
La commessa affidata a OHB per IRIS² porta nella fase industriale una parte rilevante dell’architettura della futura infrastruttura europea di comunicazioni sicure. SES ha affidato a OHB un contratto da quasi 1 miliardo di euro per sviluppare e produrre le 18 piattaforme satellitari destinate alla componente in orbita terrestre media del programma. È il primo grande ordine industriale assegnato nell’ambito della concessione dopo l’avvio della fase di implementazione.
La notizia, riportata il 31 agosto da Andrew Parsonson su X e approfondita da European Spaceflight, assume quindi un significato che supera il valore della singola commessa. A poche settimane dall’accordo che ha portato IRIS² verso il deployment su larga scala, una parte rilevante della sua architettura passa dalla pianificazione alla produzione industriale. E nella distribuzione delle attività emerge il ruolo di OHB nella componente MEO (Medium Earth Orbit), affidata a SES all’interno del consorzio SpaceRISE.
OHB per IRIS²: 18 piattaforme MEO da 2,6 tonnellate
Il contratto prevede che OHB sviluppi e costruisca per SES tutte le 18 piattaforme satellitari MEO previste dall’attuale configurazione di IRIS². Secondo i dati diffusi dall’azienda tedesca, ciascun satellite avrà una massa al lancio di circa 2,6 tonnellate e una potenza massima nell’ordine dei 15 kilowatt.
OHB avrà la responsabilità delle piattaforme satellitari, mentre SES progetterà e realizzerà i payload MEO ed effettuerà le attività di assemblaggio, integrazione e test nelle proprie strutture in Lussemburgo.
Si tratta di un elemento centrale dell’architettura multi-orbita scelta per il programma europeo. La configurazione definita dopo la revisione Rendez-vous 1 comprende complessivamente 348 satelliti: 330 in orbita terrestre bassa (LEO) e 18 in MEO. La Commissione europea indica inoltre la possibilità di aggiungere elementi opzionali destinati a missioni specifiche.
La ripartizione delle responsabilità riflette la struttura del consorzio SpaceRISE, formato da SES, Eutelsat e Hispasat. SES guida il segmento MEO, Eutelsat quello LEO, mentre Hispasat è responsabile del segmento governativo terrestre, comprendente infrastrutture di antenna, sistemi di controllo e connettività della rete di terra.
Per SES, la commessa a OHB si colloca inoltre all’interno di un impegno finanziario più ampio. Dopo il completamento della revisione Rendez-vous 1, l’operatore ha indicato un investimento atteso fino a 1,35 miliardi di euro per il proprio segmento MEO, confermando il deployment dei 18 satelliti e l’obiettivo dell’entrata in servizio nel 2030.
Secondo Xavier Bertran, Chief Product and Innovation Officer di SES, il contratto costituisce un passaggio importante verso la realizzazione della nuova infrastruttura europea di comunicazioni sicure e resilienti.
SES has awarded OHB a contract worth almost €1 billion to develop and build 18 satellite platforms for the MEO segment of Europe’s IRIS2 constellation.https://t.co/aCrIENe9p8
— Andrew Parsonson (@AndrewParsonson) August 31, 2026
Dall’accordo di implementazione alle commesse industriali
All’inizio di agosto 2026, Commissione europea e SpaceRISE hanno concluso i negoziati e sottoscritto l’accordo di implementazione che ha portato IRIS² dalla pianificazione al deployment su larga scala. L’intesa ha consolidato l’architettura a 348 satelliti e il percorso relativo allo sviluppo e dispiegamento della costellazione, all’acquisizione dei servizi di lancio, alla realizzazione del segmento di terra sicuro e alla successiva erogazione dei servizi di connettività.
Il contratto OHB arriva meno di un mese dopo e, secondo la società tedesca, costituisce il primo grande contratto assegnato nell’ambito della concessione IRIS². È questa sequenza a conferirgli un peso industriale particolare: dopo anni nei quali il programma è stato soprattutto oggetto di definizione istituzionale, finanziaria e architetturale, iniziano a essere allocati ordini di produzione di dimensione significativa.
OHB non entra peraltro nel programma soltanto con questa commessa. L’azienda indica di essere stata fin dall’inizio partner tecnologico di SpaceRISE e componente del suo core team industriale. L’assegnazione delle piattaforme MEO trasforma però quella partecipazione in una responsabilità manifatturiera definita su uno degli elementi principali dell’infrastruttura orbitale.
La dimensione del contratto è significativa anche se rapportata alla scala attuale delle attività del gruppo. Alla fine del primo semestre 2026, OHB riportava un portafoglio ordini di circa 3,3 miliardi di euro. La commessa IRIS², del valore prossimo al miliardo, rappresenta dunque un ordine di peso rilevante rispetto al backlog comunicato dall’azienda prima dell’assegnazione.
IRIS² prende forma come infrastruttura e politica industriale europea
L’avvio delle grandi commesse consente di osservare IRIS² anche da una prospettiva di Space Economy. Il programma non riguarda soltanto la disponibilità futura di capacità satellitare sicura: la sua implementazione comporta l’attivazione di una filiera che comprende piattaforme, payload, segmento di terra, infrastrutture di controllo, servizi di lancio e successiva gestione della connettività.
La commessa a OHB mostra uno dei primi effetti concreti di questo processo. Un investimento istituzionale e privato concepito per rafforzare la resilienza delle comunicazioni europee comincia a trasformarsi in domanda industriale per capacità di progettazione e produzione satellitare nel continente.
La componente MEO ha inoltre una rilevanza specifica nell’impostazione multi-orbita del sistema. Secondo OHB, la combinazione tra orbite basse e medie permette di perseguire copertura globale con un numero di satelliti inferiore rispetto a una configurazione esclusivamente LEO, mantenendo al tempo stesso latenze contenute. A questa infrastruttura orbitale si aggiungerà un segmento terrestre dedicato e protetto secondo standard europei.
È in questo quadro che IRIS² assume una funzione più ampia nella politica spaziale dell’Unione. La Commissione europea lo considera un’infrastruttura destinata a fornire connettività sicura agli Stati membri e alle autorità governative, oltre a servizi commerciali, con applicazioni che comprendono la protezione delle infrastrutture critiche e la disponibilità di connessioni in aree di interesse strategico.
Per OHB, l’ordine rafforza inoltre una presenza già costruita nei grandi programmi spaziali europei. Secondo il CEO Marco Fuchs, dopo il contributo dell’azienda a Galileo e Copernicus, la commessa IRIS² rafforza ulteriormente il ruolo di OHB nelle infrastrutture satellitari strategiche europee.
Il calendario resta tuttavia un elemento da distinguere con attenzione. I primi satelliti della costellazione IRIS² sono previsti al lancio nel 2029, mentre i primi servizi sono programmati dal 2030. Le informazioni disponibili non specificano però quando saranno lanciati i primi satelliti MEO costruiti sulle piattaforme OHB, né se faranno parte del primo gruppo destinato all’orbita nel 2029.
La rilevanza della commessa risiede quindi soprattutto nel passaggio che certifica: IRIS² sta iniziando a trasformare la propria architettura in contratti industriali, capacità produttiva e hardware. Per la Space Economy europea, l’assegnazione delle 18 piattaforme MEO offre una prima indicazione concreta di come una delle maggiori infrastrutture spaziali dell’Unione comincerà a tradursi in attività lungo la filiera industriale del continente.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










