
La Cina ha accelerato lo sviluppo della costellazione SpaceSail portando in orbita 36 nuovi satelliti in meno di 24 ore. Con l’ultimo doppio lancio la rete raggiunge quota 200 satelliti e punta a superare le 10.000 unità entro il 2030, consolidando le ambizioni di Pechino nel settore delle telecomunicazioni spaziali e dell’economia dello spazio.
L’operazione rappresenta uno dei più importanti avanzamenti del programma cinese dedicato alla connettività satellitare globale e conferma la volontà del Paese di costruire una propria infrastruttura orbitale capace di competere con Starlink, la mega-costellazione sviluppata da SpaceX che oggi domina il mercato mondiale dell’internet satellitare.
Due lanci in meno di 24 ore
Il primo lancio è stato effettuato giovedì alle 19:39 dal Centro di lancio satellitare di Taiyuan, nella provincia dello Shanxi. Un vettore Long March 6A ha trasportato in orbita bassa 18 satelliti destinati alla costellazione SpaceSail.
Si è trattato della settima missione del Long March 6A dedicata al programma. Complessivamente il razzo ha già contribuito al dispiegamento di 126 satelliti della rete.
Poche ore più tardi, venerdì alle 14:34, un Long March 8 è decollato dal Centro di lancio aerospaziale commerciale internazionale di Hainan, a Wenchang, portando nello spazio altri 18 satelliti.
Anche questo vettore svolge un ruolo centrale nello sviluppo della costellazione. Grazie a quattro missioni dedicate, il Long March 8 ha già trasportato 72 satelliti del sistema SpaceSail.
SpaceSail raggiunge quota 200 satelliti
Con gli ultimi due lanci, il numero complessivo di satelliti della costellazione SpaceSail ha raggiunto quota 200.
La rete è sviluppata dalla società SpaceSail, con sede a Shanghai, che punta a realizzare una delle più grandi infrastrutture satellitari della Cina. Il progetto nasce con l’obiettivo di fornire servizi internet a banda larga ad alta velocità, sicuri e affidabili a utenti, imprese e istituzioni in tutto il mondo.
L’espansione della costellazione consentirà inoltre di supportare applicazioni avanzate nei settori della logistica, dei trasporti intelligenti, dell’Internet of Things, della gestione delle emergenze e delle comunicazioni strategiche.
L’obiettivo: oltre 10.000 satelliti entro il 2030
I numeri previsti per il progetto testimoniano la portata dell’iniziativa.
Secondo il piano industriale comunicato dall’azienda, entro la fine del 2030 la costellazione SpaceSail dovrebbe superare i 10.000 satelliti operativi in orbita terrestre bassa.
Una dimensione che la collocherebbe tra le più grandi mega-costellazioni del pianeta e che consentirebbe alla Cina di rafforzare significativamente la propria presenza nel mercato globale delle telecomunicazioni satellitari.
L’infrastruttura rappresenta inoltre un tassello fondamentale della strategia nazionale di Pechino per sviluppare reti digitali indipendenti e ridurre la dipendenza da tecnologie e servizi esteri.
La sfida globale a Starlink
L’espansione di SpaceSail viene osservata con crescente attenzione dagli analisti internazionali perché rappresenta uno dei più concreti tentativi di costruire un’alternativa a Starlink.
La costellazione sviluppata da SpaceX ha dimostrato come le reti satellitari in orbita bassa possano trasformarsi in infrastrutture strategiche per le comunicazioni, la sicurezza e lo sviluppo economico.
La competizione tra Stati Uniti e Cina si sta quindi estendendo sempre più allo spazio, dove il controllo delle future reti di connettività globale potrebbe influenzare gli equilibri geopolitici, industriali e tecnologici dei prossimi decenni.
Per Pechino, sviluppare una propria costellazione significa non soltanto offrire nuovi servizi commerciali, ma anche rafforzare la sovranità tecnologica nazionale e la capacità di competere nei mercati internazionali.
Le mega-costellazioni cambiano l’economia dello spazio
La crescita di SpaceSail conferma una delle principali tendenze della nuova economia dello spazio: il passaggio da missioni satellitari isolate alla realizzazione di vere e proprie infrastrutture orbitali globali.
Le mega-costellazioni stanno infatti diventando il motore di una nuova fase di sviluppo del settore spaziale, caratterizzata da servizi di connettività, raccolta dati, monitoraggio ambientale e applicazioni digitali avanzate.
Con 200 satelliti già operativi e un obiettivo dichiarato di oltre 10.000 unità entro il 2030, la Cina dimostra di voler assumere un ruolo da protagonista nella futura architettura delle comunicazioni satellitari mondiali.
La corsa è ancora guidata da Starlink, ma il ritmo impresso da Pechino attraverso il programma SpaceSail indica che la competizione per il controllo delle reti spaziali globali è destinata a intensificarsi rapidamente, ridefinendo gli equilibri della nuova economia dello spazio.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










