
La consegna degli ultimi tre satelliti O3b mPOWER porta SES alla fase conclusiva del dispiegamento della sua nuova infrastruttura in orbita terrestre media. Boeing ha completato produzione e consegna degli spacecraft F11, F12 e F13, che raggiungeranno i dieci satelliti già in orbita e porteranno a 13 unità la configurazione iniziale della costellazione.
Ad annunciarlo il 2 settembre è stata Boeing Space, indicando nella consegna dei tre spacecraft la conclusione del programma industriale relativo alla configurazione iniziale da 13 satelliti. La milestone non coincide tuttavia con il completamento operativo: F11, F12 e F13 sono arrivati a Cape Canaveral e dovranno essere lanciati, trasferiti nell’orbita prevista e sottoposti alle attività di inizializzazione prima di entrare in servizio. Il lancio dalla Florida Space Coast è previsto per settembre, mentre Boeing indica l’ingresso in servizio a metà 2027.
È proprio questa distinzione a definire la rilevanza industriale della notizia. Con la consegna degli ultimi satelliti termina una fase manifatturiera; con il loro dispiegamento si apre quella che dovrà portare SES a sfruttare la configurazione completa di O3b mPOWER, aumentando capacità e resilienza di una rete destinata a servire segmenti nei quali prestazioni e continuità della connettività rappresentano requisiti operativi.
O3b mPOWER verso il completamento della flotta a 13 satelliti
O3b mPOWER costituisce la nuova generazione dell’infrastruttura MEO di SES, costruita sull’esperienza della precedente costellazione O3b. Il sistema è progettato per fornire connettività ad alta capacità e bassa latenza a clienti nei mercati mobility, government, enterprise e cloud. Tra gli utilizzatori della rete MEO, Boeing indica compagnie di crociera, organizzazioni governative, operatori mobili e compagnie aeree.
«The delivery of these final three satellites allows us to ramp up our constellation’s capabilities to meet growing commercial and government demand», ha dichiarato Xavier Bertran, chief product and innovation officer di SES, sottolineando inoltre come le prestazioni dei dieci satelliti già in orbita stiano validando l’architettura del sistema.
La configurazione a 13 satelliti è anche il risultato dell’evoluzione del programma. I primi sei O3b mPOWER hanno evidenziato una vita operativa e una capacità disponibile inferiori alle attese. SES e Boeing hanno quindi introdotto aggiornamenti sugli spacecraft successivi, mentre F12 e F13 sono stati aggiunti rispetto alla configurazione originariamente prevista per incrementare la resilienza della rete.
Il completamento del dispiegamento assume quindi un significato che va oltre l’aumento numerico della flotta. Per SES significa consolidare un’infrastruttura destinata ai mercati compresi nel segmento Networks. Nei risultati del primo semestre 2026, SES ha riportato per il segmento Networks ricavi in aumento dell’89% su base annua a cambi costanti, in un periodo che incorpora anche il consolidamento di Intelsat. Mobility e Government & Defense hanno registrato rispettivamente incrementi del 169,9% e del 41,9%.
The final three — bound for MEO
— Boeing Space (@BoeingSpace) September 2, 2026
We’ve delivered O3b mPOWER satellites F11, F12 and F13 to @SES_Satellites. The trio is set to complete the constellation, boosting global, low-latency broadband and mission-ready capacity.
Details: https://t.co/TzYtwR3ckp #O3bmPOWER pic.twitter.com/QQs2gSYOjJ
Il software-defined payload sposta capacità dove cresce la domanda
Il principale elemento tecnologico di O3b mPOWER è l’architettura software-defined. I satelliti utilizzano la piattaforma Boeing 702X e payload riconfigurabili che consentono di modificare dinamicamente l’allocazione delle risorse: la banda può essere instradata, la potenza dei beam concentrata e la capacità adattata in tempo reale alle variazioni della domanda.
È una caratteristica rilevante nell’evoluzione delle telecomunicazioni satellitari perché riduce la rigidità tipica delle architetture nelle quali una parte sostanziale della configurazione viene determinata prima del lancio. Per un operatore, la possibilità di riconfigurare le risorse consente di rispondere con maggiore flessibilità a distribuzioni geografiche e profili di traffico che possono cambiare durante la vita del satellite.
La scelta della MEO completa questo modello. SES opera in questa fascia orbitale dal 2014 con la prima generazione O3b e ha costruito O3b mPOWER come evoluzione di quell’infrastruttura. Rispetto a una rete GEO, la minore distanza dalla superficie terrestre permette di ridurre la latenza; rispetto alle architetture basate su costellazioni molto più numerose in LEO, il modello di SES punta a fornire servizi ad alte prestazioni attraverso un numero più contenuto di satelliti, integrati con il segmento terrestre e software.
Per la Space Economy, il punto non è quindi soltanto la quantità di capacità aggiunta. O3b mPOWER mostra come la competitività delle infrastrutture satellitari si stia spostando anche verso la programmabilità della capacità, cioè la possibilità di utilizzare l’asset orbitale in maniera più adattabile lungo il suo ciclo operativo.
Dalla connettività commerciale ai sistemi SATCOM militari
La consegna degli ultimi satelliti evidenzia anche un secondo livello industriale: il trasferimento di tecnologie maturate nel mercato commerciale verso programmi di sicurezza nazionale.
Boeing indica l’architettura software-defined già utilizzata da O3b mPOWER come baseline tecnologica per sistemi destinati alla U.S. Space Force. Una versione hardened della stessa architettura viene impiegata nei programmi Wideband Global SATCOM WGS-11 e WGS-12 e Evolved Strategic SATCOM (ESS).
Non si tratta di sistemi equivalenti a O3b mPOWER. Il dato industrialmente significativo è piuttosto la possibilità di partire da hardware e tecnologie commercialmente maturati per sviluppare applicazioni con requisiti militari. Boeing sostiene che questo approccio consenta di utilizzare una linea produttiva già consolidata e di contenere il rischio legato alle tempistiche dei programmi.
La convergenza tra mercato commerciale e domanda governativa è particolarmente evidente nelle comunicazioni satellitari, dove capacità, resilienza, riconfigurabilità e disponibilità globale sono requisiti condivisi da clienti differenti, pur con livelli di sicurezza e mission assurance diversi. O3b mPOWER diventa così anche un caso industriale di tecnologia dual-use, nel quale la maturazione commerciale può costituire una base per successive applicazioni di national security space.
Per SES, questa dimensione si inserisce in un mercato governativo già rilevante. Nel primo semestre del 2026, il segmento Government & Defense ha registrato una crescita dei ricavi del 41,9% su base annua, a cambi costanti. La società ha inoltre ottenuto incarichi collegati alle comunicazioni protette e ai servizi satellitari della U.S. Space Force.
Il prossimo passaggio resta però operativo. F11, F12 e F13 devono essere lanciati dalla Florida, completare l’orbit raising e superare la fase di inizializzazione. Soltanto con l’ingresso in servizio previsto a metà 2027 la configurazione a 13 satelliti potrà tradursi integralmente in capacità disponibile.
La consegna annunciata da Boeing segna dunque la chiusura della fase industriale del programma, non ancora quella del dispiegamento. Ma indica già la direzione strategica: una rete MEO più capace e resiliente per SES e, parallelamente, un’architettura software-defined che dalla connettività commerciale sta trovando applicazione anche nei sistemi satellitari destinati alla sicurezza nazionale.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










