Sentinel verso i test di volo del 2027: completati assemblaggio e Design Review

LGM-35A Sentinel assemblato verticalmente sulla piattaforma di prova a Vandenberg Space Force Base
Northrop Grumman e la U.S. Air Force hanno assemblato il primo missile LGM-35A Sentinel completamente integrato in configurazione verticale sulla piattaforma di prova di Vandenberg Space Force Base, nell’ambito della dimostrazione Pathfinder del programma. Foto: courtesy Northrop Grumman/U.S. Air Force.

Il programma LGM-35A Sentinel compie un nuovo passo verso la campagna di test in volo. Northrop Grumman e la U.S. Air Force hanno completato a Vandenberg Space Force Base, in California, l’integrazione verticale di un missile inerte, mentre il 719th Test Squadron ha concluso la Critical Design Review (CDR) relativa al primo flight test. Due attività parallele che segnano il passaggio dalla verifica dei singoli elementi alla preparazione di un sistema fisicamente integrato.

È questo il principale significato industriale della milestone annunciata il 14 settembre da Northrop Grumman su X: il programma destinato a sostituire il Minuteman III sta progressivamente trasferendo sul campo quanto sviluppato attraverso progettazione digitale, qualificazione dei sottosistemi e attività di riduzione del rischio.

La rilevanza del risultato va però letta anche alla luce della complessità del programma. Sentinel non riguarda soltanto lo sviluppo di un nuovo missile balistico intercontinentale, ma la modernizzazione dell’intera componente terrestre della deterrenza nucleare statunitense, comprendendo sistemi di lancio, comando e controllo e una vasta infrastruttura distribuita sul territorio degli Stati Uniti.

A Vandenberg quattro mesi di test sull’integrazione del missile

L’attività condotta a Vandenberg Space Force Base ha concluso una campagna di test durata quattro mesi. L’obiettivo era verificare la possibilità di riunire sul test pad, in un’unica configurazione verticale, gli stadi del missile, gli elementi propulsivi, lo shroud e gli altri sottosistemi.

Il valore della prova non risiede soltanto nello stacking. L’operazione ha permesso di verificare anche segmenti della catena logistica e delle procedure necessarie alla gestione del sistema: dal trasporto dei componenti attraverso gli Stati Uniti alle movimentazioni specializzate, fino alle operazioni con gru e ai controlli delle interfacce una volta raggiunta la configurazione integrata.

Secondo la U.S. Air Force, la campagna ha quindi consentito di verificare contemporaneamente baseline tecniche, processi logistici e capacità operative necessarie per sostenere la successiva fase di sviluppo.

Il missile utilizzato è inerte. La distinzione è importante: non si tratta ancora di un test di volo né della validazione definitiva del sistema, ma di un’attività Pathfinder destinata a ridurre i rischi prima dell’avvio delle prove dinamiche.

La milestone rappresenta comunque un cambio di scala rispetto ai test condotti sui singoli elementi. Nel corso dello sviluppo sono stati provati i diversi stadi propulsivi e il post-boost propulsion system; con l’integrazione verticale, questi progressi convergono per la prima volta nelle procedure necessarie a gestire il missile come sistema completo.

LGM-35A Sentinel, dai flight test del 2027 alla ristrutturazione del programma

Parallelamente alle operazioni sul pad, il 719th Test Squadron dell’Air Force Test Center ha completato la Critical Design Review relativa al primo flight test. La revisione ha verificato che la maturità del progetto e le prove effettuate sull’hardware soddisfino i requisiti previsti in materia di prestazioni, sicurezza e mission assurance.

È probabilmente questo il passaggio più significativo sotto il profilo programmatico. Assemblare fisicamente il missile dimostra la capacità di integrare hardware e procedure; completare la revisione del test significa invece verificare che il programma disponga degli elementi necessari per avanzare verso la fase successiva.

Il generale Dale White, responsabile dei Critical Major Weapon Systems, ha sottolineato come Sentinel abbia ormai superato la dimensione concettuale e progettuale, diventando un sistema fisico pienamente integrato e più vicino alla fase dei test in volo.

La strategia di test è stata nel frattempo modificata. Secondo il Government Accountability Office (GAO), il programma ha adottato un percorso che punta a iniziare prima le prove e ad acquisire dati sul comportamento del sistema attraverso una sequenza incrementale. I primi cinque voli sono ora previsti da una piattaforma sopra il livello del terreno, a partire dal 2027, mentre il primo lancio da silo è pianificato successivamente.

La distinzione è rilevante anche per interpretare correttamente la tempistica del programma. In precedenza il primo volo Sentinel era associato a un lancio da silo previsto nel 2028; la nuova impostazione anticipa l’avvio della campagna attraverso test da pad, senza rendere direttamente confrontabili le due milestone.

Il progresso tecnico arriva, tuttavia, in una fase particolarmente delicata per Sentinel. Nel gennaio 2024 il programma aveva superato le soglie di costo previste dalla normativa Nunn-McCurdy, avviando una revisione formale del Dipartimento della Difesa. Nel luglio dello stesso anno il programma era stato certificato per proseguire, ma la precedente approvazione Milestone B era stata revocata e alla U.S. Air Force era stato richiesto di ristrutturarlo.

La revisione aveva stimato in 140,9 miliardi di dollari il costo complessivo di acquisizione del programma modificato, circa l’81% in più rispetto alla stima elaborata in occasione della precedente Milestone B del 2020. Una parte rilevante dell’incremento era stata ricondotta non al missile in sé, ma al segmento di comando e lancio: strutture, centri di lancio e attività necessarie alla conversione dall’attuale architettura Minuteman III.

Questo elemento aiuta a comprendere perché le milestone di integrazione abbiano un peso che va oltre la singola prova tecnica. Sentinel è un programma nel quale missile, infrastrutture, logistica e sistemi di comando devono avanzare secondo una sequenza coordinata. La maturità dell’air vehicle rappresenta dunque una componente essenziale, ma non sufficiente, della modernizzazione complessiva.

Nel 2026 la U.S. Air Force ha indicato l’obiettivo di completare la ristrutturazione del programma, mentre la nuova decisione Milestone B è prevista nell’anno fiscale 2027.

Nel frattempo le attività tecniche sono proseguite: dai test dei propulsori alla costruzione del prototipo di un nuovo silo a Promontory, nello Utah, fino alle infrastrutture destinate alla futura campagna di volo a Vandenberg.

Anche il GAO continua tuttavia a richiamare l’attenzione sui rischi del programma. Le stime definitive di costo e calendario rimangono legate al completamento della ristrutturazione e alla definizione della nuova baseline. La milestone annunciata da Northrop Grumman certifica quindi un avanzamento tecnico concreto, ma non elimina le criticità programmatiche che hanno accompagnato Sentinel negli ultimi anni.

È proprio questa doppia dimensione a rendere significativo il passaggio di Vandenberg. Da una parte, un programma sottoposto a profonda revisione dei costi, dell’acquisizione e delle infrastrutture; dall’altra, un hardware che procede verso livelli crescenti di integrazione e verso i primi test da pad programmati dal 2027.

Per l’industria aerospaziale, Sentinel costituisce inoltre un banco di prova per l’integrazione tra digital engineering, propulsione solida, sistemi di guida, infrastrutture terrestri, logistica e command and control all’interno di un unico programma strategico. Il completamento dello stacking e della Critical Design Review non chiude questa fase di sviluppo: ne sposta il baricentro verso la verifica in volo, dove le soluzioni finora validate separatamente dovranno dimostrare di funzionare come sistema.

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Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.