SpaceX, primi test per Super Heavy V3: focus sui sistemi di propellente

Super Heavy V3
Credito: SpaceX on X

Il tweet di SpaceX e l’avvio dei test sul Super Heavy V3

Il 20 novembre 2025, SpaceX ha pubblicato un aggiornamento ufficiale annunciando l’inizio delle operazioni di test per Booster 18, il primo esemplare della nuova generazione Super Heavy V3. Nel tweet, l’azienda ha evidenziato che le prime prove riguarderanno i sistemi di propellente ridisegnati e le verifiche sulla resistenza strutturale, due aspetti fondamentali per il programma Starship. L’avvio dei test segna un passaggio cruciale nello sviluppo della nuova versione del booster.

Super Heavy V3: una nuova generazione di booster

La sigla Super Heavy V3 indica la terza generazione del booster progettato per supportare il sistema Starship nelle missioni orbitali e interplanetarie. Rispetto ai modelli precedenti, la versione V3 introduce miglioramenti significativi nei sistemi criogenici, nei meccanismi di gestione del metano liquido e dell’ossigeno liquido, oltre a una struttura alleggerita ma più robusta nelle zone di maggiore stress. Il lavoro su Booster 18 rappresenta il primo test operativo del nuovo design.

I test iniziali: propellente e integrità strutturale

Le operazioni annunciate da SpaceX mirano innanzitutto a verificare il comportamento del propellant management system ridisegnato. Questo include test statici, pressurizzazioni progressive e controlli sulle valvole criogeniche. Parallelamente, i team raccoglieranno dati sull’integrità strutturale di Super Heavy V3, analizzando eventuali deformazioni, vibrazioni e sollecitazioni dinamiche. Il superamento di queste prove è indispensabile per procedere verso i test di accensione dei motori Raptor.

Significato per il programma Starship

L’evoluzione verso Super Heavy V3 rappresenta un passo strategico per SpaceX in vista delle future missioni lunari e marziane. Migliorare efficienza, affidabilità e capacità di spinta del booster significa ridurre rischi operativi, ottimizzare i costi di lancio e aumentare la frequenza delle missioni. Booster 18 diventa così un banco di prova essenziale per definire le prestazioni della prossima generazione di lanciatori riutilizzabili. I dati raccolti durante questa fase saranno fondamentali per stabilire la roadmap dei prossimi test integrati con Starship e per valutare la piena operatività della configurazione V3 nei futuri voli orbitali.

Michelangelo Moles

Redazione Economia dello Spazio Magazine