Leonardo digitalizza la produzione spaziale a Nerviano: dati e AI per aumentare i volumi

Team in abbigliamento protettivo nell'area di produzione spaziale di Leonardo a Nerviano
Il sito Leonardo di Nerviano, nell’area milanese, è interessato dal programma DPSN per la digitalizzazione dei processi della produzione spaziale. Credito: Leonardo Space su X

La produzione spaziale richiede fabbriche capaci non soltanto di realizzare più hardware, ma anche di governare processi industriali sempre più complessi attraverso dati e infrastrutture digitali. È in questa direzione che si colloca il completamento della prima fase del DPSN – Digitalizzazione Produzione Spazio Nerviano, il programma con cui Leonardo sta trasformando i processi produttivi del sito di Nerviano, nell’area milanese.

L’annuncio, diffuso il 25 settembre da Leonardo Space, lega esplicitamente l’iniziativa alla necessità di sostenere volumi produttivi crescenti, rafforzando al tempo stesso gestione e competitività delle linee dello stabilimento. Il modello indicato dall’azienda è quello di un ecosistema manifatturiero più connesso, integrato e basato sui dati.

Il passaggio è rilevante perché porta la digitalizzazione direttamente dentro la capacità produttiva dell’industria spaziale. Il DPSN non viene presentato come un progetto informatico separato dalla fabbrica, ma come uno strumento per accompagnarne l’evoluzione industriale.

Produzione spaziale a Nerviano, la digitalizzazione entra nelle linee industriali

Il perimetro indicato da Leonardo comprende le linee dedicate alla produzione di schede elettroniche e orologi atomici e, guardando alle successive evoluzioni, i pannelli solari per applicazioni spaziali. Si tratta quindi di una trasformazione che interessa produzioni destinate a componenti e sottosistemi della filiera upstream.

Nerviano occupa già un ruolo specifico nelle capacità spaziali di Leonardo. Lo stabilimento realizza, tra le altre tecnologie, gli orologi atomici utilizzati per la navigazione satellitare. Per la seconda generazione di Galileo, Leonardo ha ottenuto dall’ESA un contratto per la fornitura dei Passive Hydrogen Maser e ha previsto un incremento della capacità dell’area produttiva dedicata, con nuovi spazi e infrastrutture per test e integrazione delle schede elettroniche.

La trasformazione digitale si inserisce dunque in un percorso industriale più ampio. Già nel 2022 Leonardo indicava Nerviano tra i siti interessati dall’evoluzione verso modelli di digital manufacturing, segnalando in particolare l’automazione della linea destinata ai pannelli solari spaziali. Nello stesso piano, l’azienda associava il modello di “Factory of the Future” a sistemi Industry 4.0, robotica, nuovi sistemi IT, maggiore tracciabilità dei flussi e automazione dei processi.

Il DPSN aggiunge a questo percorso una dimensione ulteriore: l’integrazione dei dati produttivi come elemento per gestire l’aumento dei volumi senza separare capacità, controllo dei processi e qualità.

Data lake, AI e fabbriche connesse: verso il federated manufacturing

È su questo punto che le dichiarazioni di Massimo Comparini, Managing Director di Leonardo Space, definiscono la portata strategica del programma. Secondo Comparini, l’infrastruttura digitale è fondamentale per le fabbriche attuali e future, mentre data lake e intelligenza artificiale permettono di conoscere più precisamente cosa viene prodotto e come viene prodotto, con l’obiettivo di raggiungere livelli sempre più elevati di qualità.

Il dato industrialmente significativo non è quindi la semplice introduzione dell’AI in fabbrica. È la costruzione di un’infrastruttura nella quale informazioni provenienti dalla produzione possano contribuire a una conoscenza più dettagliata dei processi.

Per il settore spaziale, questa impostazione assume particolare rilievo perché riguarda produzioni ad alta specializzazione. Gli orologi atomici ne offrono un esempio concreto: Leonardo produce a Nerviano i Passive Hydrogen Maser destinati a Galileo, tecnologie nelle quali precisione e affidabilità sono direttamente collegate alle prestazioni del sistema europeo di navigazione satellitare.

La prima fase del DPSN, tuttavia, non consente ancora di quantificare gli effetti della trasformazione. Leonardo non ha indicato nell’annuncio valori dell’investimento, incrementi percentuali della capacità, miglioramenti dei tempi produttivi o indicatori misurabili sulla qualità. La milestone va quindi letta come avanzamento del programma industriale, non come dimostrazione già quantificata dei suoi risultati economici o produttivi.

Il passaggio con le implicazioni più ampie riguarda però il collegamento tra le fabbriche. Comparini ha indicato la connessione digitale degli stabilimenti come condizione essenziale per sviluppare un nuovo livello di federated manufacturing capability.

È un concetto che sposta il perimetro della trasformazione dal singolo sito alla rete industriale. Nelle dichiarazioni diffuse da Leonardo non vengono precisate l’architettura di questo modello, le fabbriche coinvolte o le modalità con cui le diverse capacità produttive potranno essere coordinate. Il riferimento segnala però la direzione industriale perseguita: utilizzare l’infrastruttura digitale anche per aumentare il grado di integrazione tra le Space Factories.

Per la Space Economy il tema è centrale. L’aumento dei volumi non dipende esclusivamente dall’aggiunta di linee, macchinari o superficie produttiva. Richiede anche la capacità di coordinare risorse, informazioni e processi mantenendo sotto controllo qualità e complessità industriale.

È in questa prospettiva che la prima fase del DPSN assume un significato più ampio rispetto alla digitalizzazione di Nerviano. La milestone mostra come, nella strategia industriale dichiarata da Leonardo, dati, AI e connessione delle fabbriche stiano diventando parte dell’infrastruttura necessaria a sostenere la crescita della manifattura spaziale. Il banco di prova delle fasi successive sarà tradurre questa infrastruttura in risultati industriali misurabili, sui quali l’annuncio attuale non fornisce ancora dati.

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Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.