Impulse Space, Mira per la Space Domain Awareness Usa: missione in LEO per osservare oggetti in GEO

Impulse Space e Space Force, i loghi delle due organizzazioni affiancati
Impulse Space ha ottenuto dalla U.S. Space Force un contratto da 28 milioni di dollari per una futura missione di Space Domain Awareness con il veicolo Mira. Credito: Impulse Space

La mobilità orbitale entra sempre più direttamente nelle architetture statunitensi per la sorveglianza dello spazio. Il nuovo contratto tra Impulse Space e Space Force porta questa capacità al centro di una futura missione di Space Domain Awareness (SDA): l’azienda ha ottenuto un award da 28 milioni di dollari che prevede l’impiego del veicolo spaziale Mira in orbita terrestre bassa.

A bordo sarà installato un payload ottico governativo destinato a supportare l’osservazione di oggetti situati molto più lontano, in orbita geostazionaria (GEO).

È questo collegamento tra LEO e GEO, più ancora del valore economico dell’award, a rendere significativa la missione sul piano industriale e tecnologico. Il progetto combina infatti un sensore governativo con una piattaforma commerciale caratterizzata da capacità di manovra, inserendo l’in-space mobility tra gli elementi utilizzabili per le attività di conoscenza e caratterizzazione dell’ambiente orbitale.

Il lancio, fornito dal governo statunitense, è previsto non prima del 2029.

Un sensore del MIT Lincoln Laboratory a bordo di Mira

Secondo quanto comunicato da Impulse Space, una volta raggiunta la LEO, Mira ospiterà un payload ottico fornito dal governo e sviluppato dal MIT Lincoln Laboratory. Il sensore sarà utilizzato per supportare attività SDA relative a oggetti in GEO.

La configurazione mette al centro una caratteristica precisa della piattaforma: la possibilità di modificare la propria traiettoria attraverso un sistema di propulsione chimica. Impulse indica per Mira una capacità fino a 850 metri al secondo di delta-v con un payload da 100 chilogrammi, parametro che definisce il margine disponibile per effettuare manovre orbitali nelle condizioni indicate dall’azienda.

La manovrabilità assume particolare rilievo in una missione nella quale posizione e geometria di osservazione possono essere parte della capacità operativa. Il punto, tuttavia, va mantenuto entro i confini delle informazioni disponibili: Impulse non ha reso pubblici l’orbita LEO specifica della missione, il profilo delle manovre, la durata operativa né le caratteristiche tecniche del sensore.

Eric Romo, presidente e COO di Impulse Space, ha collegato il nuovo incarico all’esperienza già acquisita dalla piattaforma nelle missioni commerciali in LEO. Secondo Romo, Mira ha dimostrato capacità come piattaforma ospitante e la possibilità di effettuare accensioni del motore sia prolungate sia rapide, caratteristiche che, nelle parole del dirigente, evidenziano la flessibilità resa possibile dalla manovrabilità.

La missione rappresenta quindi anche un passaggio tra due mercati: una tecnologia sviluppata e utilizzata in ambito commerciale viene acquistata per sostenere una capacità di national security space.

Impulse Space e Space Force: i 28 milioni e il ruolo del programma APFIT

Il contratto sarà finanziato in parte attraverso 19,75 milioni di dollari assegnati a Impulse per l’anno fiscale 2026 nell’ambito dell’Accelerate the Procurement and Fielding of Innovative Technologies (APFIT), con la sponsorizzazione dello U.S. Space Command. Il finanziamento sosterrà l’acquisizione di un veicolo Mira.

Il meccanismo di procurement è un elemento rilevante per leggere l’operazione oltre il singolo contratto. La documentazione di bilancio del Dipartimento della Difesa descrive APFIT come uno strumento destinato a finanziare capacità pronte per la produzione che presentano un divario nelle risorse disponibili per il procurement, facilitando il passaggio dallo sviluppo alla produzione. Gli award, destinati anche a piccole imprese e contractor non tradizionali, sono compresi tra 10 e 50 milioni di dollari.

Nel caso di Mira, dunque, l’interesse pubblico non riguarda soltanto lo sviluppo sperimentale di una tecnologia. Il finanziamento è collegato all’acquisizione di una piattaforma destinata a una futura missione della Space Force, secondo una logica che punta a portare capacità innovative verso un impiego operativo.

Per Impulse il contratto si aggiunge inoltre ad altri rapporti con il settore della sicurezza nazionale statunitense. Nel luglio 2026 Space Systems Command ha inserito l’azienda tra i provider del programma National Security Space Launch Phase 3 Lane 1, attraverso un contratto relativo alla capacità di accesso allo spazio.

Già nel 2024, inoltre, Space Systems Command aveva assegnato a Impulse un contratto SBIR Phase III da 34,5 milioni di dollari per due veicoli Mira nell’ambito delle missioni VICTUS SURGO e VICTUS SALO, concepite per sperimentare capacità altamente manovrabili già posizionate in orbita e utilizzabili in risposta a esigenze urgenti. La nuova missione SDA si inserisce quindi in una relazione industriale che comprende più programmi e differenti applicazioni della mobilità spaziale.

La Space Domain Awareness si estende tra sensori terrestri e capacità in orbita

Il contratto arriva mentre la U.S. Space Force sta ampliando e diversificando la propria infrastruttura di Space Domain Awareness. L’obiettivo della SDA è costruire una conoscenza sufficientemente precisa delle attività nello spazio attraverso rilevamento, identificazione, tracciamento e caratterizzazione degli oggetti e dei loro comportamenti.

Nel 2026 la Space Force ha, per esempio, potenziato il sistema ottico terrestre GBOSS al Maui Space Surveillance Complex: secondo Space Systems Command, l’upgrade ha raddoppiato campo visivo e velocità di ricerca e più che triplicato la sensibilità, estendendo le capacità di osservazione su regimi che comprendono MEO, GEO, HEO e spazio cislunare.

Parallelamente stanno avanzando architetture spaziali dedicate. Il programma RG-XX, per il quale Space Systems Command ha assegnato nel 2026 14 contratti IDIQ, punta a sviluppare capacità proliferate di sorveglianza e ricognizione nello spazio geosincrono. Ad agosto, inoltre, un payload SDA statunitense è stato portato in orbita sul satellite giapponese QZS-7, nell’ambito della cooperazione bilaterale tra Stati Uniti e Giappone.

A questa architettura distribuita appartengono anche infrastrutture terrestri di nuova generazione. A settembre la Space Force ha indicato il Texas come localizzazione preferita per il terzo sito della rete radar Deep Space Advanced Radar Capability (DARC), progettata insieme a Regno Unito e Australia per assicurare una copertura persistente dell’orbita geostazionaria.

Mira introduce in questo quadro una variabile differente: non soltanto il sensore, ma la mobilità della piattaforma che lo ospita. È questa caratteristica a dare alla missione un interesse più ampio per la Space Economy. La crescita dei servizi di trasporto e manovra in orbita apre infatti uno spazio industriale nel quale veicoli commerciali possono essere utilizzati non solo per distribuire payload, ma anche come piattaforme operative per missioni governative specializzate.

Il contratto da 28 milioni di dollari non consente ancora di stabilire quale peso assumerà questo modello nelle future architetture della Space Force. La missione è prevista non prima del 2029 e diversi elementi operativi restano non pubblici. Mostra però con chiarezza una direzione industriale già concreta: la capacità di spostarsi in orbita sta diventando una componente acquistabile separatamente dal payload e integrabile con sensori sviluppati da altri soggetti. Nel caso di Mira, questa capacità sarà messa alla prova in uno degli ambiti più strategici dell’attuale infrastruttura spaziale statunitense: conoscere e caratterizzare ciò che avviene nelle orbite attorno alla Terra.

5cd4edb05b0f6e2ebd8b280dd47127b4e0d4a050fc901b17fff24c35c394d4d3?s=150&d=mp&r=g - Impulse Space, Mira per la Space Domain Awareness Usa: missione in LEO per osservare oggetti in GEO

Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.