
Il successo del lancio di Sentinel-3C e FLEX non segna soltanto l’arrivo in orbita di due nuovi satelliti europei per l’osservazione della Terra. Mette in evidenza anche la profondità della filiera industriale che l’Europa è in grado di mobilitare intorno ai propri programmi spaziali, con Thales Alenia Space nel ruolo di contraente principale e due ampi consorzi industriali coinvolti nelle missioni.
Sentinel-3C e FLEX sono stati lanciati a bordo di Vega C dal Centro Spaziale Europeo in Guyana francese. Le due missioni hanno finalità differenti ma complementari e condividono una caratteristica industrialmente significativa: entrambe nascono da una rete di competenze distribuita tra aziende, siti produttivi e istituzioni europee.
Per Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), il doppio lancio concentra nello stesso volo due programmi nei quali la società ricopre un ruolo di primo piano. Un risultato che coinvolge direttamente anche l’industria italiana, attraverso le attività della stessa Thales Alenia Space e il contributo di Leonardo alla strumentazione scientifica.
«Sono molto soddisfatto del successo del lancio di questi due satelliti, che forniranno dati unici a scienziati e politici per aiutare a comprendere il cambiamento climatico e preservare i nostri ecosistemi. Essi dimostrano la leadership europea nell’osservazione della Terra e rappresentano esempi di successo della collaborazione all’interno del settore spaziale europeo a supporto dell’azione climatica», ha dichiarato Hervé Derrey, CEO di Thales Alenia Space.
Anche il lanciatore aggiunge un tassello italiano alla configurazione industriale della missione. Sòphia High Tech, azienda italiana dell’aerospazio e della difesa nella quale Genenta Science ha effettuato un investimento strategico nel 2026, contribuisce alla produzione dello Spring Assembly impiegato nel sistema di separazione tra il secondo e il terzo stadio di Vega C. L’azienda è impegnata nella produzione seriale di questi componenti dal 2018.
Installato nell’interstadio che collega Zefiro 40 a Zefiro 9, lo Spring Assembly immagazzina energia elastica che viene rilasciata, dopo l’attivazione del dispositivo di separazione, per avviare in modo controllato il distacco del secondo stadio esaurito dal terzo. Il componente deve assicurare una risposta meccanica precisa e ripetibile anche dopo l’esposizione alle sollecitazioni del lancio. La partecipazione di Sòphia HT amplia così la lettura industriale della missione: accanto alla filiera che costruisce satelliti e strumenti emerge quella, altrettanto specializzata, che contribuisce all’affidabilità del sistema di lancio europeo.
Sentinel-3C e FLEX, una filiera industriale distribuita in Europa
Con una massa al lancio di circa 1.140 chilogrammi, Sentinel-3C è il terzo satellite della missione Copernicus Sentinel-3 e raggiungerà un’orbita terrestre bassa a 814 chilometri di quota. La vita operativa prevista è di 7,5 anni.
Il satellite si unirà in orbita a Sentinel-3B, proseguendo la raccolta di osservazioni dedicate agli oceani e alle superfici terrestri. I satelliti Sentinel-3 dispongono di quattro strumenti destinati, tra le altre attività, alla misurazione della temperatura superficiale, del colore e dell’altezza degli oceani. I dati riguardano inoltre vegetazione, temperatura del suolo, qualità delle acque interne e rilevamento degli incendi.
Dal punto di vista industriale, Sentinel-3C mostra la dimensione raggiunta dalla cooperazione europea nei programmi di osservazione della Terra. Thales Alenia Space in Francia è prime contractor dei satelliti e ha la responsabilità della piattaforma e dello sviluppo di due strumenti: lo spettrometro ad imaging OLCI e l’altimetro radar SRAL.
Alla missione partecipano anche i siti di Thales Alenia Space in Italia, Spagna e Belgio, mentre un consorzio composto da oltre 100 aziende europee ha contribuito alla progettazione e alla costruzione dei satelliti. Tra queste figurano Leonardo, responsabile del radiometro ad imaging SLSTR, e Airbus Defence & Space, coinvolta attraverso il radiometro a microonde MWR.
La distribuzione delle responsabilità industriali riflette l’architettura dello stesso programma Copernicus, gestito dalla Commissione europea, finanziato dall’Unione europea e in parte dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), con operazioni affidate congiuntamente a ESA ed EUMETSAT.
Il valore industriale del programma non si esaurisce quindi nella costruzione di una singola piattaforma. La continuità della costellazione richiede il mantenimento nel tempo di competenze su satelliti, sensori, elettronica, integrazione e gestione dei dati: capacità che costituiscono una componente strutturale dell’ecosistema europeo dell’osservazione della Terra.
Two environmental monitoring satellites, Copernicus Sentinel-3C and Earth Explorer FLEX, have successfully been launched earlier today from Europe’s spaceport, in French Guiana! 🚀
— Thales Alenia Space (@Thales_Alenia_S) September 15, 2026
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FLEX, da FLORIS alla piattaforma: oltre 40 aziende nella missione ESA
Più piccolo di Sentinel-3C, ma caratterizzato da una missione scientifica fortemente specializzata, FLEX (FLuorescence EXplorer) ha una massa di circa 400 chilogrammi e opererà anch’esso a 814 chilometri di quota. La durata operativa prevista è di 3,5 anni.
FLEX fa parte delle missioni Earth Explorer dell’ESA e sarà il primo satellite a misurare con elevata precisione, su vaste aree, la fluorescenza delle piante dallo spazio. L’obiettivo è ottenere informazioni sulla fotosintesi e sugli scambi di carbonio tra vegetazione e atmosfera, con applicazioni che comprendono modelli climatici, agricoltura e monitoraggio della biodiversità.
Anche in questo caso la configurazione industriale è paneuropea. Thales Alenia Space in Francia è contraente principale e responsabile dello sviluppo della piattaforma. I siti di Harwell e Belfast, nel Regno Unito, contribuiscono al modulo di propulsione e all’integrazione della piattaforma; Charleroi, in Belgio, alla gestione dell’alimentazione di bordo; Gorgonzola e L’Aquila, in Italia, alla scheda del processore del computer centrale; Madrid, in Spagna, alle comunicazioni in banda S e X.
Alla costruzione di FLEX ha partecipato un consorzio di oltre 40 aziende europee. Fra queste, Leonardo ha realizzato FLORIS, lo spettrometro ad imaging ad alta risoluzione destinato a mappare la fluorescenza della vegetazione, mentre Beyond Gravity è stata incaricata, in particolare, delle strutture, del controllo termico della piattaforma e dell’ingegneria satellitare associata.
La relazione tra i due satelliti proseguirà anche dopo il lancio. FLEX volerà in tandem con uno dei satelliti Sentinel-3 e le sue osservazioni saranno combinate con quelle dello spettrometro ad imaging di Sentinel-3 per correggere gli effetti atmosferici e quantificare con maggiore precisione la fluorescenza al suolo. I sensori ottici e termici di Sentinel-3 forniranno inoltre informazioni complementari sull’ambiente in cui si trova la vegetazione.
Questa complementarità introduce un elemento rilevante anche sul piano industriale: piattaforme e strumenti sviluppati nell’ambito di programmi distinti vengono progettati per produrre un sistema di osservazione nel quale il valore dei dati aumenta attraverso l’utilizzo congiunto delle missioni.
È questa dimensione industriale a rendere il risultato particolarmente significativo per la Space Economy europea: la capacità di trasformare programmi istituzionali di lungo periodo in continuità produttiva, sviluppo di competenze e partecipazione di una rete articolata di imprese, mentre i satelliti realizzati da quella stessa filiera diventano infrastrutture operative per l’osservazione del clima e degli ecosistemi.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










