
Prima vengono i satelliti. Poi arrivano i dati. Infine arrivano i ricavi. È una sequenza che il mercato dell’osservazione della Terra conosce bene, e che oggi spinge gli operatori a cercare immagini sempre più dettagliate e infrastrutture spaziali sempre più intelligenti. In questo contesto si inserisce l’ultimo aggiornamento di Planet, che ha annunciato la partenza di Pelican-11 verso la base di Vandenberg in vista del lancio.
Non si tratta però di un semplice satellite aggiuntivo. Pelican-11 sarà un vero e proprio banco di prova per la futura generazione della costellazione Pelican, destinata a rafforzare la posizione dell’azienda in uno dei segmenti più competitivi della Space Economy: quello dei dati geospaziali ad alta risoluzione.
Secondo quanto comunicato dal cofondatore e CEO di Planet Labs, Will Marshall, il satellite sarà utilizzato per testare le tecnologie che equipaggeranno i futuri Pelican Gen-2.
Tra le innovazioni previste spicca un telescopio di dimensioni maggiori, progettato per fornire immagini con una risoluzione fino alla classe dei 30 centimetri. Un salto tecnologico che potrebbe ampliare ulteriormente le applicazioni commerciali e istituzionali della costellazione.
L’obiettivo non è soltanto ottenere immagini più dettagliate. La nuova generazione di satelliti punta infatti a migliorare le capacità operative dell’intera rete orbitale, aumentando il valore dei dati raccolti e la rapidità con cui possono essere trasformati in servizi per clienti pubblici e privati.
Nel mercato dell’osservazione della Terra la competizione non riguarda più soltanto il numero di satelliti in orbita.
Sempre più spesso il vantaggio competitivo deriva dalla capacità di offrire immagini più precise, aggiornamenti più frequenti e strumenti avanzati per l’analisi delle informazioni raccolte.
Per questo motivo la prospettiva di immagini nella classe dei 30 centimetri assume un significato strategico. Risoluzioni di questo livello consentono infatti di supportare attività che spaziano dal monitoraggio delle infrastrutture critiche alla gestione del territorio, fino alle esigenze di sicurezza, difesa e intelligence.
La qualità del dato diventa così un elemento centrale nella creazione di valore economico lungo tutta la filiera downstream.
Uno degli aspetti più interessanti del programma riguarda l’introduzione delle comunicazioni satellite-satellite.
Si tratta di una tecnologia che sta assumendo un ruolo sempre più importante nelle moderne architetture spaziali perché permette ai satelliti di scambiarsi informazioni direttamente in orbita, riducendo la dipendenza dalle infrastrutture di terra e migliorando l’efficienza delle operazioni.
Per operatori come Planet, questo significa poter costruire costellazioni più autonome, scalabili e reattive alle richieste del mercato.
Pelican-11, a tech demonstration for the upcoming Pelican Gen-2, is headed to Vandenberg for launch! Pelican-11 will be a testbed for 2nd generation Pelicans, which includes a bigger telescope designed to provide up to 30 cm class imagery and satellite to satellite… pic.twitter.com/XRcjZA2977
— Will Marshall (@Will4Planet) June 2, 2026
Le implicazioni per il mercato
Dietro il viaggio di Pelican-11 verso Vandenberg c’è molto più di una dimostrazione tecnologica.
L’iniziativa rappresenta un’indicazione chiara della direzione intrapresa dall’industria dell’Earth Observation, dove la crescita non passa soltanto attraverso il numero di satelliti lanciati, ma soprattutto attraverso la capacità di generare dati sempre più accurati e servizi sempre più sofisticati.
Per Planet, la seconda generazione della costellazione Pelican potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per rafforzare la propria presenza in un mercato che continua ad attrarre investimenti, innovazione e nuove opportunità di business.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










