
La capacità di produrre materiali avanzati nello spazio e riportarli sulla Terra sta emergendo come uno dei segmenti più promettenti della nuova economia orbitale. In questo contesto, Space Forge diventa uno degli asset strategici della politica spaziale britannica, grazie a un nuovo pacchetto di investimenti annunciato dal governo del Regno Unito per sostenere tecnologie destinate a rafforzare la competitività industriale nazionale e la sostenibilità delle attività nello spazio.
Durante la London Tech Week, la ministra dello Spazio Liz Lloyd ha annunciato uno stanziamento di oltre 19 milioni di sterline destinato a iniziative che spaziano dalla manifattura in microgravità alla sicurezza dell’ambiente orbitale, passando per il sostegno alle startup innovative del settore.
Space Forge ottiene 10 milioni per lo scudo termico Pridwen
La quota più rilevante del programma riguarda Space Forge, azienda con sede a Cardiff specializzata nella produzione di materiali e semiconduttori in condizioni di microgravità.
L’impresa riceverà 10 milioni di sterline attraverso un incremento del contributo della UK Space Agency al General Support Technology Programme (GSTP) della European Space Agency (ESA).
Le risorse finanzieranno una missione dedicata allo sviluppo di Pridwen, uno scudo termico dispiegabile progettato per consentire il rientro sulla Terra di veicoli spaziali e materiali prodotti in orbita.
A differenza degli scudi termici tradizionali, generalmente rigidi e permanenti, Pridwen è concepito per aprirsi durante la fase di rientro atmosferico, aumentando la superficie protettiva e riducendo al tempo stesso peso e complessità operativa. L’obiettivo è favorire sistemi più facilmente recuperabili e riutilizzabili.
Per Space Forge, la disponibilità di una tecnologia di rientro proprietaria rappresenta un elemento essenziale per trasformare la produzione orbitale in un’attività economicamente sostenibile e scalabile.
La manifattura orbitale al centro della strategia britannica
L’interesse verso la produzione in microgravità nasce dalla possibilità di realizzare materiali con caratteristiche difficilmente ottenibili sulla Terra.
Space Forge sta sviluppando processi produttivi destinati in particolare al settore dei semiconduttori, dove l’assenza di gravità può ridurre difetti strutturali e migliorare l’uniformità dei materiali.
Le applicazioni potenziali coinvolgono comparti ad alto valore aggiunto come telecomunicazioni, elaborazione dati, difesa ed energie pulite.
La strategia perseguita da Space Forge si inserisce in una più ampia corsa internazionale alla creazione di infrastrutture industriali capaci di sfruttare le condizioni uniche offerte dall’ambiente spaziale.
Secondo la ministra dello Spazio Liz Lloyd:
“L’investimento odierno del governo in Space Forge dimostra il nostro impegno a mantenere la Gran Bretagna all’avanguardia nel settore spaziale in rapida crescita. Space Forge sta sviluppando una tecnologia che potrebbe rivoluzionare la produzione nello spazio.
I nostri investimenti più ampi stanno inoltre aiutando un maggior numero di imprese spaziali britanniche a crescere, ad attrarre finanziamenti privati e a creare posti di lavoro altamente qualificati in tutto il Paese. È così che costruiamo un settore spaziale più solido e manteniamo il Regno Unito tra i migliori Paesi al mondo per avviare e sviluppare un’impresa spaziale.”
Altri 9,25 milioni per rafforzare l’ecosistema delle startup spaziali
Oltre al finanziamento destinato a Space Forge, il governo britannico ha annunciato un ulteriore investimento di 9,25 milioni di sterline nel portafoglio spaziale del fondo UK Innovation and Science Seed Fund (UKI2S), gestito da Future Planet Capital.
Con questo nuovo intervento, il valore complessivo del portafoglio spaziale raggiunge 22 milioni di sterline.
L’obiettivo è sostenere imprese in fase iniziale ma con elevato potenziale tecnologico, favorendo l’accesso a capitali privati e accelerando la crescita dell’ecosistema nazionale.
Secondo i dati presentati dal governo, il fondo ha già contribuito a mobilitare oltre 17 milioni di sterline di investimenti privati, con un effetto leva superiore a 5,90 sterline per ogni sterlina di finanziamento pubblico.
I nuovi investimenti in sensoristica e sicurezza spaziale
Tra le operazioni concluse nel 2025 figurano alcuni investimenti orientati alla sicurezza spaziale e alle tecnologie strategiche.
Silicon Microgravity ha ricevuto 500.000 sterline tramite il portafoglio spaziale UKI2S, ottenendo successivamente ulteriori 4,8 milioni di sterline da investitori privati. L’azienda sviluppa sensori ad alta precisione destinati ai settori della navigazione, dell’aerospazio e della difesa.
Optera, specializzata nel monitoraggio degli oggetti spaziali, ha beneficiato di un investimento di 300.000 sterline, che ha contribuito ad attrarre ulteriori 2,4 milioni di sterline. L’azienda, originariamente australiana, ha nel frattempo trasferito le proprie attività nel Regno Unito.
Anche Spaceflux, attiva nel tracciamento di satelliti e detriti orbitali, ha ottenuto nuovi finanziamenti pubblici che hanno favorito la raccolta di 7,5 milioni di sterline di capitale privato.
Competizione internazionale per l’economia industriale dello spazio
L’annuncio di Liz Lloyd evidenzia come il Regno Unito stia cercando di consolidare la propria posizione nei segmenti emergenti della Space Economy, puntando contemporaneamente su capacità produttive, tecnologie di rientro e sicurezza orbitale.
In questo quadro, il progetto Pridwen assume un valore che va oltre il singolo sviluppo tecnologico. La possibilità di riportare sulla Terra materiali realizzati in microgravità rappresenta infatti uno degli elementi essenziali per rendere sostenibile e commercialmente scalabile la futura manifattura spaziale.
Per Space Forge, la sfida non riguarda soltanto l’innovazione tecnologica, ma anche la dimostrazione di un modello industriale in grado di generare valore economico attraverso la produzione di materiali avanzati direttamente in orbita.
Come ha dichiarato Joshua Western, CEO e co-fondatore di Space Forge:
“Siamo entusiasti di aver ottenuto i finanziamenti GSTP per contribuire a rendere Pridwen commercialmente pronto. Questa tecnologia proprietaria è fondamentale per consentire il rientro sicuro dei nostri materiali sulla Terra, il che a sua volta apre la strada al futuro della produzione nello spazio.
Con la nostra recente missione ForgeStar-1 abbiamo dimostrato di poter creare nello spazio l’ambiente di produzione ideale per i materiali semiconduttori di nuova generazione; con questa missione, recentemente finanziata, possiamo dimostrare la nostra capacità di immettere i prodotti sul mercato.”
Fonte dati: UK Space Agency, Department for Science, Innovation and Technology and Baroness Lloyd of Effra CBE
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










