
L’accesso orbitale dall’Europa continentale aggiunge un nuovo tassello industriale con i lanci Alpha da Esrange. SSC Space ha sottoscritto con Firefly Aerospace un accordo per due missioni dal centro spaziale svedese, previste non prima del 2028.
L’annuncio è stato diffuso il 9 settembre da Firefly Aerospace anche attraverso il proprio account su X, dove l’azienda statunitense ha sintetizzato l’obiettivo dell’intesa nella disponibilità di capacità regolari di lancio orbitale direttamente dall’Europa continentale. Il comunicato pubblicato contestualmente dalle società chiarisce però un elemento industriale ulteriore: SSC Space ha acquisito l’intera capacità di carico utile prevista dall’accordo e potrà assegnarla ai propri clienti governativi e commerciali.
Non si tratta quindi soltanto dell’arrivo di un nuovo lanciatore a Esrange. L’accordo collega in uno stesso modello operativo uno spazioporto europeo, un vettore statunitense e una domanda composta sia da istituzioni sia da imprese. Per SSC significa poter utilizzare l’infrastruttura svedese non solo come base di lancio, ma anche come piattaforma attraverso cui organizzare e distribuire capacità di accesso all’orbita.
I lanci Alpha da Esrange uniscono domanda istituzionale e commerciale
Il modello commerciale delineato dall’accordo attribuisce a SSC Space un ruolo centrale. Avendo assicurato la piena capacità payload dei due voli, l’operatore svedese potrà distribuire lo spazio disponibile tra missioni governative e payload commerciali, offrendo anche opportunità rideshare al mercato satellitare europeo.
È un passaggio rilevante per l’economia di un nuovo spazioporto orbitale. Alla disponibilità dell’infrastruttura deve infatti corrispondere una domanda sufficiente a sostenere le missioni. In questo caso, la componente istituzionale e quella commerciale confluiscono nello stesso accordo: i voli sono destinati anche a clienti della sicurezza nazionale svedese, mentre la capacità residua potrà essere assegnata a operatori commerciali.
Firefly inserisce questa impostazione nel proprio modello definito “launch as a franchise”, attraverso il quale punta a operare Alpha da siti differenti. Secondo Jason Kim, CEO di Firefly Aerospace, l’accordo rappresenta una conferma della domanda dei clienti europei per capacità di lancio orbitale direttamente dall’Europa continentale. Nella stessa dichiarazione, Kim collega la diversificazione geografica dei siti di lancio alle esigenze di missioni spaziali resilienti e responsive per gli Stati Uniti e gli alleati NATO.
L’accordo arriva inoltre quando una parte significativa dell’infrastruttura necessaria per le operazioni di Alpha è già stata realizzata. Al Launch Complex 3C di Esrange risultano completati il centro di controllo del lancio, la struttura per il processing dei payload, l’edificio per l’integrazione del vettore, i sistemi di tracking e controllo e le strutture dedicate alla sicurezza e allo stoccaggio. Le due società stanno ora procedendo con la costruzione finale della piattaforma di lancio.
Sul piano regolatorio, Firefly e SSC riferiscono inoltre di avere definito i framework transatlantici necessari alla collaborazione. Il passaggio è particolarmente rilevante perché l’impiego dalla Svezia di un sistema di lancio sviluppato negli Stati Uniti richiede che infrastruttura, tecnologia e quadro autorizzativo possano operare all’interno di un modello transfrontaliero.
From Sweden to orbit.
— Firefly Aerospace (@FireflySpace) September 9, 2026
SSC Space signed on for two Alpha launches from Esrange Space Center in Sweden, targeted to launch in 2028.
These missions, serving Swedish national defense and commercial customers, are part of a long-term, multi-launch partnership with @SSCspace,…
Esrange punta a diventare un nodo dell’accesso orbitale continentale
Per Esrange Space Center, l’intesa contribuisce alla trasformazione di un’infrastruttura con una lunga esperienza nelle attività spaziali suborbitali e nei servizi satellitari in un sito destinato anche ai lanci orbitali. SSC considera proprio questa capacità uno degli elementi attraverso cui rafforzare il ruolo dello spazioporto svedese nel mercato europeo dei servizi di lancio.
La dimensione commerciale si intreccia con quella della sicurezza. Charlotta Sund, CEO e Group President di SSC Space, ha definito l’accordo parte delle capacità spaziali transatlantiche sviluppate con Firefly, sostenendo che l’aggiunta di una capacità di lancio orbitale nell’Europa continentale può aumentare la competitività commerciale del continente e contribuire alla resilienza e all’autonomia strategica nel settore della difesa.
Sono obiettivi dichiarati dalle aziende e non risultati già acquisiti. I due lanci sono infatti programmati non prima del 2028, mentre la costruzione del pad non è ancora completata. Non sono stati inoltre comunicati il valore economico del contratto, le date esatte delle missioni, i manifest dei payload o l’identità dei clienti che utilizzeranno la capacità acquistata da SSC.
La distinzione è importante anche sotto il profilo della politica spaziale. L’accordo amplia la prospettiva di accesso all’orbita dal territorio europeo, ma il vettore Alpha rimane un sistema statunitense sviluppato da Firefly Aerospace. La capacità che SSC sta costruendo a Esrange non equivale quindi, da sola, a una maggiore autonomia tecnologica europea nei lanciatori.
Il suo significato industriale risiede piuttosto nella diversificazione delle opzioni disponibili. Se il programma procederà secondo le tempistiche indicate, Esrange potrà mettere a disposizione del mercato europeo una combinazione di infrastruttura locale, capacità di lancio statunitense e aggregazione della domanda istituzionale e commerciale. È su questa integrazione che si misura la portata dell’accordo: trasformare uno spazioporto europeo in un nodo operativo di una catena di accesso allo spazio transatlantica, con applicazioni che attraversano mercato commerciale e sicurezza nazionale.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










