Intervento di Cesare d’Amico al 3° Forum Space&Blue 2025 al Mimit

La filiera marittima spaziale emerge come una delle direttrici strategiche più rilevanti per la competitività dell’Italia. Nel suo intervento al 3° Forum Space&Blue, Cesare d’Amico, AD d’Amico Società di Navigazione e Vice Presidente Confitarma, ha sottolineato come l’integrazione tra mondo marittimo e settore spaziale stia generando nuove opportunità industriali, operative e tecnologiche, capaci di incidere profondamente sulla sicurezza delle rotte, sull’efficienza logistica e sulla sostenibilità delle operazioni in mare.

Una filiera marittima spaziale sempre più integrata

Secondo d’Amico, lo sviluppo della filiera marittima spaziale si fonda su anni di collaborazione tra armatori, Marina Militare e industria tecnologica. Le navi moderne sono ormai piattaforme digitali complesse, dove convivono sistemi di navigazione satellitare, servizi di osservazione della Terra, comunicazioni SATCOM, AIS via satellite e strumenti avanzati di monitoraggio ambientale. L’integrazione con l’intelligenza artificiale e i digital twin consente una gestione più efficiente delle rotte e una riduzione dell’impatto ambientale.

Dati, tecnologie e circolarità Space&Blue

La filiera marittima spaziale non opera in un’unica direzione. I dati provenienti dal mare, grazie a sensori, boe e piattaforme offshore, migliorano i modelli climatici e i sistemi di osservazione spaziale, alimentando una circolarità tecnologica che rafforza entrambi i settori. Allo stesso tempo, l’utilizzo di reti satellitari garantisce servizi essenziali per la sicurezza e la continuità delle operazioni di bordo.

Un ruolo significativo è attribuito all’impatto di Starlink, che ha trasformato la connettività in mare. La possibilità di comunicare con la propria famiglia ha migliorato il benessere dell’equipaggio, mentre la connessione costante consente manutenzione da remoto, diagnostica predittiva e maggiore sicurezza operativa.

Sovranità tecnologica e sicurezza dei sistemi

Nonostante i vantaggi, d’Amico ha ribadito l’importanza di una sovranità tecnologica europea. L’alleanza tra Airbus, Leonardo e Thales Alenia Space viene vista come passo decisivo per creare un’alternativa europea a Starlink, capace di garantire autonomia e resilienza. La sicurezza informatica resta una priorità crescente: gli attacchi cyber e i fenomeni di spoofing GPS rappresentano minacce reali per la navigazione e richiedono reti e sistemi satellitari più sicuri.

Parallelamente, i cavi sottomarini continuano a costituire l’infrastruttura principale per il traffico dati globale, confermando la natura ibrida della filiera.

Armatori come promotori di innovazione

La filiera marittima spaziale può crescere grazie al ruolo attivo degli armatori, promotori e utilizzatori di tecnologie avanzate. d’Amico ha citato l’impiego di droni marini e satellitari integrati, sistemi di comunicazione ibrida e soluzioni predittive basate su dati satellitari. Le flotte possono diventare veri e propri laboratori mobili, utili alla validazione tecnologica in collaborazione con cantieri, università e industria aerospaziale.

Conclusione

In un contesto geopolitico complesso, la filiera marittima spaziale rappresenta una leva strategica di autonomia, competitività e sicurezza. La convergenza tra mare e spazio non è più una prospettiva futura, ma un ecosistema già operativo che può rafforzare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e nel mondo.

Michelangelo Moles

Redazione Economia dello Spazio Magazine