Workshop Copernicus: i dati satellitari al centro della gestione dei rischi climatici nella finanza e nelle assicurazioni

Partecipanti al workshop Copernicus dedicato alla gestione del rischio climatico per il settore finanziario e assicurativo.
Oltre 300 rappresentanti dei settori bancario, assicurativo, pubblico e dell’osservazione della Terra hanno partecipato al workshop Copernicus dedicato all’impiego dei dati satellitari nella gestione del rischio climatico e nel supporto alla conformità normativa europea.

La gestione del rischio climatico sta diventando uno dei principali ambiti di applicazione dei dati di osservazione della Terra nel settore finanziario. È questa l’indicazione emersa dal workshop tematico dedicato a Copernicus, che ha riunito oltre 300 rappresentanti del comparto assicurativo, bancario, dei servizi finanziari, del settore pubblico e dell’ecosistema dell’osservazione della Terra per discutere il contributo delle informazioni satellitari alla resilienza climatica e alla conformità normativa.

L’incontro ha confermato un’evoluzione già in atto: i dati geospaziali non sono più considerati soltanto un supporto tecnico per il monitoraggio ambientale, ma stanno progressivamente entrando nei processi con cui banche e compagnie assicurative valutano l’esposizione ai rischi fisici, pianificano strategie di mitigazione e rispondono ai nuovi requisiti regolatori europei.

La gestione del rischio climatico spinge l’integrazione dei dati satellitari

Tra i temi centrali del workshop è emerso il crescente ricorso ai dati di osservazione della Terra per soddisfare gli obblighi previsti dalla Tassonomia UE, dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), dal Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR) e dallo European Green Bond Standard (EuGBS).

Secondo i partecipanti, il quadro normativo europeo richiederà sempre più informazioni affidabili sui rischi climatici fisici lungo l’intero ciclo di gestione del rischio, favorendo un’integrazione strutturale dei servizi di Copernicus nei modelli utilizzati da istituzioni finanziarie, assicurazioni e autorità di vigilanza.

«I rischi climatici non sono più una preoccupazione futura; sono una realtà attuale per le istituzioni finanziarie e le compagnie assicurative», ha affermato Leila Ajjabou, responsabile dello sviluppo del mercato presso EUSPA. «Copernicus fornisce dati affidabili di osservazione della Terra che consentono alle organizzazioni di passare da risposte reattive a una gestione proattiva del rischio».

Nel corso del confronto è stato inoltre evidenziato come, entro i prossimi due decenni, i dati di osservazione della Terra possano diventare una componente imprescindibile della modellazione dei rischi climatici. Allo stesso tempo, è stato sottolineato che la diffusione di queste tecnologie dipenderà anche dalla capacità di generare benefici misurabili in termini di produttività, continuità operativa e qualità delle decisioni, oltre che dal rispetto delle prescrizioni normative.

Dalle applicazioni operative alle sfide per l’adozione

I casi d’uso presentati durante il workshop mostrano che i servizi Copernicus sono già impiegati in applicazioni concrete. Le banche integrano dati meteorologici e informazioni di osservazione della Terra, provenienti sia da fonti pubbliche sia commerciali, per valutare esposizione ai pericoli, vulnerabilità degli asset e possibili impatti economici. Le compagnie assicurative utilizzano invece questi strumenti per accelerare l’identificazione degli eventi e migliorare le valutazioni successive ai disastri naturali.

L’adozione su larga scala incontra tuttavia alcuni limiti. Tra quelli indicati dai partecipanti figurano la disponibilità ancora insufficiente di dati ad alta risoluzione per alcuni fenomeni, come le alluvioni improvvise, la complessità nell’integrare le informazioni geospaziali nei processi operativi e la carenza di competenze specialistiche all’interno delle organizzazioni. Restano inoltre aperte le valutazioni sul ritorno economico degli investimenti necessari.

Tra le priorità individuate per i prossimi anni figurano un maggiore utilizzo dei dati di osservazione della Terra negli stress test climatici, la standardizzazione dei prodotti informativi e lo sviluppo di meccanismi di condivisione attraverso gli European Data Spaces.

«L’Europa ha sviluppato capacità di osservazione della Terra all’avanguardia grazie a Copernicus, e il suo successo dipende da come questi prodotti saranno tradotti in strumenti operativi», ha osservato Mauro Facchini, responsabile dell’unità Osservazione della Terra della Commissione europea. «Tra le aree di maggiore potenziale figurano il supporto alle istituzioni finanziarie nella comprensione dei rischi futuri, il sostegno agli investimenti sostenibili e il rafforzamento della resilienza della nostra economia».

Più che fotografare lo stato dell’arte, il workshop conferma una direzione già in atto. Per la Space Economy europea, il valore delle infrastrutture spaziali non risiede soltanto nella produzione dei dati, ma sempre più nella loro trasformazione in strumenti operativi a supporto della gestione del rischio climatico, delle decisioni di investimento e dell’attuazione delle politiche europee di adattamento.

Fonte dati: EUSPA

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.