
Il dominio subacqueo emerge come nuova frontiera strategica per la sicurezza nazionale e la competitività industriale. Nel suo intervento al Forum in Masseria, il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha illustrato l’approccio adottato dal Governo per disciplinare e presidiare uno spazio sempre più rilevante per interessi civili, militari ed economici. La recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della normativa dedicata alla dimensione subacquea segna, secondo il Ministro, un passaggio strutturale nella governance di un ambito finora poco regolato.
L’Italia si colloca così tra i pochi Paesi europei ad aver definito un quadro normativo specifico per il dominio subacqueo, riconoscendone il valore strategico oltre la tradizionale dimensione militare.
Una legge per il dominio subacqueo
Musumeci ha ricordato come la nuova legge rappresenti un cambio di paradigma: lo spazio sottomarino non è più considerato esclusivamente in chiave militare, ma come ambiente complesso in cui convergono ricerca scientifica, attività industriali e sicurezza delle infrastrutture critiche. Il testo normativo introduce un sistema di governo unitario, affidato a una agenzia dedicata, concepita come struttura snella con compiti di coordinamento e gestione delle attività civili e militari.
Secondo il Ministro, la creazione di questo strumento risponde alla crescente antropizzazione dei fondali e alla necessità di garantire controllo, sicurezza e pianificazione in un ambiente destinato a diventare sempre più affollato.
Conoscenza limitata e necessità di mappatura
Uno dei dati più rilevanti emersi dall’intervento riguarda lo stato delle conoscenze dei fondali marini: solo il 25% dello spazio subacqueo è oggi mappato in modo dettagliato. Il restante 75% rimane in larga parte inesplorato, a causa delle profondità e delle difficoltà operative.
Tecnologie e strumenti per l’esplorazione
Per colmare questo divario, il Ministro ha evidenziato il ruolo crescente di:
- droni subacquei
- robot autonomi
- sistemi capaci di operare fino a 11.000–12.000 metri di profondità
Queste tecnologie consentono di ridurre i rischi per l’uomo e di avviare campagne di esplorazione e monitoraggio sistematiche, aprendo nuove prospettive per la ricerca e la sicurezza.
Infrastrutture critiche e sicurezza nazionale
Il dominio subacqueo è centrale anche per la protezione delle infrastrutture strategiche. Musumeci ha ricordato che sui fondali marini transita circa il 95% delle comunicazioni e dei flussi energetici, inclusi cavi sottomarini e condotte per gas e metano. La tutela di queste infrastrutture è affidata in primo luogo alla Marina Militare e alla Guardia Costiera, chiamate a operare in cooperazione con partner internazionali.
La crescente complessità dello spazio subacqueo richiede inoltre capacità di intervento rapido per la manutenzione e la riparazione, anche in scenari di sabotaggio o attacco.
Un ambito strategico tra difesa e sviluppo
Nel suo intervento, Musumeci ha sottolineato come il dominio subacqueo rappresenti un’opportunità non solo per la difesa, ma anche per lo sviluppo industriale e scientifico. L’interesse dell’industria per veicoli e sistemi subacquei avanzati testimonia un settore in rapida evoluzione, con potenziali ricadute su occupazione qualificata e innovazione tecnologica.
In sintesi, la nuova governance delineata dal Governo punta a trasformare il dominio subacqueo in un asset strategico pienamente integrato nelle politiche di sicurezza, ricerca e sviluppo del Paese, rafforzando il ruolo dell’Italia in un ambito destinato a diventare sempre più centrale nello scenario geopolitico e industriale europeo.
Redazione Economia dello Spazio Magazine










