L’Economia dello Spazio e della Difesa nel Libro Bianco “Made in Italy 2030”

Nel Libro Bianco la nuova strategia industriale elaborata dal Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy

Made in Italy 2030

Il Libro Bianco “Made in Italy 2030 – Per una nuova strategia industriale”, elaborato dal Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e presentato al CNEL alla presenza del Ministro Adolfo Urso, rappresenta l’esito di un ampio percorso di consultazione pubblica avviato con il precedente Libro Verde sulle politiche industriali.

Il documento offre una ricognizione approfondita dei punti di forza del sistema produttivo italiano e individua cinque settori emergenti che compongono il “nuovo Made in Italy”. Tra questi, un ruolo centrale è attribuito alla filiera dell’Economia dello Spazio e della Difesa, che comprende Space Economy, aeronautica e industrie della difesa: un ecosistema industriale esteso che va dall’aerospazio alla cantieristica navale militare, dall’elettronica ai veicoli terrestri per la difesa.

La filiera dello Spazio e della Difesa

La filiera include attività di progettazione e produzione di velivoli, navi e veicoli subacquei, mezzi terrestri e sistemi d’arma, la fornitura di componenti, tecnologie e servizi, di sistemi satellitari, di lancio e di altra natura appartenenti alla nuova dimensione dell’economia dello spazio. Anche nella fase post-vendita, le aziende forniscono servizi di supporto logistico e assistenza, garantendo la piena operatività dei sistemi nel tempo, seguendo un modello di supporto totale e di servitizzazione.

Il documento afferma che la filiera, oltre che sul piano economico, occupazionale e tecnologico, riveste una particolare rilevanza come presidio fondamentale per la tutela della sovranità politica, economica, industriale e tecnologica nazionale ed è fortemente interconnessa con molte altre filiere produttive nazionali, rappresentando un motore di innovazione e crescita economica.

Dimensioni economiche

Nel 2023 la filiera ha generato un fatturato complessivo superiore ai 40 miliardi di euro (+11% rispetto al 2022) e un valore aggiunto di 14,2 miliardi di euro (+5% rispetto al 2022). È composta da circa 10.000 imprese che nel 2023 hanno impiegato circa 135.000 lavoratori (+3% rispetto al 2022) e che nel 2024 hanno esportato beni per 11,7 miliardi di euro.

La distribuzione geografica evidenzia una forte concentrazione degli addetti industriali nelle province di Roma, Napoli e Torino, con una presenza rilevante anche in Lombardia.

La filiera si caratterizza per un elevato livello di sviluppo, diversificazione e integrazione tra domini tecnologici ed è indicata come uno dei comparti più avanzati dell’economia italiana. Le aziende italiane sono apprezzate per la loro capacità di innovazione e per la qualità dei prodotti, che trovano sbocco sia sul mercato interno sia su quello internazionale.

La propensione all’innovazione è trainata da un’elevata spesa in ricerca e sviluppo. Nel 2022 in Italia la spesa in R&S relativa alla Fabbricazione di armi e munizioni (C254) e alla Fabbricazione di aerei, veicoli spaziali e macchinari correlati (C303) è pari a circa l’8,4% del totale dell’economia (Eurostat, BERD by NACE Rev. 2 activity, 2022).

Il documento afferma che l’Italia appartiene al ristretto gruppo di Paesi che dispongono di una filiera produttiva estesa, integrata e pressoché completa, sostenuta dalla presenza di grandi player nazionali e di una fitta rete di PMI specializzate, capaci di presidiare nicchie di mercato con soluzioni innovative e ad alta specializzazione.

Domini tradizionali e nuovi domini

Il documento indica che tale completezza consente il presidio dei domini tradizionali (terra, aria e mare) e un posizionamento nei nuovi domini: spazio, cyber e underwater.

Per quanto concerne i domini tradizionali, si evidenzia un forte posizionamento dell’industria militare terrestre, della cantieristica navale militare e del settore aerospaziale militare, oltre che dell’aeronautica civile. L’Italia è attiva in progetti internazionali e nazionali per lo sviluppo di aerei da combattimento, elicotteri d’attacco, sistemi di difesa avanzati e componenti per vettori aerei civili.

Un dominio in forte crescita, in parte trasversale agli altri settori della filiera, è quello della Space Economy. Esso comprende la ricerca e sviluppo di infrastrutture spaziali e la generazione di prodotti e servizi per l’esplorazione e l’utilizzo dello spazio, con applicazioni che vanno dall’agricoltura all’energia, dal monitoraggio ambientale alle telecomunicazioni e alla sicurezza.

Il documento ricorda che l’Italia è stata il terzo Paese al mondo a lanciare un satellite in orbita con un team interamente nazionale ed è riconosciuta come leader in specifici segmenti, tra cui l’osservazione della Terra e le infrastrutture orbitanti.

Relativamente a comunicazioni sicure e lanciatori, il documento afferma che l’Italia dispone di tecnologie, esperienza e know-how di grande potenziale, sebbene il panorama mondiale in questi settori si sia evoluto rapidamente negli ultimi tre anni, creando un divario con i principali player globali. Ulteriori ambiti di posizionamento indicati sono le applicazioni militari e il monitoraggio ambientale.

Il settore spaziale italiano è descritto come caratterizzato da una distribuzione capillare delle imprese su tutto il territorio nazionale e dalla presenza di imprese e start-up lungo l’intera filiera. Il documento richiama la presenza del Cluster Nazionale Tecnologico per l’Aerospazio (CTNA), dei cinque ESA Business Incubator Center e di circa 60 dipartimenti universitari attivi nel dominio spaziale.

Quadro normativo

Il documento richiama la legge quadro italiana “Disposizioni in materia di economia dello spazio”, approvata definitivamente dal Senato l’11 giugno 2025 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 giugno 2025. La legge stabilisce un quadro normativo completo per le attività spaziali civili e commerciali, istituisce un sistema di governance per le attività spaziali, regolamenta l’accesso allo spazio da parte di operatori pubblici e privati, introduce un regime autorizzativo, obblighi assicurativi e un sistema di responsabilità civile per i danni causati da oggetti spaziali.

La normativa prevede inoltre la stesura di un Piano Nazionale per l’economia dello spazio e istituisce un Fondo pluriennale per la Space economy finalizzato a promuovere la crescita del mercato di prodotti e servizi innovativi basati su tecnologie spaziali.

Contesto internazionale

Il documento colloca la filiera in un quadro internazionale contraddistinto da rinnovata competizione tra grandi potenze e dal ritorno della guerra convenzionale in Europa. L’invasione russa dell’Ucraina è indicata come uno spartiacque da cui non si potrà tornare indietro.

Viene richiamato il Joint White Paper for European Defence Readiness 2030 (Commissione Europea, 2025), che propone un nuovo approccio per rafforzare la sicurezza dell’UE, colmare le lacune nelle capacità militari e potenziare l’industria della difesa europea.

Il documento evidenzia che in Europa si contano 178 sistemi d’arma diversi contro i 30 presenti negli Stati Uniti. Il rapporto tra Unione Europea e Stati Uniti in termini di efficacia degli investimenti destinati alla ricerca e sviluppo nel settore degli armamenti è indicato come pari a uno a dieci (COPASIR, 2022).

Criticità strutturali e obiettivi

Tra le criticità strutturali vengono indicati:

  • il non sempre efficace allineamento tra politica industriale della difesa, piani di sviluppo delle imprese e pianificazione strategica delle esigenze operative delle Forze Armate;
  • la lunghezza dei cicli di ricerca e sviluppo, soprattutto nel settore spaziale;
  • la frammentazione del tessuto industriale e la dimensione mediamente inferiore delle imprese rispetto ai principali competitor europei;
  • le difficoltà di accesso ai finanziamenti per PMI e start-up;
  • la carenza di capitale umano qualificato;
  • la dipendenza da piattaforme di lancio extra-UE;
  • una domanda aggregata ancora insufficiente nel comparto spaziale.

Gli obiettivi di sviluppo industriale indicati includono: aumento della capacità produttiva; stipula di contratti a lungo termine; aggregazione della domanda; standardizzazione di requisiti comuni; rafforzamento degli incentivi alla ricerca e sviluppo; promozione della collaborazione tra imprese, università e istituti di ricerca; eliminazione delle barriere che limitano la partecipazione delle PMI ai programmi nazionali e comunitari; integrazione tra industria della difesa e imprese civili, con particolare riferimento alle tecnologie e ai prodotti a duplice uso.

Il documento richiama il modello delle “fabbriche duali”, oggetto di studio negli Stati Uniti, e il modello dell’“anchor tenancy”, in cui il governo garantisce l’acquisto di una quota di servizi per sostenere lo sviluppo di nuove infrastrutture e la commercializzazione di prodotti e servizi spaziali.

Strategia di sviluppo industriale

La strategia industriale riconosce alla filiera Economia dello Spazio e della Difesa il ruolo di presidio essenziale per la sovranità politica, economica e tecnologica del Paese e di motore di crescita, innovazione e competitività per l’intero sistema industriale.

Gli obiettivi indicati sono: consolidare la presenza dell’Italia nei domini tradizionali (terra, aria, mare); rafforzare il posizionamento nei nuovi domini, in particolare quello spaziale; favorire l’interconnessione multi-dominio; rafforzare i segmenti industriali che sviluppano tecnologie e prodotti a duplice uso; promuovere l’integrazione tra industria della difesa e imprese civili.

La cooperazione internazionale, in particolare in ambito europeo e nel quadro delle sette aree critiche di capacità condivise, è indicata come elemento fondamentale della strategia, nel contesto di un’autonomia strategica “aperta”.

Il Libro Bianco Made in Italy 2030 – Per una nuova strategia industriale colloca pertanto la filiera Economia dello Spazio e della Difesa tra gli ambiti centrali della strategia industriale nazionale, delineandone caratteristiche, dimensioni, criticità e direttrici di sviluppo in coerenza con il quadro europeo e con l’evoluzione del contesto internazionale.

Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".