NASA, due passeggiate spaziali per portare la potenza della ISS a 215 kW

Pannelli solari IROSA ripiegati in uno stabilimento con personale tecnico al lavoro
Sistemi fotovoltaici dispiegabili IROSA in configurazione ripiegata durante attività a terra. La NASA prevede di completare l’installazione degli otto pannelli sulla ISS con due passeggiate spaziali tra ottobre e novembre 2026. Credito: Redwire su X

La NASA si prepara a completare l’ammodernamento del sistema energetico della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) con due attività extraveicolari programmate per il 29 ottobre e il 5 novembre 2026. Le operazioni consentiranno di installare gli ultimi due pannelli solari IROSA, portando a otto il numero complessivo di unità e aumentando la capacità di generazione elettrica della stazione da 160 a circa 215 kilowatt.

L’intervento rappresenta la fase conclusiva di un programma di potenziamento infrastrutturale che risponde alle esigenze operative della ISS e contribuisce a garantire la disponibilità di energia anche per le attività necessarie alla sua futura dismissione. Al tempo stesso, il progetto offre un riferimento tecnologico per lo sviluppo di sistemi di alimentazione destinati ad altre infrastrutture spaziali.

Due passeggiate spaziali per completare l’installazione dei pannelli solari IROSA

Il calendario annunciato dalla NASA prevede la prima operazione il 29 ottobre, durante la centesima attività extraveicolare statunitense dalla ISS. L’astronauta NASA Anil Menon e l’astronauta della Canadian Space Agency (CSA) Joshua Kutryk usciranno dal modulo di decompressione Quest per installare e dispiegare il settimo pannello IROSA sul canale elettrico 2A.

La seconda operazione è prevista per il 5 novembre, quando gli stessi astronauti installeranno l’ottavo e ultimo pannello sul canale 3B, completando il programma di incremento della capacità energetica della stazione. Le due uscite saranno rispettivamente la 285ª e la 286ª attività extraveicolare effettuata a supporto dell’assemblaggio, della manutenzione e dell’ammodernamento della ISS.

Gli International Space Station Roll-Out Solar Arrays utilizzano una configurazione fotovoltaica dispiegabile, progettata per ridurre l’ingombro durante il trasporto e consentire l’estensione delle superfici di generazione elettrica una volta raggiunta l’orbita. Questa architettura permette di integrare nuova capacità energetica su un’infrastruttura già operativa, senza sostituire integralmente il sistema solare originario.

Secondo i dati diffusi dall’agenzia statunitense, il completamento degli otto pannelli porterà la capacità di generazione da 160 a circa 215 kW, con un incremento nominale di 55 kW. La NASA indica inoltre un aumento fino al 30% della potenza disponibile, un parametro che non va confuso con la variazione percentuale calcolata sui valori arrotondati della capacità di generazione.

Il potenziamento assume particolare rilevanza anche in relazione alla fase finale della vita operativa della ISS. Nel comunicato del 14 ottobre, la NASA specifica infatti che l’energia aggiuntiva contribuirà a sostenere operazioni critiche della stazione, comprese quelle necessarie per un deorbiting sicuro e controllato.

L’ammodernamento non riguarda quindi soltanto la capacità di alimentare le attività scientifiche e i sistemi di bordo, ma anche la continuità operativa di un’infrastruttura complessa che dovrà mantenere adeguati livelli di funzionalità fino alla conclusione del proprio servizio.

Redwire e Boeing, dagli IROSA sulla ISS alle possibili applicazioni lunari

La componente industriale del programma coinvolge Redwire e Boeing, indicate dalla stessa Redwire come aziende impegnate nella realizzazione degli IROSA. In un post pubblicato su X il 15 ottobre 2026, Redwire ha richiamato il collegamento tra il completamento dell’installazione sulla ISS e le prospettive di impiego delle tecnologie fotovoltaiche dispiegabili nell’esplorazione lunare.

L’azienda ha sintetizzato questa continuità tecnologica con l’espressione «The road to a sustained lunar presence runs through low Earth orbit», sottolineando il ruolo dell’esperienza acquisita nell’orbita terrestre bassa per lo sviluppo di future capacità operative sulla Luna.

Secondo Redwire, tecnologie analoghe a quelle già impiegate sulla stazione potrebbero contribuire all’alimentazione di habitat lunari, rover e infrastrutture destinate alle attività di costruzione. Il riferimento riguarda una potenziale applicazione tecnologica e non costituisce l’annuncio di una nuova assegnazione contrattuale o della selezione degli IROSA per una specifica missione lunare.

La prospettiva presenta un interesse industriale legato ai requisiti energetici delle future infrastrutture lunari. Una presenza continuativa sulla superficie richiede infatti sistemi capaci di alimentare più utenze e operare in condizioni ambientali impegnative, differenti da quelle dell’orbita terrestre bassa.

Le soluzioni fotovoltaiche dispiegabili possono offrire vantaggi in termini di compattezza durante il trasporto e superficie utile una volta installate. Il loro eventuale utilizzo sulla Luna richiederebbe tuttavia adattamenti e verifiche specifiche, soprattutto per quanto riguarda l’esposizione alla polvere, le escursioni termiche e la disponibilità intermittente della radiazione solare.

Per la filiera aerospaziale, il programma IROSA costituisce un esempio di integrazione tra tecnologie industriali e requisiti operativi di un’infrastruttura orbitale. L’esperienza acquisita in LEO può rappresentare un riferimento per altri contesti spaziali, senza che l’annuncio consenta di quantificare nuove opportunità commerciali.

Il completamento previsto delle installazioni segna così un passaggio rilevante nella gestione energetica della ISS. Il risultato immediato sarà l’aumento della capacità elettrica della stazione; il significato più ampio riguarda invece l’esperienza industriale e operativa maturata con tecnologie che potrebbero trovare applicazione nelle future infrastrutture spaziali, comprese quelle destinate alla superficie lunare.

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Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.