
Il percorso di RFA One verso il primo volo di prova passa anche dal rafforzamento delle infrastrutture di SaxaVord Spaceport, nelle isole Shetland. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha annunciato il 23 settembre un’estensione contrattuale da 2,7 milioni di euro a favore di Rocket Factory Augsburg (RFA) nell’ambito del programma Boost!, destinata a sostenere ulteriori attività di test e infrastrutture di terra in vista dei primi due voli del nuovo lanciatore europeo.
L’intervento assume particolare rilievo perché arriva quando il programma si sta avvicinando alla prova operativa del sistema completo. Il primo RFA One si trova già a SaxaVord e, secondo ESA, dovrà affrontare prossimamente i test hot-fire dell’intero razzo sulla piattaforma prima del Test Flight-1. La fonte non indica tuttavia una data precisa per il lancio.
Il nuovo stanziamento non finanzia soltanto il veicolo. È rivolto alle capacità necessarie per effettuare test e operazioni di volo dallo spazioporto britannico, mettendo così in relazione lo sviluppo industriale del lanciatore con la costruzione dell’infrastruttura indispensabile per utilizzarlo.
RFA One verso il primo volo: test e infrastrutture a SaxaVord
L’estensione prevede 2,7 milioni di euro di cofinanziamento ESA, provenienti da risorse della UK Space Agency. Al contributo pubblico corrisponderà un investimento di pari entità da parte di RFA, secondo quanto specificato dall’Agenzia Spaziale Europea.
Le risorse saranno impiegate, tra l’altro, per modificare il banco prova di SaxaVord Spaceport, rendendolo adatto agli hot-fire dei motori Helix 1.0. Un ulteriore adeguamento consentirà alla stessa infrastruttura di accogliere il secondo stadio di RFA One per le prove precedenti al lancio. L’estensione contrattuale sostiene inoltre la preparazione sia del Test Flight-1 sia del successivo Test Flight-2.
Si tratta quindi di un intervento che va oltre la singola campagna di lancio. Le modifiche riguardano capacità di test e di terra necessarie a sostenere la fase iniziale delle operazioni del vettore e, nelle intenzioni del programma, a creare una base per il successivo incremento delle attività.
Jorgen Bru di ESA ha spiegato che il cofinanziamento è concentrato sulle capacità necessarie per condurre in sicurezza le prime operazioni di volo a SaxaVord e per rafforzare le fondamenta della successiva fase di ramp-up. L’Agenzia collega il sostegno ai nuovi servizi europei di lancio all’obiettivo di rafforzare un accesso europeo allo spazio indipendente e competitivo.
Per il Regno Unito, l’investimento assume contemporaneamente una dimensione infrastrutturale e di politica industriale. La ministra britannica dello Spazio, Baroness Lloyd, ha collegato il sostegno a RFA all’obiettivo del governo di rafforzare il ruolo britannico nelle attività europee di lancio. È una valutazione istituzionale che riflette l’interesse del Paese a sviluppare intorno agli spaceport nazionali una filiera capace di attrarre operatori e campagne di lancio.
La configurazione industriale del programma mostra anche la crescente dimensione transnazionale del mercato europeo dei nuovi launcher. RFA One è sviluppato ad Augsburg, in Germania, mentre le operazioni di lancio sono previste da SaxaVord, nel Regno Unito. ESA aveva già impegnato un primo cofinanziamento Boost! nel 2022.
Nella configurazione descritta nell’ultimo aggiornamento ESA, RFA One è un lanciatore orbitale a tre stadi, alto circa 30 metri e con un diametro di 2,15 metri. Il sistema punta a collocare fino a 500 chilogrammi in un’orbita eliosincrona a 500 chilometri di quota.
Il primo esemplare destinato al volo è ormai nello spazioporto britannico. Questa condizione sposta progressivamente l’attenzione dal processo di sviluppo dei singoli sottosistemi alla capacità di integrare veicolo, infrastruttura e procedure operative. È un passaggio decisivo per qualsiasi nuovo operatore di lancio: la maturità tecnologica dei componenti deve tradursi nella capacità di eseguire una campagna completa e, successivamente, di trasformarla in un servizio ripetibile.
Anche Rocket Factory Augsburg presenta il finanziamento in questa prospettiva. Stefan Brieschenk, Chief Development Officer della società, ha affermato che il sostegno permette all’azienda di mantenere il ritmo verso il primo volo e, contemporaneamente, di preparare le future operazioni di lancio dal territorio europeo.
We are providing an additional €2.7 million to support Rocket Factory Augsburg as it prepares for the first RFA One test flight from SaxaVord Spaceport in the UK. 🚀
— European Space Agency (@esa) September 23, 2026
Through our Boost! programme, we’re supporting further testing and launch infrastructure ahead of RFA One’s… pic.twitter.com/cBg4PcqWfI
Boost! e la costruzione di nuovi servizi europei di lancio
L’estensione destinata a RFA si inserisce in una strategia più ampia. Boost! è il programma attraverso il quale ESA sostiene iniziative commerciali nei servizi di trasporto verso lo spazio, nello spazio e di ritorno dallo spazio, affiancando anche gli Stati membri nell’attuazione degli obiettivi nazionali relativi a spaceport, strutture di prova e altre capacità.
È questo aspetto a dare ai 2,7 milioni di euro un significato che supera l’entità dello stanziamento. Nel caso di RFA, capitale pubblico e investimento dell’impresa vengono indirizzati verso capacità operative concrete: prove dei motori, test del secondo stadio, infrastrutture di lancio e preparazione dei primi voli. Il modello mette quindi in relazione politica spaziale, capitale industriale e infrastrutture nazionali con l’obiettivo di favorire l’emergere di nuovi servizi commerciali europei.
RFA è inoltre tra gli operatori coinvolti nell’European Launcher Challenge, attraverso il quale ESA sostiene le fasi di ramp-up finalizzate ad accelerare l’introduzione dei servizi di lancio e ad aumentarne la capacità di carico.
La combinazione dei due strumenti mostra come, accanto ai programmi istituzionali consolidati, il sostegno europeo al trasporto spaziale comprenda anche una pluralità di operatori commerciali chiamati a dimostrare sul campo la sostenibilità tecnica e operativa delle proprie soluzioni.
Per RFA, il prossimo banco di prova sarà precisamente questo. Il finanziamento aggiuntivo rafforza le condizioni infrastrutturali necessarie per arrivare al volo, ma non ne anticipa l’esito. Il passaggio dagli hot-fire del veicolo completo al Test Flight-1, e successivamente al Test Flight-2, dovrà mostrare quanto il lavoro industriale e infrastrutturale svolto finora sia traducibile in una capacità di lancio effettivamente operativa.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










