Genergo svela la sua propulsione spaziale elettromagnetica senza propellente

propulsione spaziale elettromagnetica

Una tecnologia italiana per una nuova era della propulsione spaziale

Genergo, società deep-tech italiana con sede a Como, esce dalla fase in cui ha lavorato a porte chiuse e presenta un innovativo sistema di propulsione spaziale elettromagnetica privo di propellente, testato e validato con successo in tre missioni spaziali e protetto da numerosi brevetti internazionali.

I satelliti operativi dotati di propulsione portano a bordo propellente per effettuare manovre orbitali, mantenere la posizione e, in alcuni casi, rientrare in atmosfera a fine missione. Il propellente occupa volume, aggiunge massa (spesso aumentata dall’hardware necessario per gestirlo: serbatoi, valvole di controllo, linee di alimentazione), introduce rischi operativi (perdite, esplosioni) ed è una risorsa limitata. Quando si esaurisce, il satellite non è più manovrabile e la missione termina.

Un sistema che genera spinta senza propellente

Il sistema di Genergo genera spinta senza utilizzare propellente di alcun tipo e senza espellere massa, trasformando direttamente l’energia elettrica in propulsione tramite impulsi elettromagnetici controllati.

È il primo sistema propulsivo spaziale al mondo in grado di operare senza propellente, testato e validato in orbita, e rappresenta una netta discontinuità rispetto agli standard attuali.
Per le sue caratteristiche progettuali, la tecnologia si presta a essere scalata e opera con un fabbisogno energetico contenuto.

Il sistema presenta un grado di sostenibilità estremamente elevato: nessun materiale inquinante o tossico, nessun componente in pressione, nessun rischio di contaminazione dell’ambiente spaziale o in caso di rientro atmosferico.

Test spaziali e validazione del sistema

Dopo aver superato al primo tentativo e in pochi mesi tutti i test di qualificazione al lancio delle missioni spaziali secondo i più stringenti standard del settore, la tecnologia è stata testata in orbita per oltre 700 ore complessive di funzionamento nell’arco di tre missioni lanciate tra il 2022 e il 2023.

Le missioni, tuttora operative, sono state lanciate con il vettore Falcon 9 di SpaceX nell’ambito delle campagne rideshare (Transporter 5, 6 e 9) e condotte a bordo dei satelliti ION Satellite Carrier di D-Orbit (piattaforme progettate dall’azienda italiana con sede a Fino Mornasco (CO) destinate anche al trasporto e alla validazione di tecnologie emergenti nello spazio).

Nel corso degli ultimi due anni sono proseguiti numerosi cicli di attivazione del sistema in orbita, insieme alle attività di analisi e caratterizzazione dei dati raccolti; ulteriori test sono programmati per continuare la caratterizzazione della tecnologia.

Risultati delle campagne e maturità tecnologica

Le campagne effettuate hanno confermato la funzionalità del sistema in condizioni spaziali reali, portando la tecnologia a un livello di maturità pari a TRL 7/8.

A ulteriore conferma dei risultati, sono stati condotti test di lunga durata, in cui si è osservato in modo oggettivo e ripetitivo che l’attivazione del motore ha prodotto un’accelerazione o decelerazione del satellite.

Le prestazioni raggiunte finora dai prototipi testati e validati in orbita risultano già in linea con i requisiti richiesti dal mercato per specifici profili di missione.

Collaborazioni accademiche e industriali italiane

Diverse realtà italiane sono state coinvolte nella realizzazione del progetto, tra cui:

  • Il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB) del Politecnico di Milano per i test di misura al banco in laboratorio.
  • Il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali (DAER) del Politecnico di Milano, che ha realizzato il modello fisico del satellite per le analisi in orbita della prima missione e ha redatto il report delle emissioni elettromagnetiche del motore nelle fasi preliminari di qualifica richiesto per l’accettazione in orbita.
  • Una società indipendente, specializzata nello sviluppo di soluzioni ad alto contenuto tecnologico, che ha validato i risultati ottenuti in orbita utilizzando un’ampia gamma di approcci metodologici.

Questa attività ha garantito la solidità e ripetibilità delle prestazioni osservate.

Applicazioni e sviluppi futuri

La tecnologia di Genergo apre nuove prospettive per le missioni spaziali.
Oltre a nuove campagne in orbita previste per l’ulteriore sviluppo della tecnologia, il primo impiego commerciale sarà destinato ad attività di de-orbiting controllato, ovvero il processo di abbassamento dell’orbita di un satellite o di un oggetto spaziale per guidarne il rientro nell’atmosfera terrestre e la distruzione al termine della missione.

Genergo sarà presente allo Space Tech Expo Europe di Brema dal 18 al 20 novembre 2025 (Padiglione 7 – Startup Pavilion – Stand ZZZ11).

Per maggiori informazioni: www.genergo.space

Michelangelo Moles

Redazione Economia dello Spazio Magazine