
Sophie Adenot torna in Europa dopo 237 giorni trascorsi sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), stabilendo un nuovo record europeo di permanenza nello spazio per una singola missione. L’astronauta francese dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è arrivata a Colonia, in Germania, il 10 ottobre 2026, due giorni dopo l’ammaraggio della capsula Dragon di SpaceX al largo della California.
Ad accoglierla è stato anche Josef Aschbacher, direttore generale dell’ESA, che ha raccontato il momento attraverso un messaggio pubblicato su X. Aschbacher ha sottolineato il carattere emotivamente significativo del ritorno e ha riferito che tra i primi messaggi dell’astronauta figurava un ringraziamento ai team dell’ESA e del CNES, l’agenzia spaziale francese, per la professionalità e il sostegno assicurati durante la missione.
Il ritorno conclude la fase di volo della missione εpsilon e richiama l’attenzione sul sistema europeo di competenze scientifiche, mediche e operative che accompagna gli astronauti anche dopo la permanenza in orbita.
Sophie Adenot torna in Europa: l’accoglienza a Colonia
La missione εpsilon, iniziata il 13 febbraio 2026, ha visto Adenot partecipare alle attività della ISS insieme all’equipaggio Crew-12, composto dagli astronauti della NASA Jessica Meir e Jack Hathaway e dal cosmonauta di Roscosmos Andrei Fedyaev.
Il rientro sulla Terra è avvenuto l’8 ottobre, dopo il distacco dalla stazione del giorno precedente. Con 237 giorni, 5 ore e 18 minuti trascorsi nello spazio, Adenot ha superato di oltre 35 giorni il precedente primato europeo di durata per una singola missione, detenuto da Luca Parmitano. Durante la permanenza in orbita ha inoltre effettuato tre attività extraveicolari, per un totale di 19 ore e 42 minuti, partecipando alle attività scientifiche e operative della stazione.
Dopo le prime verifiche mediche negli Stati Uniti, l’astronauta è stata trasferita in Europa a bordo di un Airbus A330 MRTT Phénix delle Forze aeree e spaziali francesi. Il velivolo è atterrato a Colonia alle 06:21, ora italiana, del 10 ottobre, nei pressi del Centro Europeo degli Astronauti (EAC).
Nel suo messaggio pubblicato su X il 10 ottobre, Aschbacher ha descritto l’accoglienza come un momento particolarmente significativo, riferendo il ringraziamento di Adenot ai team ESA e CNES per il supporto ricevuto durante la missione.
Il riconoscimento alle due agenzie evidenzia la dimensione organizzativa delle missioni astronautiche europee, che affianca alle attività degli equipaggi il lavoro delle strutture responsabili della preparazione e dell’assistenza operativa.
A very special moment welcoming @Soph_astro back to Europe this morning. An emotional return, but Sophie was as strong and inspiring as ever. And one of her first messages was to thank the whole @ESA and @CNES teams for their professionalism and excellent support throughout her mission. Welcome home, Sophie🌎
— Josef Aschbacher (@AschbacherJosef) October 10, 2026
Il supporto europeo alle missioni astronautiche oltre la permanenza in orbita
Il ritorno di Adenot apre la fase di recupero e riadattamento alla gravità terrestre, parte integrante delle missioni spaziali di lunga durata. Dopo mesi in microgravità, gli astronauti devono affrontare un programma di valutazioni mediche e riabilitazione per monitorare il recupero delle capacità fisiologiche.
Il Centro Europeo degli Astronauti, a Colonia, costituisce uno dei principali riferimenti dell’ESA per la preparazione e il supporto degli equipaggi. Nelle vicinanze opera anche il centro di ricerca envihab del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR), dedicato allo studio degli effetti delle condizioni spaziali sull’organismo umano e al monitoraggio fisiologico degli astronauti.
Secondo quanto comunicato dall’ESA, Adenot trascorrerà le prime due o tre settimane successive al ritorno in attività di riadattamento, controlli medici e raccolta di dati scientifici. Le procedure consentono di seguire gli effetti della permanenza prolungata nello spazio e contribuiscono alle conoscenze necessarie per le future missioni con equipaggio.
Il percorso di recupero coinvolge competenze mediche, scientifiche e operative distribuite tra le strutture europee. Il coordinamento tra agenzie e centri specializzati permette di assicurare la continuità delle attività scientifiche e di assistenza anche dopo il rientro degli equipaggi.
La conclusione della permanenza in orbita di Sophie Adenot lascia quindi due elementi rilevanti: il nuovo primato europeo di durata per una singola missione e l’avvio delle attività di riabilitazione e monitoraggio, attraverso le quali le strutture europee proseguono il lavoro scientifico e operativo anche dopo il ritorno dell’equipaggio.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










