
La convergenza tra telecomunicazioni satellitari e navigazione entra nella fase delle dimostrazioni in orbita. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha testato il posizionamento 5G da LEO attraverso Celeste IOD-2, trasmettendo e ricevendo segnali che verificano una tecnologia destinata a esplorare l’integrazione tra connettività e positioning.
Il test è stato effettuato il 27 agosto 2026. Il satellite ha trasmesso in banda S segnali conformi agli standard del 3rd Generation Partnership Project (3GPP), successivamente ricevuti e registrati a terra. I dati raccolti sono ora in fase di analisi per valutarne comportamento e prestazioni. Secondo ESA, si tratta della prima dimostrazione in orbita di questo tipo.
Il risultato assume rilievo soprattutto per ciò che può abilitare. Le Non-Terrestrial Networks (NTN) sono state sviluppate principalmente per estendere la connettività mobile oltre le infrastrutture terrestri; Celeste sperimenta invece la possibilità di utilizzare questo ecosistema anche come fonte complementare di informazioni di posizionamento. In prospettiva, connettività e navigazione potrebbero quindi convergere sullo stesso terminale e sulla stessa infrastruttura satellitare.
Il posizionamento 5G da LEO porta gli standard mobili nell’ecosistema satellitare
La sperimentazione condotta con Celeste IOD-2 trasferisce in orbita tecnologie che appartengono già all’ecosistema delle telecomunicazioni mobili. Durante il test sono stati trasmessi due segnali rappresentativi del framework 3GPP per il positioning: i 5G New Radio Downlink Positioning Reference Signals (DL-PRS) e i Narrowband Positioning Reference Signals (NPRS).
La scelta di segnali standardizzati e non proprietari è uno degli aspetti industrialmente più significativi della dimostrazione. Un’architettura costruita intorno a standard condivisi può infatti facilitare l’interoperabilità tra reti terrestri e satellitari e, nel lungo periodo, l’interazione diretta con smartphone e dispositivi Internet of Things (IoT) a basso consumo.
L’integrazione tra positioning e connettività assume particolare interesse anche per le applicazioni Direct-to-Device (D2D). Lo stesso ecosistema tecnologico potrebbe così essere utilizzato per fornire comunicazioni e informazioni di posizione, riducendo la separazione tra servizi oggi associati a infrastrutture differenti.
Anche lo spettro utilizzato è rilevante. I segnali sono stati trasmessi in banda S, frequenza di interesse per le comunicazioni satellitari e le applicazioni Direct-to-Device. Per il positioning, il suo utilizzo introduce inoltre una diversificazione rispetto alla banda L impiegata dai sistemi GNSS tradizionali.
Il punto non è sostituire sistemi come Galileo o GPS. Le NTN vengono studiate come possibile fonte complementare di informazioni di posizionamento, inserendo un ulteriore livello nell’architettura PNT. La minore distanza dalla superficie terrestre dei satelliti LEO rispetto alle costellazioni GNSS in orbita media costituisce uno degli elementi alla base dell’interesse crescente per questo tipo di infrastrutture.
La sperimentazione arriva inoltre mentre 3GPP lavora alla Release 21. ESA segnala che industria europea e altri partecipanti ai lavori di standardizzazione sostengono l’inclusione del positioning tramite NR-NTN e IoT-NTN tra le nuove capacità del 5G. La dimostrazione Celeste fornisce quindi dati ottenuti direttamente in orbita a un dibattito che non riguarda soltanto l’architettura dei futuri sistemi satellitari, ma anche gli standard attraverso i quali questi potranno integrarsi con l’ecosistema globale delle telecomunicazioni.
Come ha osservato Florin Grec, Celeste Resilient PNT Technical Lead e delegato ESA presso 3GPP, l’esperimento indica che per portare il positioning nelle NTN non è necessario sviluppare tutto da zero: alcune funzionalità create per il 5G terrestre possono essere estese ai sistemi satellitari attraverso adattamenti specifici.
Our Celeste mission demonstrates 5G positioning signals from low Earth orbit.
— European Space Agency (@esa) September 16, 2026
This first-of-its-kind in-orbit demonstration opens the door to future satellites providing both connectivity and positioning services.
Read more: https://t.co/BcEPrdPjoD pic.twitter.com/Ndmo3o2S3A
Celeste prepara l’industria europea a un possibile layer LEO-PNT
Il test 5G è una delle sperimentazioni previste da Celeste, iniziativa ESA dedicata alle tecnologie LEO-PNT (Low Earth Orbit Positioning, Navigation and Timing). La fase dimostrativa prevede una costellazione di 11 satelliti, più uno di riserva, destinata a validare in orbita nuovi segnali, frequenze e tecnologie per servizi di navigazione e timing più resilienti.
I primi due satelliti, IOD-1 e IOD-2, sono stati lanciati il 28 marzo 2026 dalla Nuova Zelanda a bordo di un Electron di Rocket Lab. IOD-1 è stato sviluppato nell’ambito del contratto guidato dalla spagnola GMV, mentre IOD-2 fa capo al consorzio guidato da Thales Alenia Space.
La dimensione industriale del programma è significativa. La flotta viene sviluppata attraverso due contratti paralleli: uno guidato da GMV, con OHB come core partner, e l’altro da Thales Alenia Space France, con Thales Alenia Space Italia responsabile del segmento spaziale. Complessivamente i due consorzi riuniscono oltre 50 soggetti di più di 14 Paesi europei.
Celeste non si limita al positioning 5G. La campagna sperimentale comprende tecnologie per la determinazione autonoma dell’orbita, la sincronizzazione temporale, la generazione e trasmissione di segnali di navigazione nelle bande L e S e nuove forme d’onda progettate per aumentare la resilienza dei servizi PNT.
Con i satelliti IOD-3–IOD-10, il cui lancio è previsto a partire dalla seconda metà del 2027, ESA intende passare dalle misure di ranging effettuate con un singolo satellite al posizionamento multi-satellite, combinando i segnali provenienti da più piattaforme LEO per determinare la posizione dell’utente. Le sperimentazioni riguarderanno anche la coesistenza tra segnali di comunicazione e positioning, la diversità di frequenza, i ricevitori e condizioni operative rappresentative del Direct-to-Device.
La portata strategica di Celeste va però oltre la singola missione dimostrativa. Dopo l’attuale fase IOD, ESA prevede una In-Orbit Preparatory phase dedicata alla qualificazione delle tecnologie, all’industrializzazione e alla validazione in orbita dei principali concetti di sistema.
L’obiettivo è preparare l’industria europea a un’eventuale infrastruttura LEO-PNT operativa che possa aggiungere un nuovo livello all’ecosistema europeo di posizionamento, navigazione e timing, mantenendo Galileo al centro dell’architettura e affiancandolo a EGNOS. La decisione su un eventuale sistema operativo dell’Unione europea non è stata ancora assunta: Celeste serve a sviluppare e verificare le tecnologie e le capacità industriali necessarie a supportare quella possibile scelta futura.
La missione rientra inoltre nell’iniziativa European Resilience from Space (ERS), sostenuta al Consiglio ministeriale ESA del 2025, che punta a sviluppare capacità spaziali europee legate alla resilienza e alla sicurezza delle infrastrutture strategiche.
Celeste non dimostra ancora un servizio commerciale né un sistema completo di navigazione basato sulle NTN: le prestazioni dei segnali trasmessi da IOD-2 devono ancora essere analizzate e il positioning multi-satellite appartiene alle fasi successive del programma.
La dimostrazione stabilisce però un punto tecnologico concreto: standard nati nell’ecosistema delle reti mobili possono essere trasmessi da un satellite LEO e ricevuti a terra per applicazioni di positioning. Se le successive sperimentazioni ne confermeranno prestazioni e interoperabilità, la separazione tradizionale tra infrastrutture dedicate alla connettività e sistemi dedicati alla navigazione potrebbe diventare progressivamente meno netta. Per l’industria spaziale europea, Celeste rappresenta quindi anche un banco di prova per capire come costruire il futuro PNT dentro un ecosistema in cui spazio e telecomunicazioni terrestri sono sempre più interdipendenti.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










