
Capire chi utilizzerà le future infrastrutture commerciali in orbita bassa, per quali attività e quali ostacoli dovranno essere superati per allargarne la base degli utenti. È su questo terreno che Starlab e UNOOSA hanno avviato una Call for Interest rivolta agli Stati membri delle Nazioni Unite, con particolare attenzione ai Paesi che oggi dispongono di un accesso limitato o nullo alla ricerca spaziale.
L’iniziativa è stata annunciata il 6 ottobre 2026 durante l’International Astronautical Congress (IAC 2026) di Antalya, nell’ambito di Access to Space for All, il programma di UNOOSA dedicato allo sviluppo delle capacità dei Paesi nell’utilizzo delle tecnologie e delle infrastrutture spaziali.
A presentare la Call allo Swiss Pavilion sono stati la direttrice di UNOOSA, Aarti Holla-Maini, e il CEO di Starlab, Marshall Smith. L’obiettivo, in questa fase, non è assegnare capacità di ricerca a bordo della futura stazione commerciale, ma raccogliere indicazioni su ciò che gli Stati vorrebbero realizzare in microgravità e sulle barriere che oggi ne limitano la partecipazione.
La distinzione è rilevante. La Call rappresenta infatti un esercizio preliminare di identificazione della domanda e dei requisiti, non un programma già operativo di accesso a Starlab. Ma proprio questa caratteristica ne evidenzia il significato industriale: mentre prendono forma le infrastrutture destinate alla fase successiva alla International Space Station (ISS), comincia parallelamente il lavoro per capire quale possa essere la loro futura platea internazionale di utilizzatori.
Dalla disponibilità di una stazione alla capacità di utilizzarla
Il punto centrale dell’iniziativa emerge dalla stessa comunicazione pubblicata da Starlab su X: «A country does not need to build its own space station to take part in what happens on one. Access becomes capability».
La formulazione sintetizza una trasformazione più ampia del mercato dell’orbita bassa. Per partecipare alla ricerca in microgravità, un Paese non deve necessariamente possedere un’infrastruttura orbitale. Deve però essere nelle condizioni di sviluppare esperimenti, qualificare payload, formare personale, sostenere i relativi costi e inserirsi nei processi tecnici e operativi necessari a portare un’attività scientifica nello spazio.
È su questa distanza tra disponibilità teorica di un servizio e capacità effettiva di utilizzarlo che interviene la Call. UNOOSA e Starlab chiedono agli Stati di indicare quali obiettivi intendano perseguire attraverso la ricerca in microgravità e quali ostacoli possano impedirne la realizzazione.
La consultazione può quindi contribuire a identificare non soltanto potenziali utilizzatori, ma anche esigenze scientifiche e tecnologiche, requisiti dei payload e forme di supporto necessarie per rendere concretamente accessibili future opportunità di ricerca.
Per i Paesi che non dispongono di programmi di volo umano o di una consolidata esperienza nelle attività in microgravità, l’accesso a un’infrastruttura commerciale potrebbe diventare uno strumento per costruire competenze nazionali senza sostenere gli investimenti necessari alla realizzazione e alla gestione di una propria stazione orbitale.
Today at IAC 2026 in Antalya, Starlab and the United Nations Office for Outer Space Affairs (UNOOSA) announced a Call for Interest to UN Member States. UNOOSA Director Aarti Holla-Maini and Starlab CEO Marshall Smith launched the call at the Swiss Pavilion as part of UNOOSA’s Access to Space for All initiative. It asks Member States what they want to accomplish through microgravity research and what barriers may stand in the way, with a focus on countries with limited or no access to space-based research. A country does not need to build its own space station to take part in what happens on one. Access becomes capability. Learn more: https://t.co/nPNRgSbbbP #IAC2026
— Starlab (@Starlab_Space) October 6, 2026
Starlab e UNOOSA guardano alla domanda internazionale di ricerca in microgravità
Per Starlab, la raccolta di queste informazioni si inserisce in un passaggio industriale più ampio. La futura stazione è una delle infrastrutture commerciali sviluppate per il mercato della Low Earth Orbit (LEO) nella prospettiva della transizione dalla ISS.
In questo scenario, la sostenibilità delle nuove piattaforme non dipenderà soltanto dalla capacità di realizzarle e gestirle. Un elemento altrettanto importante sarà la formazione di una domanda sufficientemente ampia e diversificata per servizi di ricerca, sviluppo tecnologico e altre attività in microgravità. La Call promossa con UNOOSA intercetta una componente specifica di questa domanda: gli Stati che potrebbero avere interesse scientifico o industriale nell’utilizzo della microgravità, ma che oggi incontrano barriere economiche, tecnologiche, organizzative o di competenze.
Il problema non è più soltanto aumentare l’offerta di infrastrutture in orbita bassa, ma capire come ampliare il numero dei soggetti capaci di utilizzarle. In questo senso, il coinvolgimento di UNOOSA aggiunge una dimensione multilaterale. Attraverso Access to Space for All, l’Ufficio delle Nazioni Unite lavora già sullo sviluppo di capacità e sull’ampliamento delle opportunità di accesso alle attività spaziali. L’interazione con un operatore commerciale porta questa funzione all’interno del processo di trasformazione dell’economia della LEO.
La transizione verso le stazioni commerciali pone infatti una questione che va oltre la sostituzione dell’hardware oggi disponibile sulla ISS. Con il cambiamento del modello infrastrutturale dovranno evolvere anche i meccanismi attraverso i quali governi, università, centri di ricerca e imprese possono trasformare un progetto scientifico in un’attività effettivamente realizzata in orbita.
La Call di Starlab e UNOOSA interviene a monte di questo processo: prima di definire eventuali opportunità operative, cerca di individuare domanda, obiettivi e ostacoli. Non significa che sia già stato definito un canale di accesso alla futura stazione. Al momento non sono indicati capacità riservata agli Stati partecipanti, numero di beneficiari, costi, finanziamenti o modalità definitive di selezione. Eventuali opportunità successive richiederanno ulteriori accordi e dovranno confrontarsi con requisiti tecnici e operativi.
Il valore della consultazione risiede quindi soprattutto nel suo carattere preparatorio. Nella costruzione del mercato post-ISS, alla competizione per sviluppare le nuove stazioni si affianca il problema di trasformare Paesi oggi ai margini della ricerca in microgravità in potenziali utilizzatori delle future infrastrutture commerciali.
Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.









