
La corsa ai farmaci nello spazio entra in una fase sempre più orientata all’industrializzazione. Varda Space Industries ha nominato Mikael Dolsten, già Chief Scientific Officer e presidente di Pfizer R&D, nel proprio consiglio di amministrazione, una scelta che rafforza la strategia dell’azienda nel trasformare la produzione farmaceutica in microgravità da dimostrazione tecnologica a capacità produttiva destinata al mercato.
L’ingresso di uno dei manager più autorevoli dell’industria biofarmaceutica rappresenta un segnale della direzione intrapresa da Varda. Dopo aver dimostrato la fattibilità del rientro di materiali prodotti in orbita, la società punta ora a consolidare le competenze necessarie per sviluppare, validare e commercializzare prodotti farmaceutici realizzati nello spazio, un segmento destinato ad aprire una nuova filiera della Space Economy.
La produzione di farmaci nello spazio entra nella fase industriale
Nel corso dei suoi 16 anni alla guida della ricerca e sviluppo di Pfizer, Dolsten ha supervisionato l’approvazione di oltre 36 farmaci e vaccini e accompagnato più di 150 candidati farmaci fino alla sperimentazione clinica. Un’esperienza che copre l’intero percorso, dalla ricerca scientifica alla commercializzazione, e che risponde alle esigenze di un’azienda chiamata ora a dimostrare non solo la validità della tecnologia, ma anche la sostenibilità industriale del proprio modello.
Secondo Varda, il primo prodotto fabbricato nello spazio destinato a essere utilizzato sulla Terra sarà un farmaco. La microgravità modifica infatti il comportamento di materiali e principi attivi, consentendo di ottenere strutture cristalline e formulazioni che in ambiente terrestre risultano difficili o impossibili da realizzare. L’obiettivo dichiarato è integrare la produzione orbitale come fase ordinaria e affidabile del processo di sviluppo farmaceutico.
«La storia della medicina è una storia di scoperte rivoluzionarie nel campo della produzione, dalla fermentazione alle proteine ricombinanti: ogni nuovo ambiente ha ampliato i limiti del possibile. Varda ha creato l’infrastruttura per rendere la produzione orbitale affidabile e ripetibile, e sono entusiasta di contribuire a trasformare questa capacità in farmaci che facciano la differenza per i pazienti», ha dichiarato Dolsten.
Dalla dimostrazione tecnologica alla commercializzazione
La nomina si inserisce in una fase di rapida crescita per Varda Space Industries. Dalla prima missione completata nel 2023, l’azienda ha incrementato la frequenza delle operazioni, portando a termine diverse missioni di rientro e pianificando dieci lanci e rientri entro il 2027.
I veicoli della serie W, capaci di rientrare dall’orbita a velocità fino a Mach 25, costituiscono l’infrastruttura su cui Varda intende costruire un servizio regolare di produzione e recupero di materiali dallo spazio. La disponibilità di una capacità di rientro frequente e ripetibile è infatti uno degli elementi chiave per rendere economicamente sostenibile la manifattura orbitale, sia per applicazioni farmaceutiche sia per altri materiali ad alto valore aggiunto.
In questo contesto, l’esperienza di Dolsten assume un significato che va oltre la governance societaria. L’azienda sembra voler affiancare alle competenze ingegneristiche e operative un know-how consolidato nello sviluppo regolatorio e commerciale dei farmaci, passaggio indispensabile per trasformare la ricerca in prodotti destinati ai pazienti.
«Abbiamo fondato Varda con la convinzione che il primo prodotto fabbricato nello spazio e consumato sulla Terra sarebbe stato un farmaco», ha affermato Delian Asparouhov, cofondatore e presidente del consiglio di amministrazione della società. «L’esperienza pluridecennale di Mikael nella scoperta e nello sviluppo di farmaci ai massimi livelli sarà preziosa per Varda nel passaggio dalla validazione della tecnologia alla commercializzazione di farmaci prodotti nello spazio.»
Il percorso intrapreso da Varda si inserisce tra le iniziative che puntano a trasformare la produzione orbitale da attività sperimentale a capacità industriale destinata al mercato. Se questa evoluzione sarà confermata, la disponibilità di infrastrutture di rientro frequenti e affidabili potrà diventare un elemento determinante per lo sviluppo della manifattura spaziale ad alto valore aggiunto.
Fonte dati: Varda Space Industries Inc.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










