Avio completa l’integrazione di FD1: ora i test per le tecnologie del dopo Vega E

Dimostratore FD1 di Avio durante le attività di integrazione
Il dimostratore FD1 di Avio dopo le attività di integrazione. Il veicolo methalox è destinato a una campagna di test a terra prima del previsto volo suborbitale dalla Sardegna. Credito: Avio

Il completamento dell’integrazione di FD1 di Avio porta il programma verso una delle fasi più significative dedicate alle tecnologie per la prossima generazione di sistemi di trasporto spaziale. Il dimostratore a ossigeno liquido e metano dovrà ora affrontare i test a terra prima di una prova suborbitale dalla Sardegna, pensata per validare tecnologie che guardano oltre Vega E.

La milestone è stata comunicata da Avio il 10 settembre, nell’ambito dei risultati finanziari relativi al primo semestre 2026, ed è stata riportata da Andrew Parsonson su X e da European Spaceflight. Secondo quanto riferito, il veicolo è stato «fully integrated» e la società prevede di completare la campagna di test a terra entro la fine del 2026. Non è stata invece indicata una data per il volo.

È proprio questa distinzione a definire lo stato del programma: l’integrazione rappresenta un avanzamento industriale concreto, ma la validazione delle tecnologie affidate a FD1 dipenderà dalle prossime prove. Il valore della notizia risiede quindi nell’avvicinamento del programma alla fase sperimentale, nella quale architettura, propulsione e sistemi integrati potranno essere verificati in condizioni operative.

FD1 di Avio, un dimostratore methalox da 6,3 tonnellate verso la prova in Sardegna

FD1 è un dimostratore monostadio da 6,3 tonnellate, alimentato da un singolo motore MR10 a ossigeno liquido e metano. Il volo è previsto dal Salto di Quirra, in Sardegna, all’interno del poligono del Ministero della Difesa. La documentazione citata da European Spaceflight indica l’utilizzo di una piattaforma di lancio temporanea realizzata nell’area della struttura.

Il profilo previsto consente di comprendere meglio la natura della sperimentazione. Dopo il decollo, FD1 dovrebbe raggiungere circa 40 chilometri di quota durante la fase propulsa e proseguire per inerzia fino a un apogeo nell’ordine dei 70 chilometri. Non si tratta dunque di una missione orbitale, ma di un volo concepito come banco di prova per tecnologie e manovre specifiche.

Uno degli obiettivi più rilevanti arriverà durante la discesa. Avio prevede di verificare la capacità dell’MR10 di effettuare una riaccensione in volo, con un’accensione della durata di 8,5 secondi. Il dimostratore proseguirà quindi la discesa senza propulsione fino all’ammaraggio, previsto a circa 20 chilometri dal sito di lancio. È previsto anche il recupero del veicolo dopo la conclusione della prova.

Il recupero non deve tuttavia essere interpretato, sulla base delle informazioni disponibili, come la dimostrazione di un sistema di lancio riutilizzabile. In questa fase FD1 rimane un veicolo sperimentale: il suo compito è generare dati e verificare tecnologie che potranno alimentare le successive scelte progettuali.

Dal methalox al PNRR, le tecnologie di Avio per il dopo Vega E

La propulsione methalox rappresenta uno degli elementi centrali della roadmap tecnologica di Avio. FD1 utilizza il motore MR10, mentre l’evoluzione Vega E prevede l’impiego del più potente MR60 nel nuovo stadio superiore a propellenti liquidi.

Il rapporto tra FD1 e Vega E va quindi letto all’interno di una traiettoria tecnologica più ampia, e non come una corrispondenza diretta tra il motore del dimostratore e quello destinato al lanciatore. La sperimentazione dell’MR10 consente ad Avio di maturare esperienza operativa sulla propulsione a ossigeno liquido e metano e sulle tecnologie associate, mentre MR60 costituisce un elemento dell’architettura prevista per Vega E.

FD1 assume così una funzione di collegamento tra generazioni tecnologiche diverse. Il programma utilizza il volo sperimentale per verificare capacità e soluzioni destinate a contribuire alla preparazione delle architetture successive a Vega E, inserendosi nel percorso di sviluppo dei sistemi di trasporto spaziale di nuova generazione.

La dimensione strategica del progetto emerge anche dal quadro nel quale FD1 è stato sviluppato. Il dimostratore rientra nel programma STS, sostenuto attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con un finanziamento di 181,6 milioni di euro. Il contratto è finalizzato allo sviluppo di un dimostratore in volo e di tecnologie per un lanciatore leggero a due stadi basato sulla propulsione a ossigeno liquido e metano.

Il programma STS comprende sviluppi in differenti aree tecnologiche, tra cui serbatoi criogenici in materiale composito, sistemi di separazione non pirotecnici e avionica integrata. Queste attività appartengono al più ampio perimetro del programma e non implicano necessariamente che tutte le tecnologie siano installate o oggetto di validazione sul singolo dimostratore FD1.

Accanto ai 181,6 milioni destinati al programma STS, un secondo programma denominato HTE è stato finanziato con 103,7 milioni di euro per lo sviluppo di un nuovo motore LOX-metano ad alta spinta. Complessivamente, i due contratti sottoscritti nell’ambito delle iniziative PNRR valgono oltre 285 milioni di euro e vedono l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) nel ruolo di autorità contrattuale.

Per la Space Economy italiana, FD1 va quindi letto anche come uno strumento di trasformazione dell’investimento pubblico in capacità tecnologica e industriale. Il completamento dell’integrazione non certifica ancora il raggiungimento degli obiettivi tecnologici: saranno prima i test a terra e successivamente il volo suborbitale a stabilire quali risultati potranno essere effettivamente acquisiti.

È in questa prospettiva che FD1 assume un significato superiore alle dimensioni del singolo dimostratore: rappresenta un banco di prova attraverso il quale Avio punta a trasferire le competenze maturate nella propulsione methalox verso tecnologie per sistemi di lancio successivi a Vega E.

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Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.