IAC 2026, la NASA porta ad Antalya le priorità per esplorazione e cooperazione spaziale

Cerimonia dello IAC 2019 a Washington, precedente edizione del congresso che ospiterà la NASA allo IAC 2026
Artisti di Broadway durante la cerimonia di apertura del 70° International Astronautical Congress, il 21 ottobre 2019 al Walter E. Washington Convention Center di Washington. Fonte: NASA/Joel Kowsky

La NASA allo IAC 2026 porterà ad Antalya un’agenda che concentra alcune delle principali priorità dell’agenzia statunitense: esplorazione umana della Luna e di Marte, Artemis Accords, cooperazione scientifica, rapporto con il settore commerciale e sviluppo di tecnologie destinate alle future missioni. Un programma che rende l’appuntamento non soltanto una vetrina scientifica e tecnologica, ma anche una sede di confronto istituzionale sulle regole e sulle collaborazioni che accompagneranno la nuova fase dell’esplorazione.

La 77ª edizione dello IAC si terrà nella città turca dal 5 al 9 ottobre 2026, organizzata dalla International Astronautical Federation e ospitata quest’anno dalla Turkish Space Agency (TUA). A guidare la delegazione statunitense sarà il vice amministratore della NASA Matt Anderson, impegnato insieme agli altri rappresentanti dell’agenzia in sessioni plenarie, incontri tecnici e appuntamenti con i media.

La composizione del programma permette di leggere quali dossier la NASA intenda mettere maggiormente in evidenza nel confronto con la comunità spaziale internazionale. Al centro rimane Artemis, ma il perimetro si estende alla cooperazione nell’osservazione della Terra, alla manifattura nello spazio, all’intelligenza artificiale per l’esplorazione di Marte e alle scienze biologiche. La presenza del settore commerciale, esplicitamente richiamata dalla NASA tra i temi della partecipazione allo IAC, completa un quadro nel quale programmi pubblici, ricerca e capacità industriali risultano sempre più interdipendenti.

NASA allo IAC 2026: Artemis e Accordi al centro del confronto internazionale

Il programma di Antalya assegna uno spazio significativo all’architettura lunare statunitense. Il 6 ottobre Jeremy Parsons, responsabile del programma Artemis presso la Human Spaceflight Mission Directorate della NASA, parteciperà a una sessione dedicata ai risultati di Artemis II osservati dalla prospettiva industriale. Il giorno successivo l’agenzia prevede inoltre una presentazione dei risultati scientifici lunari preliminari della missione, con la partecipazione dei vertici delle direzioni responsabili del volo umano e della scienza.

La dimensione istituzionale emerge ancora più chiaramente dall’appuntamento dedicato agli Artemis Accords. Il 7 ottobre Anderson terrà una conferenza stampa insieme al maggiore generale Roberto Melgar Sheen, direttore dell’agenzia spaziale peruviana CONIDA. Il dossier assume particolare rilievo nel quadro della progressiva estensione degli Accordi, che la NASA presenta come riferimento per promuovere principi di esplorazione spaziale civile responsabile.

La scelta di affiancare nello stesso congresso il programma Artemis e gli Accordi che ne accompagnano la dimensione internazionale evidenzia due livelli distinti ma collegati dell’azione statunitense. Da una parte c’è l’avanzamento operativo e scientifico dell’esplorazione lunare; dall’altra la costruzione di relazioni tra Stati chiamati a confrontarsi con un ambiente nel quale aumentano missioni, infrastrutture e attività commerciali. Lo IAC offre alla NASA un contesto multilaterale nel quale presentare entrambe le componenti a una platea composta da agenzie, istituzioni, ricerca e industria.

Questa impostazione arriva inoltre in una fase di ulteriore espansione degli Artemis Accords: tra il 21 e il 25 settembre Albania, Croazia, Costa d’Avorio e San Marino hanno aderito agli Accordi, portando a 76 il numero dei Paesi firmatari.

Dalla cooperazione scientifica all’economia spaziale commerciale

L’agenda NASA non si esaurisce nell’esplorazione lunare. Il 5 ottobre, Karen St. Germain, direttrice della Earth Science Division della Science Mission Directorate, interverrà su un nuovo modello di cooperazione per l’osservazione della Terra basato sull’integrazione tra flotte internazionali e commerciali e su tempi più rapidi per lo sviluppo delle missioni. St. Germain parteciperà anche a una sessione dedicata al passaggio dall’osservazione alla capacità decisionale, uno dei nodi nell’utilizzo operativo dei dati satellitari.

Altre sessioni mostrano quanto il perimetro istituzionale della NASA si stia confrontando con tecnologie potenzialmente rilevanti per le future infrastrutture spaziali. Il programma comprende la manifattura nello spazio, con applicazioni indicate nella biotecnologia, nei materiali avanzati e nell’esplorazione umana, e un incontro sulla “Trusted AI on Mars” con Steve Chien, technical fellow e senior research scientist dell’Artificial Intelligence Group del Jet Propulsion Laboratory.

Il 8 ottobre l’attenzione si sposterà invece sulla ricerca biologica, con Lisa Carnell della Science Mission Directorate impegnata in una sessione sugli organ-on-chip nello spazio e sulle possibili applicazioni per la medicina di precisione. Sono ambiti differenti, ma inseriti dalla NASA all’interno della stessa presenza congressuale: un segnale della crescente convergenza fra ricerca fondamentale, capacità tecnologiche e applicazioni che possono coinvolgere anche operatori commerciali.

Per la Space Economy, è proprio questa sovrapposizione a rendere significativa l’agenda di Antalya. Il ruolo di un’agenzia pubblica non si limita alla conduzione delle missioni: comprende la definizione di programmi, relazioni internazionali e modelli di cooperazione entro i quali possono svilupparsi nuove capacità scientifiche e industriali. La NASA stessa indica il sostegno al commercial space sector tra i temi che caratterizzeranno la propria partecipazione al congresso.

Lo IAC 2026 diventa così un punto di osservazione sulle priorità che la NASA intende presentare ai propri interlocutori internazionali. Artemis rimane l’asse più riconoscibile, ma attorno al programma lunare si delinea un’agenda più ampia: cooperazione tra agenzie, principi condivisi per l’esplorazione, integrazione con capacità commerciali e sviluppo di tecnologie destinate a sostenere una presenza umana e robotica sempre più articolata oltre l’orbita terrestre. È in questa combinazione tra programmi operativi e costruzione di partnership che la presenza statunitense ad Antalya assume la sua principale rilevanza istituzionale.

Fonte dati: NASA

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.