
Rocket Lab e HawkEye 360 completano la terza missione dedicata con il lancio del vettore Electron del 23 ottobre 2026, che ha rilasciato tre satelliti HAWK in orbita terrestre bassa a 520 chilometri di quota. L’operazione, effettuata dal Launch Complex 1 nella penisola di Mahia, in Nuova Zelanda, amplia la costellazione dell’operatore statunitense specializzato nel monitoraggio dei segnali a radiofrequenza.
La missione, denominata We’re Not Hawking Around, rappresenta un nuovo passaggio nella collaborazione industriale tra le due aziende. L’espansione della costellazione evidenzia il ruolo dei servizi di lancio dedicati nello sviluppo delle infrastrutture orbitali destinate alla raccolta di dati per applicazioni commerciali, istituzionali e di sicurezza.
Secondo quanto comunicato da Rocket Lab nel post pubblicato su X il 23 ottobre 2026, il lancio è avvenuto al primo tentativo e costituisce la 19ª missione del 2026 e il 98° volo complessivo di Electron. L’azienda ha inoltre indicato un tasso di successo del 100% nelle tre missioni dedicate a HawkEye 360. Il rilascio dei satelliti è confermato dalla documentazione ufficiale della missione.
98th Electron launch from LC-1 with a constellation expansion mission for @hawkeye360 ✅Launched on 1st attempt ✅19th mission of the year ✅3rd launch for HawkEye 360 with 100% mission success 🪼Space jellyfish https://t.co/2SzVVIdMOF
— Rocket Lab (@RocketLab) October 23, 2026
Rocket Lab e HawkEye 360, terza missione di una collaborazione pluriennale
Il lancio completa una serie di tre missioni dedicate previste nell’ambito di un accordo annunciato nel 2022, finalizzato al dispiegamento progressivo della costellazione di HawkEye 360.
Il primo volo risale al gennaio 2023, quando Electron ha trasportato satelliti dell’operatore statunitense dalla base di Wallops Island, in Virginia, inaugurando le operazioni orbitali del vettore dal territorio degli Stati Uniti.
La seconda missione, Get The Hawk Outta Here, è stata effettuata nel giugno 2025 dalla Nuova Zelanda, portando in orbita quattro satelliti: tre microsatelliti del Cluster 12 e il satellite sperimentale Kestrel-0A, destinato alla valutazione di nuove capacità tecnologiche.
La sequenza delle tre missioni documenta la continuità di una relazione commerciale costruita attorno alle esigenze di espansione di un’infrastruttura satellitare specializzata.
Per gli operatori di costellazioni, i servizi di lancio dedicati consentono di pianificare l’immissione in orbita dei nuovi satelliti in funzione delle esigenze operative. Rispetto alle missioni condivise, questa modalità offre un maggiore controllo sulla destinazione orbitale e sulla programmazione del lancio, pur comportando valutazioni economiche specifiche.
Il raggiungimento della 19ª missione nel 2026 documenta inoltre la frequenza operativa di Rocket Lab nel segmento dei piccoli lanciatori orbitali. La capacità di garantire continuità ai programmi di dispiegamento costituisce un fattore rilevante per gli operatori satellitari, che devono coordinare l’accesso allo spazio con l’evoluzione delle proprie infrastrutture.
La costellazione HawkEye 360 e il mercato dei dati a radiofrequenza
L’espansione della costellazione riguarda un segmento della Space Economy distinto dall’osservazione terrestre tradizionale basata su immagini ottiche o radar.
HawkEye 360 sviluppa servizi di rilevamento, geolocalizzazione e analisi dei segnali a radiofrequenza (RF) emessi da sorgenti terrestri. I suoi satelliti operano in formazioni di tre unità, raccogliendo informazioni utilizzabili per individuare e caratterizzare attività che generano emissioni elettromagnetiche.
Tra le applicazioni figurano il monitoraggio marittimo, l’individuazione di interferenze ai segnali dei sistemi globali di navigazione satellitare (GNSS), l’analisi delle emissioni radar e la mappatura delle comunicazioni. Si tratta di capacità rilevanti per attività istituzionali, di intelligence e di sicurezza.
La componente strategica risiede nella possibilità di trasformare misurazioni raccolte dallo spazio in informazioni utilizzabili per il monitoraggio di aree geografiche e attività di interesse. In questo modello industriale, il valore economico non deriva esclusivamente dalla disponibilità dei satelliti, ma anche dalla capacità di elaborare i dati e distribuirli attraverso servizi analitici.
L’aggiunta di nuovi satelliti amplia l’infrastruttura necessaria a sostenere questi servizi. Gli effetti sulla copertura geografica, sulla frequenza delle osservazioni e sulla capacità di raccolta dei segnali dipendono tuttavia dalla configurazione operativa della costellazione e non sono quantificati nella comunicazione relativa al lancio.
La missione conferma il collegamento industriale tra accesso orbitale e servizi informativi satellitari. Rocket Lab fornisce la capacità di trasporto necessaria al dispiegamento dei satelliti, mentre HawkEye 360 utilizza l’infrastruttura orbitale per sviluppare servizi basati sull’analisi dei segnali RF.
Il terzo lancio dedicato rappresenta così un risultato operativo per Rocket Lab e un ulteriore passaggio nell’espansione della costellazione HawkEye 360, evidenziando il ruolo dei servizi di trasporto orbitale nella filiera commerciale dei dati satellitari.
Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.









