Progetto SMARTS, dalla Sardegna nanomateriali validati per proteggere le cellule nelle condizioni spaziali

Ricercatori dell'Università di Sassari al lavoro in laboratorio durante il progetto SMARTS per lo sviluppo di nanomateriali destinati ad applicazioni spaziali.
Ricercatori impegnati nelle attività sperimentali del progetto SMARTS, che ha portato alla validazione di nanomateriali antiossidanti destinati alla protezione cellulare in condizioni di radiazioni e microgravità simulate. Credito: Luca Pretti

Proteggere gli astronauti dagli effetti di radiazioni e microgravità è una delle sfide che accompagneranno le future missioni di lunga durata. Il progetto SMARTS, sviluppato in Sardegna, ha raggiunto una tappa significativa validando nanomateriali antiossidanti capaci di proteggere le cellule in condizioni spaziali simulate, con possibili applicazioni sia nel settore aerospaziale sia in ambito biomedicale.

Il progetto è stato realizzato dall’Università degli Studi di Sassari e dalla società biotech ViroStatics, con il supporto gestionale del Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS). L’iniziativa rientra nello Spoke 05 Aerospace Science and Technology dell’ecosistema dell’innovazione e.INS (Ecosystem of Innovation for Next generation Sardinia), finanziato dal PNRR.

Progetto SMARTS: dai test di laboratorio alla validazione della tecnologia

L’attività di ricerca ha interessato l’intera filiera di sviluppo dei materiali, dalla progettazione e sintesi di diverse classi di nanomateriali a base di carbonio alla loro caratterizzazione fisico-chimica, fino alle verifiche biologiche in vitro.

L’aspetto più significativo riguarda la validazione della tecnologia in condizioni che simulano l’ambiente spaziale. Attraverso la riproduzione in laboratorio dello stress ossidativo indotto dalle radiazioni e della microgravità mediante clinostato, i ricercatori hanno osservato un effetto protettivo misurabile sui modelli cellulari, confermando sia l’attività antiossidante dei materiali sia un profilo di sicurezza favorevole.

Il progetto ha inoltre portato alla realizzazione di prototipi funzionalizzati destinati a possibili applicazioni in rivestimenti protettivi e nei tessuti delle tute spaziali. Secondo i partner, tutti gli obiettivi previsti dal piano di lavoro sono stati raggiunti, confermando la maturità della tecnologia nelle condizioni sperimentali adottate.

Materiali avanzati per lo spazio e ricadute oltre il settore aerospaziale

La protezione degli astronauti durante permanenze prolungate nello spazio è uno dei principali ambiti di ricerca della medicina spaziale. L’esposizione a radiazioni e microgravità può infatti provocare alterazioni cellulari e fenomeni di stress ossidativo che richiedono soluzioni tecnologiche dedicate.

In questo scenario, materiali avanzati con proprietà antiossidanti potrebbero contribuire allo sviluppo di superfici, rivestimenti e dispositivi destinati agli ambienti abitati nello spazio, oltre a trovare applicazioni in altri settori nei quali la protezione cellulare rappresenta un requisito strategico.

Per questo il risultato ottenuto dal progetto SMARTS assume un valore che va oltre il completamento di un programma di ricerca: dimostra la possibilità di trasformare attività scientifiche interdisciplinari in tecnologie con prospettive di trasferimento industriale.

I partner guardano ora alle successive fasi di sviluppo, che comprendono lo scale-up produttivo, la tutela della proprietà intellettuale e l’avvio di nuove collaborazioni nazionali ed europee.

Come sottolinea il Prof. Giacomo Cao, presidente del DASS e coordinatore scientifico dello Spoke 05 Aerospace Science and Technology, «il progetto SMARTS aggiunge un tassello prezioso — materiali avanzati per la salute e la sicurezza nello spazio — e dimostra ancora una volta che sull’isola è presente una filiera aerospaziale ad alto valore aggiunto, capace di attrarre talenti e investimenti».

La convergenza tra scienza dei materiali, biotecnologie e tecnologie spaziali rappresenta uno dei filoni più promettenti della nuova Space Economy. In questo contesto, il progetto SMARTS costituisce un esempio di come la ricerca sviluppata in un ecosistema regionale possa contribuire alla maturazione di tecnologie con potenziali applicazioni internazionali, rafforzando il posizionamento della Sardegna nelle attività di innovazione ad alto contenuto scientifico.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.