Vega-C verso il lancio di FLEX e Sentinel-3C, primo volo con Vespa+R

FLEX e Sentinel-3C durante la preparazione al lancio Vega-C nella Guyana francese
FLEX e Copernicus Sentinel-3C durante le operazioni di preparazione all’incapsulamento nella carenatura di Vega-C allo Spazioporto europeo nella Guyana francese. FLEX è collocato sotto Sentinel-3C nella configurazione multi-payload prevista per il volo VV30. Credito: ESA–M. Pédoussaut.

Il lancio Vega-C con FLEX e Sentinel-3C entra nella fase finale della preparazione con una configurazione che mette insieme accesso europeo allo spazio e osservazione della Terra. I satelliti FLEX dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Copernicus Sentinel-3C sono stati incapsulati nella carenatura del lanciatore allo Spazioporto europeo nella Guyana francese, in vista del decollo programmato per il 15 settembre alle 03:21 CEST, corrispondenti alle 22:21 del 14 settembre ora locale.

La milestone assume una rilevanza che va oltre l’avanzamento della campagna di lancio. Come indicato da ESA Space Transport nel post pubblicato su X, il volo segnerà infatti il primo utilizzo su Vega-C dell’adattatore Vespa+R, destinato a ospitare FLEX sotto Sentinel-3C. Una configurazione multi-payload che consente al lanciatore europeo di trasportare nello stesso volo due missioni distinte e di effettuare separatamente la loro immissione in orbita.

L’incapsulamento arriva dopo oltre sei settimane di preparativi a Kourou. Il prossimo passaggio sarà il trasferimento della carenatura con i due satelliti e la sua installazione sulla sommità di Vega-C, completando un’altra delle principali operazioni prima del lancio.

Lancio Vega-C: FLEX e Sentinel-3C volano insieme con Vespa+R

La disposizione dei satelliti all’interno della carenatura è funzionale alla sequenza prevista dopo il raggiungimento dello spazio. FLEX è collocato nella parte inferiore dell’adattatore, mentre Sentinel-3C occupa quella superiore e sarà quindi il primo dei due spacecraft a essere rilasciato. La pagina ESA dedicata all’incapsulamento identifica il sistema come Vespa, un adattatore per payload secondari che permette di trasportare più satelliti nello stesso lancio; la denominazione Vespa+R e il suo primo impiego su Vega-C sono invece esplicitamente indicati da ESA Space Transport nella fonte primaria pubblicata su X.

È questo l’elemento che conferisce alla missione un interesse specifico sul fronte del trasporto spaziale. Il valore di una configurazione multi-payload non risiede soltanto nel numero di satelliti collocati sotto la stessa carenatura, ma nella capacità del sistema di lancio di gestire requisiti di missione differenti e sequenze di separazione dedicate.

Nel caso di VV30, il compito spetterà a un Vega-C alto 35 metri e con una massa di circa 210 tonnellate sulla rampa. I primi tre stadi sono alimentati a propellente solido; successivamente interviene lo stadio superiore a propellente liquido, chiamato a eseguire i due rilasci nelle orbite previste. ESA attribuisce al lanciatore una capacità fino a 2.300 kg e inquadra Vega-C, complementare alla famiglia Ariane, come uno degli strumenti per assicurare all’Europa un accesso allo spazio versatile e indipendente.

Il programma è guidato dall’ESA, mentre Avio opera come prime contractor e design authority. Per VV30 l’azienda italiana ricopre anche il ruolo di launch service operator. La missione si inserisce quindi direttamente nel percorso europeo volto a disporre di capacità proprie per il trasporto in orbita di satelliti istituzionali, scientifici e applicativi.

FLEX e Sentinel-3C, due modi complementari di osservare la Terra

Sotto la stessa carenatura viaggiano satelliti con obiettivi diversi, ma appartenenti entrambi all’architettura europea di osservazione della Terra.

FLEX – Fluorescence Explorer è una missione Earth Explorer dell’ESA progettata per misurare dallo spazio la debole fluorescenza emessa dalla vegetazione durante la fotosintesi. Il suo Fluorescence Imaging Spectrometer rileverà un segnale non visibile all’occhio umano, le cui variazioni sono legate alle condizioni delle piante e dell’ambiente. L’obiettivo scientifico è ottenere nuove informazioni sull’attività fotosintetica e sullo stato della vegetazione su scala globale, contribuendo anche allo studio degli scambi di carbonio e acqua negli ecosistemi.

ESA prevede che FLEX produca mappe globali della fluorescenza della vegetazione con una risoluzione di 300 × 300 metri. La missione è destinata a operare a circa 814 km di quota, con una vita nominale indicata dall’Agenzia in 3,5 anni.

Copernicus Sentinel-3C svolge invece una funzione di continuità operativa. È il terzo satellite della serie Sentinel-3 e rafforzerà le osservazioni sistematiche di oceani, terre emerse, ghiacci e atmosfera. I suoi strumenti misureranno parametri quali temperatura della superficie marina, colore degli oceani, livello del mare e caratteristiche del ghiaccio; sulla terraferma i dati contribuiranno, tra le altre applicazioni, al monitoraggio della vegetazione, degli incendi, delle calotte glaciali e dei livelli delle acque interne.

La differenza tra le due missioni ne evidenzia anche la complementarità. FLEX introduce una capacità scientifica specializzata nell’osservazione dei processi fotosintetici, mentre Sentinel-3C consolida una serie satellitare già al servizio di Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, supervisionato e finanziato dall’UE in collaborazione con ESA.

Dal lanciatore ai satelliti, la filiera industriale europea nel volo VV30

La composizione industriale della missione riflette la distribuzione delle competenze della filiera spaziale europea. Oltre al ruolo di Avio nel sistema di lancio, Thales Alenia Space è prime contractor sia di FLEX sia di Sentinel-3C, mentre Leonardo ha fornito il Fluorescence Imaging Spectrometer installato sulla missione FLEX.

VV30 riunisce così, in un’unica campagna, tre livelli dell’infrastruttura spaziale europea: il trasporto verso l’orbita, la manifattura satellitare e la produzione di dati di osservazione della Terra. È questa integrazione, più ancora dell’incapsulamento in sé, a dare alla missione una dimensione economica e strategica.

Il passaggio successivo resta tuttavia operativo. La carenatura che contiene FLEX e Sentinel-3C dovrà essere sollevata e installata sulla sommità di Vega-C sulla rampa di lancio. Solo dopo il completamento delle attività previste dalla campagna, il volo VV30 potrà procedere verso la finestra fissata per il 15 settembre.

Per l’Europa, quel volo metterà alla prova nello stesso profilo di missione la capacità del proprio sistema di lancio di servire due asset di osservazione della Terra attraverso una configurazione multi-payload. Per Vega-C, la configurazione Vespa+R, indicata da ESA Space Transport come al suo primo utilizzo sul lanciatore, rappresenta quindi una milestone da leggere nel quadro più ampio della flessibilità richiesta ai sistemi europei di accesso allo spazio.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.