NASA include New Glenn 9×4: il lanciatore di Blue Origin entra nel contratto NLS II

Logo della NASA, che ha incluso New Glenn 9×4 nel contratto Launch Services II
La NASA ha incluso New Glenn 9×4 di Blue Origin nel contratto NASA Launch Services II, ampliando le opzioni disponibili per future acquisizioni di servizi di lancio. Credito: NASA

L’ingresso di New Glenn 9×4 nel contratto NASA Launch Services II (NLS II) amplia il perimetro industriale entro cui Blue Origin potrà competere per le future missioni dell’agenzia statunitense. La NASA ha aggiunto il nuovo servizio di lancio attraverso la clausola di on-ramp prevista dal contratto, rendendolo disponibile al Launch Services Program Office per eventuali missioni future.

L’annuncio del 29 settembre non equivale quindi all’assegnazione di un lancio specifico a Blue Origin. Il passaggio è però rilevante sul piano industriale: inserisce la nuova configurazione di New Glenn nel meccanismo attraverso il quale la NASA acquisisce servizi commerciali di lancio e mantiene una pluralità di vettori tra cui scegliere in funzione delle esigenze delle proprie missioni.

Blue Origin era già presente nel perimetro NLS II con New Glenn. L’atto annunciato il 29 settembre riguarda specificamente il servizio New Glenn 9×4, che viene aggiunto alle opzioni disponibili al Launch Services Program per future missioni.

New Glenn 9×4 entra nel sistema di acquisizione dei lanci NASA

Il NLS II è strutturato come un contratto multiple-award, indefinite-delivery/indefinite-quantity: non attribuisce automaticamente missioni ai fornitori ammessi, ma costituisce il quadro attraverso il quale possono essere acquisiti successivamente specifici servizi di lancio. L’attuale periodo per l’emissione degli ordini si estende fino a giugno 2030, mentre la durata complessiva del contratto arriva a dicembre 2032.

La clausola di on-ramp è uno degli elementi industrialmente più significativi del modello. Ogni anno consente a nuovi operatori di concorrere per l’accesso al contratto e permette ai fornitori già presenti di introdurre veicoli o servizi di lancio non ancora compresi nei rispettivi accordi. È questo secondo meccanismo che consente ora alla configurazione 9×4 di New Glenn di entrare nel portafoglio disponibile alla NASA.

L’impostazione risponde alla strategia di mixed fleet del Launch Services Program: mantenere differenti vettori commerciali disponibili e selezionare il servizio in relazione ai requisiti della singola missione, preservando al tempo stesso la competizione tra fornitori. Per la NASA, NLS II rappresenta inoltre il principale strumento di acquisizione dei servizi di lancio gestiti dall’agenzia per missioni con bassa tolleranza al rischio, con livelli di mission assurance e supervisione tecnica più elevati.

Il portafoglio si sta evolvendo insieme al mercato americano dei lanciatori. Nel marzo 2025 la NASA aveva aggiunto Starship all’offerta NLS II di SpaceX, accanto a Falcon 9 e Falcon Heavy; il 9 settembre 2026 ha inoltre ammesso Terran R di Relativity Space attraverso la stessa clausola di on-ramp. L’aggiunta di New Glenn 9×4 si colloca dunque in un processo più ampio di aggiornamento della base industriale alla quale l’agenzia può rivolgersi per le missioni future.

New Glenn 9×4 amplia la presenza industriale di Blue Origin

L’inserimento nel NLS II arriva mentre Blue Origin sta sviluppando infrastrutture dedicate proprio alla nuova configurazione. Ad agosto la società ha annunciato l’avvio della costruzione del Launch Complex 36B (LC-36B) alla Cape Canaveral Space Force Station, destinato alle operazioni di New Glenn 9×4. Il LC-36A rimane invece associato alla configurazione New Glenn 7×2.

Il progetto comprende anche una nuova Vertical Integration Facility per il 9×4 e una Payload Processing Facility destinata a supportare entrambe le varianti di New Glenn e operatori del programma statunitense National Security Space Launch. L’espansione infrastrutturale e l’ingresso della nuova configurazione nel NLS II procedono quindi su due piani distinti ma complementari: capacità operativa da una parte e accesso al mercato istituzionale dei servizi di lancio dall’altra.

Per Blue Origin, l’effetto immediato dell’atto NASA non è un nuovo ordine, bensì l’ampliamento delle opportunità di competere per quelli futuri. Per l’agenzia, significa invece poter considerare un’ulteriore configurazione nell’ambito di un modello di approvvigionamento costruito per mantenere più opzioni commerciali disponibili.

La portata del contratto va inoltre oltre le sole missioni scientifiche. Secondo la NASA, NLS II supporta gli obiettivi delle direzioni dedicate al volo spaziale umano, alla scienza e alla ricerca e tecnologia; attraverso lo stesso strumento l’agenzia può fornire servizi di lancio anche ad altre amministrazioni federali, tra cui la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).

È in questo quadro che assume significato industriale l’inclusione di New Glenn 9×4. La milestone non certifica da sola quale quota delle future missioni NASA sarà affidata a Blue Origin, né anticipa una specifica assegnazione. Stabilisce però che la nuova configurazione entra formalmente tra le opzioni sulle quali il Launch Services Program potrà fare affidamento: un passaggio necessario perché l’espansione tecnica e infrastrutturale di New Glenn possa tradursi, nel tempo, in nuove opportunità nel mercato istituzionale statunitense dei lanci.

Fonte dati: NASA

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.