
La cooperazione ESA-Vast entra in una nuova fase mentre l’Europa prepara la propria presenza nell’orbita terrestre bassa dopo la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il nuovo Memorandum of Understanding (MoU) amplia il confronto sulle modalità con cui astronauti, ricerca, tecnologie e, in prospettiva, sistemi di trasporto europei potrebbero trovare spazio nella futura economia della Low Earth Orbit (LEO).
L’intesa, annunciata durante il 77° International Astronautical Congress (IAC 2026), sostituisce il MoU firmato dalle parti nel giugno 2024 e avrà una durata iniziale di tre anni. Il primo passo sarà uno studio congiunto di fattibilità, chiamato a definire una roadmap e un calendario indicativo per eventuali accordi vincolanti successivi. Vast non è quindi stata scelta dall’ESA come destinazione europea post-ISS: l’accordo è uno strumento preparatorio con cui l’Agenzia mantiene aperta una delle opzioni per la futura presenza europea nella LEO.
La distinzione definisce la portata dell’annuncio. L’Europa si avvicina alla transizione post-ISS mentre il modello di utilizzo della LEO è destinato a cambiare, dalle infrastrutture prevalentemente istituzionali verso un ecosistema nel quale stazioni commerciali, servizi di trasporto e domanda pubblica potrebbero convivere. ESA ha già indicato la continuità della presenza europea in orbita bassa come un obiettivo della propria strategia, considerando collaborazioni con operatori commerciali e altre opzioni infrastrutturali.
Dalle missioni astronautiche alla ricerca: cosa comprende il nuovo MoU
Il perimetro della cooperazione con Vast è più ampio della possibilità di far volare astronauti europei sulle future stazioni Haven. Il documento contempla potenziali missioni con equipaggio, eventuali contributi hardware o infrastrutturali dell’ESA e l’utilizzo delle stazioni per campagne di ricerca definite congiuntamente e strutture scientifiche dedicate.
Nel quadro rientrano anche capacità di up-mass e down-mass, cioè il trasporto di materiali verso l’orbita e il loro ritorno sulla Terra, oltre alla disponibilità di crew time necessaria a sostenere le attività europee. Sono elementi che spostano l’attenzione dalla semplice disponibilità di posti per astronauti alla costruzione di una capacità continuativa di utilizzo della LEO per ricerca, dimostrazione tecnologica e attività operative.
«As Europe prepares its future space exploration strategy, we are assessing a range of options for maintaining our presence in Low Earth Orbit», ha dichiarato il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, collegando l’accordo alla necessità di definire opportunità future per astronauti, ricerca e tecnologia europei.
La relazione tra le parti non parte da zero. Secondo Max Haot, CEO di Vast, ESA e la società stanno già collaborando su quattro missioni con equipaggio legate alla ISS e a Haven-1, la prima stazione dell’azienda, il cui debutto con equipaggio è previsto nei piani societari per il 2027. Il nuovo MoU porta il confronto oltre queste attività e lo proietta nella fase successiva alla ISS.
We’re strengthening our cooperation with @vast to help shape Europe’s future in low Earth orbit and opening new opportunities for European astronauts, research and technology. #IAC2026 🔗https://t.co/Kgh6LWNPCS https://t.co/BIe8Q8dz8X
— European Space Agency (@esa) October 6, 2026
La cooperazione ESA-Vast nel quadro delle opzioni europee per il dopo ISS
L’accordo con Vast assume maggiore significato se letto all’interno di una strategia che ESA sta sviluppando su più direttrici. L’Agenzia non ha individuato un’unica soluzione per il dopo ISS: sta esaminando differenti configurazioni per garantire continuità alle attività scientifiche, tecnologiche e astronautiche europee.
Nel 2026, questa impostazione si è tradotta anche in accordi preparatori con altri operatori di future destinazioni commerciali. A settembre ESA ha firmato una Letter of Intent con Starlab e un MoU con Axiom Space, entrambi finalizzati a esplorare possibili forme di cooperazione nella LEO dopo la ISS. Parallelamente, a fine settembre ESA ha affidato a due consorzi industriali europei studi preliminari sulla fattibilità di un possibile avamposto orbitale a guida europea.
Il MoU con Vast va quindi interpretato come parte di una politica di mantenimento di più opzioni, non come una scelta esclusiva. Per l’Europa la questione non riguarda soltanto quale stazione utilizzare, ma quale ruolo assumere nel futuro mercato delle infrastrutture in orbita bassa: cliente di servizi esterni, fornitore di componenti e capacità, partner industriale oppure promotore di infrastrutture con una maggiore componente europea.
In questa prospettiva, la continuità della ricerca in microgravità resta uno dei requisiti centrali. Daniel Neuenschwander, direttore Human and Robotic Exploration dell’ESA, ha sottolineato la necessità di prepararsi alla conclusione della cooperazione sulla ISS per preservare la capacità europea di realizzare attività scientifiche e dimostrazioni tecnologiche in microgravità, oltre a mantenere opportunità di volo per il corpo astronauti.
Un secondo elemento strategico riguarda il trasporto orbitale. ESA e Vast intendono scambiare informazioni e svolgere attività preparatorie per valutare la possibilità che futuri veicoli cargo e crew europei possano servire le stazioni Haven. Il MoU non stabilisce che questa integrazione avverrà né identifica specifici sistemi con equipaggio: apre un percorso tecnico preliminare per verificarne la fattibilità.
Il tema si collega agli investimenti europei nell’autonomia logistica in LEO. Nel settembre 2026 ESA ha assegnato a The Exploration Company un contratto nell’ambito di ALADDIN, evoluzione del programma europeo per il trasporto commerciale cargo, con l’obiettivo di sviluppare una capacità indipendente di trasporto verso e dall’orbita bassa. Il contratto ha un valore complessivo potenziale di 760 milioni di euro: 310 milioni sono destinati alla missione dimostrativa e altri 450 milioni riguardano due missioni di servizio opzionali.
Da una parte ESA sta quindi esplorando l’accesso a future destinazioni commerciali; dall’altra sostiene lo sviluppo di capacità europee di trasporto. La strategia europea Explore 2040 identifica il trasporto da e verso la LEO come una componente dell’economia delle infrastrutture orbitali e considera lo sviluppo del cargo anche come una possibile base tecnologica per un futuro veicolo con equipaggio, qualora una simile scelta venisse assunta a livello politico.
Il rafforzamento della cooperazione con Vast assume così rilievo non perché anticipi quale sarà l’architettura europea del dopo ISS, decisione che resta aperta, ma perché mette in relazione alcune delle sue componenti fondamentali: destinazioni orbitali commerciali, accesso degli astronauti, ricerca in microgravità, logistica e capacità industriali europee.
Lo studio di fattibilità previsto dal MoU dovrà ora trasformare questo perimetro in una roadmap e individuare gli ambiti nei quali potrebbe essere giustificato procedere verso accordi vincolanti. È su questo passaggio che si misurerà la possibile evoluzione della collaborazione: dalla preparazione di opzioni alla definizione concreta del ruolo europeo nella nuova economia della LEO.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










