Firefly porta l’AI in orbita lunare: Starcloud testerà il computing a bordo di Elytra

Elytra di Firefly presso la Luna per il test di AI in orbita lunare con Starcloud
Rappresentazione grafica di Elytra di Firefly Aerospace in orbita lunare con a bordo il payload di calcolo Starcloud, destinato a elaborare i dati del sistema Solux. Crediti: Firefly Aerospace.

Firefly Aerospace porta l’AI in orbita lunare aggiungendo il computing basato sull’intelligenza artificiale ai servizi che intende sperimentare nell’economia cislunare. La società statunitense ha acquisito Starcloud come cliente commerciale per la sua terza missione verso la Luna: il payload SC-1L volerà a bordo del veicolo orbitale Elytra per elaborare nello spazio i dati generati dal sistema di visione Solux e verificare alcune delle capacità necessarie a un futuro data center in orbita lunare.

L’annuncio, pubblicato da Firefly il 30 settembre, riguarda una missione prevista non prima del 2028. Il punto industrialmente rilevante non è ancora la costruzione di un data center attorno alla Luna, ma la sperimentazione di un’architettura nella quale acquisizione, elaborazione e trasmissione del dato vengono integrate direttamente su una piattaforma cislunare.

È un passaggio che sposta il tema dell’edge computing spaziale oltre l’orbita terrestre bassa. In prospettiva, la capacità di processare i dati vicino al luogo in cui vengono prodotti potrebbe assumere un ruolo crescente con l’aumento di satelliti, lander, sistemi di osservazione e altre infrastrutture operative nello spazio lunare.

AI in orbita lunare: SC-1L elaborerà i dati del sistema Solux

La dimostrazione ruoterà attorno all’integrazione di tre elementi. Solux produrrà i dati, SC-1L li elaborerà e Elytra fornirà la piattaforma orbitale sulla quale avverrà l’esperimento.

Secondo Firefly, il processore di Starcloud acquisirà i dati direttamente dal sistema Solux installato a bordo, eseguirà elaborazioni AI ad alta potenza in orbita e invierà rapidamente a Terra i risultati già processati. La società descrive quindi una catena operativa che riduce la dipendenza dall’invio a Terra del dato grezzo prima della sua elaborazione.

Solux, precedentemente denominato Sol3, è il sistema di visione di Firefly progettato per consentire ai veicoli spaziali di determinare autonomamente posizione e orientamento e di navigare in ambienti nei quali GNSS e GPS non sono disponibili. La tecnologia utilizza, tra le altre funzioni, navigazione ottica e immagini del terreno per supportare le operazioni autonome.

È proprio l’integrazione tra sensore e capacità computazionale a rendere la dimostrazione significativa. Ray Allensworth, vicepresidente Spacecraft di Firefly, ha spiegato che l’abbinamento tra il payload AI di Starcloud, Elytra e Solux servirà a dimostrare come i dati possano essere «captured, processed, and delivered from lunar orbit», cioè acquisiti, elaborati e distribuiti direttamente dall’orbita lunare.

Per Starcloud, la missione rappresenterà inoltre un cambio di ambiente operativo. L’azienda ha già sperimentato l’esecuzione e l’addestramento di modelli AI su GPU di classe enterprise in orbita terrestre bassa; con SC-1L intende trasferire quella capacità nell’orbita lunare. Il cofondatore e CTO Ezra Feilden ha indicato proprio nell’elaborazione di grandi quantità di dati nel luogo in cui vengono generate una delle capacità che la nuova dimostrazione dovrà verificare.

Elytra e il computing cislunare oltre la missione Blue Ghost

L’esperimento di Starcloud sarà inserito in un’architettura di missione più ampia. La terza missione lunare di Firefly utilizzerà Elytra insieme al lander Blue Ghost per raggiungere i Gruithuisen Domes, sulla faccia visibile della Luna. Elytra fungerà inizialmente da veicolo di trasferimento e relay per le comunicazioni del lander, impegnato nell’ambito della Commercial Lunar Payload Services (CLPS) della NASA.

Terminata questa fase, l’orbiter non verrà dismesso. Firefly prevede che Elytra possa rimanere in orbita lunare fino a cinque anni, mettendo la piattaforma a disposizione di payload commerciali e attività di imaging. La dimostrazione SC-1L rientrerà proprio in questa fase successiva.

Questa impostazione amplia la funzione economica del veicolo. Elytra non viene concepito soltanto come mezzo per portare un lander verso la Luna, ma come infrastruttura orbitale persistente in grado di supportare comunicazioni, osservazione e payload di clienti governativi e commerciali.

A bordo sono previsti anche telescopi ad alta risoluzione destinati a Ocula, il servizio di imaging lunare di Firefly. La società ha annunciato una collaborazione con NVIDIA per elaborare in orbita i dati Ocula utilizzando un modulo NVIDIA Jetson e software AI sviluppato attraverso la controllata SciTec. L’elaborazione onboard viene indicata da Firefly anche come uno strumento per mitigare i vincoli di trasmissione dei dati dalla Luna.

È in questo quadro che l’accordo con Starcloud assume una dimensione più ampia rispetto all’imbarco di un singolo payload. Una delle questioni infrastrutturali poste dalla crescita delle attività lunari riguarda infatti non soltanto la capacità di generare dati, ma anche quella di elaborarli e trasferirli.

Nel modello tradizionale, una parte consistente delle informazioni raccolte nello spazio deve essere trasmessa verso infrastrutture terrestri prima di poter essere trasformata in prodotti utilizzabili. Spostare una quota dell’elaborazione a bordo permette invece di selezionare o processare i dati prima del downlink. La dimostrazione di Starcloud applicherà questo principio a un payload dedicato al calcolo AI.

Non dimostrerà ancora l’esistenza di un vero e proprio data center lunare: dovrà verificare alcune delle capacità fondamentali che, secondo le due aziende, potrebbero sostenerne uno in futuro.

Questa distinzione è rilevante anche sul piano industriale. Firefly non ha comunicato il valore economico dell’accordo, né ha fornito dati sulla potenza, sulle prestazioni computazionali o sul volume effettivo di informazioni che SC-1L potrà processare. Il lancio, inoltre, rimane programmato non prima del 2028 e la stessa società include tempistiche e capacità future tra le proprie dichiarazioni previsionali.

Il dato già osservabile è invece l’emergere di una possibile nuova componente della catena del valore cislunare. Trasporto, navigazione, comunicazioni e osservazione vengono progressivamente affiancati dalla capacità di elaborare i dati nello spazio. Se questa architettura riuscirà a evolvere dalla dimostrazione a un servizio operativo, il computing potrebbe diventare uno degli strati infrastrutturali necessari a sostenere sistemi sempre più autonomi attorno e sulla Luna. Per ora, SC-1L rappresenta il test con cui Firefly e Starcloud intendono verificare quel passaggio.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.