
AST SpaceMobile compie un nuovo passo nel percorso di sviluppo della connettività satellitare diretta agli smartphone. L’azienda ha infatti presentato alla Federal Communications Commission (FCC) una richiesta di autorizzazione temporanea della durata di 30 giorni per condurre una nuova campagna di test Direct-to-Device (D2D) utilizzando i propri satelliti e telefoni cellulari standard.
La richiesta, resa nota attraverso un post pubblicato su X da Sam Badawi, riguarda attività sperimentali previste a Midland (Texas) e Lanham (Maryland). Secondo quanto riportato nella fonte, i test impiegherebbero ulteriore spettro radio di T-Mobile US con l’obiettivo di valutare un’estensione della copertura e della capacità operativa in condizioni di assenza di interferenze.
La documentazione citata nel post fa riferimento a una richiesta regolatoria. L’eventuale svolgimento della campagna sperimentale resta pertanto subordinato alla valutazione della FCC.
AST SpaceMobile punta a una nuova campagna di prove con smartphone standard
L’iniziativa conferma la prosecuzione del programma di sperimentazione di AST SpaceMobile, focalizzato sulla connessione diretta tra satelliti e smartphone commerciali senza la necessità di terminali dedicati.
Secondo quanto riportato da Sam Badawi nel post pubblicato su X, l’azienda ha richiesto un’autorizzazione sperimentale della durata di 30 giorni per testare servizi di banda larga Direct-to-Device utilizzando i propri satelliti e smartphone standard. La sperimentazione dovrebbe inoltre impiegare spettro aggiuntivo di T-Mobile per valutare l’espansione della copertura e della capacità della rete.
L’impiego di dispositivi mobili convenzionali rappresenta uno degli elementi distintivi dello sviluppo delle reti Direct-to-Device, segmento che punta a integrare le infrastrutture satellitari con le reti mobili terrestri per ampliare la disponibilità dei servizi di comunicazione senza richiedere hardware dedicato agli utenti.
$ASTS filed for a 30-day FCC authorization to test direct-to-device broadband using its satellites and standard smartphones in Midland, Texas, and Lanham, Maryland.
— Sam Badawi (@Sam_Badawi) July 20, 2026
The tests would use additional $TMUS spectrum to evaluate expanded coverage and capacity while operating on a… https://t.co/HCYgrHEpDu pic.twitter.com/dpyJbw5svr
Lo spettro T-Mobile al centro della sperimentazione Direct-to-Device
Uno degli aspetti più significativi della richiesta riguarda l’utilizzo di ulteriore spettro radio messo a disposizione da T-Mobile US durante la finestra sperimentale.
Secondo le informazioni riportate nella fonte, l’obiettivo è verificare il comportamento della rete in termini di copertura e capacità operando in condizioni prive di interferenze. Si tratta di parametri fondamentali nello sviluppo delle future reti Direct-to-Device, che richiedono una crescente integrazione tra infrastrutture satellitari e frequenze già utilizzate dagli operatori di telecomunicazioni terrestri.
La scelta di svolgere le prove in due località degli Stati Uniti, Midland e Lanham, consentirebbe inoltre di raccogliere dati operativi in contesti geografici differenti nell’ambito dell’autorizzazione sperimentale richiesta.
Il ruolo delle autorizzazioni FCC nello sviluppo dei servizi Direct-to-Device
Le autorizzazioni sperimentali rilasciate dalla Federal Communications Commission rappresentano uno degli strumenti attraverso cui gli operatori possono verificare sul campo nuove tecnologie prima della loro eventuale introduzione commerciale.
Nel caso di AST SpaceMobile, la richiesta si inserisce nel percorso di validazione tecnica e regolatoria necessario allo sviluppo dei servizi Direct-to-Device, uno dei segmenti più dinamici dell’attuale evoluzione delle telecomunicazioni satellitari. La convergenza tra infrastrutture spaziali e reti mobili terrestri è infatti uno dei principali filoni di innovazione della Space Economy, con l’obiettivo di estendere la connettività anche nelle aree non raggiunte dalle reti tradizionali.
L’iniziativa non segna ancora l’avvio di un servizio commerciale, ma rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di validazione tecnica e regolatoria della tecnologia Direct-to-Device. Per gli operatori del settore, richieste di questo tipo costituiscono un indicatore concreto dell’avanzamento dei programmi industriali e del progressivo consolidamento del quadro regolatorio necessario allo sviluppo dei futuri servizi di connettività satellitare integrata.
Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.









