
La space economy globale si conferma un settore in rapida evoluzione, segnato da una competizione crescente tra Stati Uniti, Cina ed Europa. Nel suo intervento al Forum in Masseria, Luca Vincenzo Maria Salamone, Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha delineato i principali trend economici e industriali che stanno ridefinendo gli equilibri dello spazio, evidenziando opportunità e criticità per il sistema europeo.
Secondo Salamone, il settore spaziale ha raggiunto una dimensione superiore ai 600 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo intorno allo 0,8%. Un’accelerazione che coincide con l’affermazione delle grandi costellazioni satellitari e con l’ingresso massiccio di capitali privati.
La crescita della space economy globale
Nel periodo compreso tra il 2000 e il 2024, la space economy globale ha mostrato una crescita costante, pur mantenendo un’incidenza sul PIL mondiale pari a circa lo 0,6%, valore ancora inferiore rispetto ad altri comparti industriali. Salamone ha sottolineato come l’aumento del tasso di crescita sia strettamente legato al cambio di paradigma che ha portato dal modello “old space” a quello “new space”.
In questo contesto, l’ingresso di operatori privati ha modificato profondamente la struttura finanziaria del settore, affiancando l’azione degli Stati con investimenti orientati a rapidità, scalabilità e riduzione dei costi.
Il ruolo degli Stati Uniti e della Cina
Gli Stati Uniti rappresentano oggi il principale motore della crescita della space economy globale, grazie alla capacità di integrare capitale privato, innovazione tecnologica e politiche pubbliche. La diffusione di lanciatori riutilizzabili ha consentito una riduzione significativa dei costi di accesso allo spazio, con effetti diretti sulla frequenza dei lanci e sul dispiegamento di infrastrutture orbitali.
Parallelamente, la Cina sta registrando tassi di crescita a doppia cifra. Pur mantenendo il controllo statale sulle tecnologie strategiche, Pechino ha avviato un’apertura selettiva ai soggetti privati, soprattutto in segmenti industriali di nicchia, rafforzando la propria autonomia tecnologica.
Europa: frammentazione e nuove prospettive
Nel confronto con Stati Uniti e Cina, l’Europa deve affrontare un duplice nodo: la frammentazione normativa e quella industriale. Salamone ha richiamato l’importanza di una maggiore integrazione per rendere il continente competitivo nello scenario globale.
Investimenti e governance europea
Un segnale positivo arriva dalla recente conferenza ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea, che ha registrato il livello più alto di contributi finanziari mai raggiunto. In questo quadro, l’Italia si colloca tra i principali Paesi contributori, con uno stanziamento pari a 3,5 miliardi di euro per il prossimo triennio.
Salamone ha inoltre evidenziato il ruolo delle iniziative di coordinamento industriale, come le nuove joint venture europee, pensate per creare campioni continentali in grado di competere con i grandi operatori globali.
Scenari futuri della competizione spaziale
Guardando al futuro, la space economy globale sarà sempre più caratterizzata da una competizione sistemica tra modelli industriali e geopolitici differenti. Per l’Europa, la sfida consiste nel trasformare la propria eccellenza tecnologica in capacità industriale scalabile, riducendo le dipendenze esterne e rafforzando la propria presenza nei segmenti strategici dello spazio.
In sintesi, l’analisi proposta da Salamone al Forum Difesa evidenzia come la crescita della space economy non sia solo un fenomeno economico, ma un fattore chiave per la competitività industriale e l’autonomia strategica dei principali attori globali.
Redazione Economia dello Spazio Magazine










