UE sviluppa reti per l’adozione dei dati Copernicus

Adozione dei dati Copernicus
I membri delle reti spaziali dell’UE hanno contribuito o partecipato a una serie di progetti e iniziative nel settore spaziale (Credito: Unione europea,  Senacyt)

Le iniziative per promuovere l’adozione dei dati Copernicus da parte degli utenti risalgono al suo predecessore, il Global Monitoring for Environment and Security (GMES), che richiedeva un ecosistema di utenti in grado di comprendere i dati di osservazione della Terra (EO) e di integrarli in attività di ricerca, politiche ed economiche. Le prime attività finanziate nell’ambito del Settimo Programma Quadro (FP7) dell’UE riconoscevano che un’ampia adozione dei dati EO non dipendeva solo dal lancio di satelliti. Richiedeva conoscenze locali, opportunità di formazione e un impegno costante con autorità pubbliche, università e piccole imprese.

Due progetti precursori hanno svolto un ruolo particolarmente importante. Il primo, GMES and Regions Awareness Access Link (GRAAL), si è concentrato sul rafforzamento della consapevolezza tra le autorità locali e regionali e sul mostrare alle istituzioni come i servizi GMES potessero supportare il loro lavoro. Ha messo in contatto funzionari pubblici, utenti pionieri e comunità di utenti emergenti, sottolineando la necessità di una presenza regionale affiancata da un supporto personalizzato.

Il secondo progetto, DORIS_NET (Downstream Observatory organized by Regions active in Space), ha rafforzato il coinvolgimento regionale attraverso una rete di uffici di contatto regionali. Ha aiutato le autorità pubbliche e i fornitori di servizi a orientarsi tra i servizi a valle del GMES, ha collegato la domanda regionale con le applicazioni emergenti e ha dimostrato come un impegno regionale sistematico possa favorire una maggiore adozione da parte degli utenti.

Queste prime iniziative hanno rivelato che un approccio organizzato e incentrato sulla persona era necessario affinché i dati e i servizi di osservazione della Terra potessero essere sfruttati appieno.

Creazione della Copernicus Academy e delle Copernicus Relays

Il lavoro svolto nell’ambito di GRAAL ha contribuito a plasmare l’idea iniziale di reti formali dedicate alla formazione e alla sensibilizzazione degli utenti. Il successo di GRAAL ha portato alla creazione della Copernicus Academy, lanciata ufficialmente nel 2012 con la Dichiarazione di Salisburgo, una dichiarazione congiunta di organizzazioni accademiche e di ricerca a sostegno di una più stretta collaborazione in materia di istruzione e formazione relative ai GMES (Sistemi Geografici Geografici).

Il Dipartimento di Geoinformatica dell’Università di Salisburgo (Z_GIS) ha svolto un ruolo importante nel definire la visione iniziale di una rete globale che collega università, centri di ricerca e istituti di formazione. La Copernicus Academy è stata creata con l’obiettivo di facilitare lo scambio di buone pratiche tra diverse discipline scientifiche e oltre i confini nazionali. Si proponeva inoltre di ridurre i tempi necessari affinché i progressi della ricerca si traducano in applicazioni concrete, aiutando i ricercatori ad adattare i risultati delle loro ricerche all’uso operativo. Infine, ha sostenuto lo sviluppo di programmi di studio orientati al progetto Copernicus per formare la prossima generazione di professionisti dell’osservazione della Terra.

Una seconda innovazione fondamentale è stata la creazione dei Copernicus Relays, basati sul concetto di Ufficio di Contatto Regionale sviluppato nell’ambito di DORIS_NET, in cui le organizzazioni fungevano da punti di contatto accessibili per Copernicus a livello regionale e locale. Questi relay hanno agito come un “numero di telefono locale” per Copernicus, fornendo supporto alle PMI, alle autorità pubbliche e alle associazioni di cittadini. Insieme, l’Academy e i Relays hanno creato un collegamento più diretto tra Copernicus e i suoi utenti, consentendo lo sviluppo parallelo di attività di formazione, divulgazione e adozione a livello locale.

Istituzionalizzazione: adozione dei dati Copernicus da parte degli utenti del 2016 e il lancio ufficiale

Lo slancio generato dai progetti GRAAL e DORIS_Net ha portato allo sviluppo della Strategia per l’adozione di Copernicus nel 2016, in cui la Commissione europea si è formalmente impegnata a sostenere la nascente Copernicus Academy e le sue Relay. È stato creato il Copernicus Support Office (CSO), incaricato di coordinare le attività di rete, costruire comunità di pratica e rafforzare la collaborazione tra attori del mondo accademico, privato e pubblico.

Questo processo di istituzionalizzazione si è svolto parallelamente a iniziative più ampie. EO4GEO e la Space Skills Alliance hanno contribuito a definire i quadri di competenze e i percorsi formativi, arricchendo il panorama delle competenze in cui operavano l’Accademia e le Reti. Durante questo periodo, le istituzioni all’interno delle reti hanno contribuito allo sviluppo di nuovi programmi di istruzione superiore, tra cui un master congiunto Erasmus Mundus, il Master Copernicus in Digital Earth, guidato dall’Università di Salisburgo con università partner in Francia (Bretagna) e nella Repubblica Ceca (Olomouc), e un altro programma simile coordinato dall’Università della Basilicata, in Italia.

Impatto dimostrato: una comunità globale in crescita

Al termine del loro percorso di sviluppo, la Copernicus Academy e le sue reti di relay contavano oltre 300 membri in quasi 60 paesi. Queste reti hanno contribuito attivamente alle iniziative di sviluppo delle competenze, agli eventi locali e alle discussioni sulle strategie nazionali e regionali per l’osservazione della Terra.

Hanno creato ponti tra ricercatori, aziende e imprenditori, supportato le amministrazioni pubbliche che cercavano di modernizzare le proprie pratiche di gestione dei dati e offerto agli studenti l’opportunità di sviluppare le competenze necessarie in un’economia spaziale in continua evoluzione. Sulla scia del successo della Copernicus Academy e delle Copernicus Relays, la Commissione europea ha esteso questo approccio all’intero Programma spaziale dell’UE attraverso la creazione delle Reti spaziali europee. Queste Reti ora includono come membri Copernicus, Galileo ed EGNOS, SSA-STM e IRIS².

L’Ufficio di supporto spaziale dell’UE (EUSSO) è responsabile del coordinamento, del supporto e della promozione delle reti spaziali europee, nonché della gestione del processo di candidatura e di inserimento dei nuovi membri.

Cosa fanno oggi le reti spaziali dell’UE e perché sono importanti

Oggi, le Reti Spaziali dell’UE riuniscono le organizzazioni membri che promuovono il Programma Spaziale dell’UE e le sue componenti in diversi territori e aree tematiche. Contribuiscono a sensibilizzare l’opinione pubblica sui dati e i servizi spaziali dell’UE, presentano il Programma in occasione di eventi e condividono informazioni con università, autorità pubbliche, imprese e comunità di utenti. Incoraggiano l’utilizzo da parte degli utenti informando le parti interessate sulla disponibilità e sui vantaggi dei dati spaziali dell’UE.

Il loro ruolo in termini di sensibilizzazione e divulgazione comprende l’organizzazione o il supporto di eventi, webinar e campagne informative, nonché la creazione di punti informativi regionali che contribuiscono ad avvicinare il Programma Spaziale dell’UE ai potenziali utenti. Supportano il coinvolgimento della comunità mettendo in contatto diversi attori e condividendo le migliori pratiche relative alle applicazioni spaziali. Solo nel 2024, i membri delle reti hanno creato quasi 300 set di materiali didattici e programmi universitari, hanno partecipato a oltre 1.000 eventi e ne hanno organizzati quasi 600, raggiungendo più di 40.000 persone in tutta Europa e oltre.

Oltre a questi impatti più ampi, i membri delle reti hanno contribuito o partecipato a una serie di altri progetti e iniziative nel settore spaziale. I membri della Copernicus Academy (ora Copernicus Ambassadors) hanno costituito molti dei partner principali coinvolti nel progetto FPCUP (Framework Partnership Agreement on Copernicus User Uptake), che ha sostenuto le attività di adozione da parte degli utenti attraverso oltre 220 azioni cofinanziate dalla Commissione europea e dagli Stati membri.

I membri hanno anche svolto un ruolo nella costruzione di ecosistemi nazionali nei rispettivi paesi, ad esempio il Copernicus Academy Consortium in Italia o i comitati nazionali Copernicus in diversi paesi dell’America Latina. Ulteriori attività dei membri includono l’organizzazione o il supporto di Hackathon, che riuniscono studenti, sviluppatori e comunità locali per sperimentare con dati e applicazioni spaziali dell’UE.

Queste attività vengono svolte su base volontaria e sono plasmate dalle competenze e dalle capacità di ciascun membro delle reti, rispecchiando lo spirito di collaborazione su cui le reti sono state create. Mentre l’Europa si prepara a un futuro caratterizzato da connettività sicura, sicurezza spaziale e trasformazione digitale, le reti spaziali dell’UE continueranno a sostenere la visibilità e l’utilizzo dei dati e dei servizi spaziali dell’UE in diverse comunità.

Ulteriori informazioni sulle reti spaziali dell’UE sono disponibili qui.

Fonte: Copernicus

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.