
Per contrastare le crescenti minacce derivanti dalla proliferazione di oggetti artificiali e da potenziali attività avversarie in orbita, la US Space Force ha accelerato l’impiego del Deep Space Advanced Radar Capability (DARC), un sistema denominato ST-25.
Il DARC è una rete globale di tre sensori spaziali terrestri che supporta la consapevolezza del dominio spaziale fino all’orbita geostazionaria e consente tempistiche tattiche e molteplici catene di controllo e neutralizzazione spaziale. Questa capacità sfrutta la geografia e la collaborazione tra Stati Uniti, Australia e Regno Unito.
Il DARC ha ottenuto l’approvazione per l’utilizzo anticipato da parte dello US Space Command nel settembre 2025, consentendo la semplificazione dei processi di test e valutazione e dimostrando la prontezza operativa della capacità a supporto degli obiettivi delle forze congiunte e combinate. Le attività di utilizzo anticipato vengono condotte dall’Integrated Radar Operations Center (IROC) del 20° Space Surveillance Squadron presso la base aerea di Eglin, in Florida.
“La Space Force si impegna a fornire capacità non appena queste offrono un vantaggio in combattimento e ad aggiornarle man mano che impariamo dalle operazioni reali”, ha affermato il Capo delle Operazioni Spaziali, Generale Chance Saltzman, durante una recente visita al 20° Squadrone di Sorveglianza Spaziale (20 SPSS). “Il lavoro che il 20° Squadrone di Sorveglianza Spaziale e la Missione Delta 2 stanno svolgendo con l’ST-25 è un ottimo esempio di questi principi in azione”.
Il DARC fornisce ai tre paesi una consapevolezza critica del dominio spaziale per affrontare le minacce emergenti in un dominio sempre più congestionato. Ciò offre un vantaggio alle forze terrestri, aeree e marittime di tutte e tre le nazioni, oltre a proteggere le infrastrutture nazionali critiche e a favorire le industrie spaziali nazionali. La capacità offre maggiore sensibilità, migliore precisione, maggiore capacità e tracciamento più agile.
Il concetto di utilizzo anticipato ha portato online un’utilità militare critica prima dell’accettazione operativa originariamente prevista, impiegando un approccio graduale per bilanciare le operazioni iniziali con lo sviluppo in corso da parte dei contraenti.
“Mettere questa capacità nelle mani dei nostri Guardiani il prima possibile è una vittoria significativa”, ha affermato il Colonnello Barry Croker, comandante della Missione Delta 2 – Consapevolezza del Dominio Spaziale. “La fase di utilizzo anticipato ha già offerto preziose opportunità per familiarizzare con il sistema, sviluppare i requisiti di formazione iniziali e identificare tempestivamente potenziali lacune operative, elementi che in definitiva accelerano la nostra prontezza operativa.”
L’iniziativa DARC, che opera nell’ambito di un Memorandum d’intesa trilaterale tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia, sfrutta il concetto di utilizzo anticipato per fornire una maggiore consapevolezza del dominio spaziale in anticipo rispetto ai tempi previsti, raccogliendo al contempo feedback cruciali sullo sviluppo. Consentendo il tracciamento, l’identificazione e la caratterizzazione continui degli oggetti spaziali, DARC garantisce la libertà di accesso, supporta la gestione critica del traffico spaziale e responsabilizza gli attori stranieri per le loro azioni in un dominio sempre più congestionato.
“Il coordinamento con i nostri alleati, così come con i nostri colleghi della US Space Force nello Space Systems Command, ha permesso al nostro team del 20° Space Surveillance Squadron di dimostrare il valore dell’iniziativa DARC“, ha affermato il tenente colonnello Derek Haun, comandante del 20° SPSS. “L’utilizzo di ST-25 massimizza la nostra capacità di monitorare il dominio dello spazio profondo a supporto delle operazioni globali e della consapevolezza del dominio spaziale, a beneficio degli Stati Uniti e dei nostri alleati”.
Per affrontare le sfide di sicurezza del XXI secolo, le nazioni alleate stanno sviluppando e gestendo congiuntamente questo sistema terrestre per condividere senza soluzione di continuità i dati dei sensori globali, sfruttare le tecnologie emergenti e migliorare l’interoperabilità di comando e controllo con le nazioni alleate. In definitiva, questa capacità SDA condivisa rafforza la deterrenza e protegge le infrastrutture nazionali critiche.
L’accordo di utilizzo anticipato sottolinea lo sforzo collaborativo per accelerare la fornitura di capacità avanzate di tracciamento spaziale. Il programma dà priorità alla fase finale di accettazione operativa, fornendo al contempo capacità preliminari vitali alle forze armate con largo anticipo rispetto ai tempi previsti.
Fonte: United States Space Force
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










