulazioni numeriche e della progettazione digitale, le gallerie del vento continuano a svolgere un ruolo essenziale nello sviluppo di nuovi aeromobili. Le prove sperimentali consentono infatti di misurare con elevata precisione parametri come resistenza aerodinamica, portanza, distacco del flusso ed emissioni acustiche, fornendo dati indispensabili per validare i modelli di simulazione utilizzati nella progettazione.
Questa capacità ha reso la DNW un partner consolidato dei principali programmi aeronautici internazionali. Negli ultimi cinquant’anni le sue infrastrutture hanno supportato lo sviluppo delle famiglie Airbus A320, A330, A340, A380 e A400M, degli Embraer E-Jets ed E2, dei caccia Eurofighter e F-35, oltre al programma elicotteristico NH90. L’attività sperimentale ha contribuito all’ottimizzazione delle prestazioni aerodinamiche, alla riduzione dei rischi progettuali e al miglioramento dell’efficienza complessiva dei velivoli.
Tra gli impianti gestiti in Germania figurano la galleria del vento a bassa velocità DNW-NWB di Braunschweig, specializzata nelle analisi aeroacustiche, e la galleria del vento transonica DNW-TWG di Göttingen, dedicata alle prove aerodinamiche e aeroelastiche nelle gamme di velocità transonica e prossima al regime supersonico.
Dalla cooperazione europea alle sfide del volo sostenibile
L’evoluzione della DNW riflette il consolidamento della cooperazione europea nella ricerca aeronautica. L’idea di realizzare una grande infrastruttura condivisa nacque nel 1973 e portò, tre anni dopo, alla costituzione ufficiale della fondazione. Il giorno successivo furono avviati i lavori della Large Low-speed Facility (LLF) di Marknesse, entrata in funzione nel 1981 come la più grande galleria del vento a bassa velocità d’Europa.
Il 18 giugno 2026 la DNW ha celebrato il proprio cinquantesimo anniversario con un simposio presso la sede di Marknesse, riunendo rappresentanti della ricerca, dell’industria e delle istituzioni. L’iniziativa ha offerto anche l’occasione per delineare le sfide dei prossimi anni, dallo sviluppo di sistemi di propulsione sostenibili alle nuove configurazioni aeronautiche, fino alla crescente integrazione tra sperimentazione fisica e strumenti digitali.
In questo contesto, il valore della DNW va oltre la ricorrenza celebrativa. La rete di gallerie del vento continua infatti a rappresentare un’infrastruttura strategica per sostenere la competitività dell’industria aerospaziale europea, offrendo capacità sperimentali che restano essenziali anche nell’era della progettazione digitale.
Fonte dati: DLR
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










