Aeronautica Militare, al convegno “Facciamo Sistema” il futuro della difesa aerospaziale fino al 2044

Videomessaggio del ministro Guido Crosetto proiettato durante il convegno Facciamo Sistema davanti al pubblico in sala
Il videomessaggio di saluto del ministro della Difesa Guido Crosetto durante il convegno “Facciamo Sistema”, organizzato dall’Aeronautica Militare a Palazzo Aeronautica, Roma, il 12 ottobre 2026.

L’Aeronautica Militare punta a coinvolgere l’industria aerospaziale fin dalle prime fasi della pianificazione delle capacità di difesa aerea e spaziale fino al 2044. È questa una delle principali indicazioni emerse dal convegno “Facciamo Sistema”, organizzato il 12 ottobre a Roma per rafforzare il confronto tra esigenze operative, sviluppo tecnologico e competenze industriali. L’obiettivo è favorire partenariati strategici capaci di sostenere la preparazione delle future capacità militari.

L’iniziativa, ospitata nell’Auditorium Adriano Visconti di Palazzo Aeronautica, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle Forze Armate, della ricerca e delle principali imprese dell’aerospazio e della difesa. Al centro dei lavori, la definizione di una visione condivisa delle capacità necessarie nei prossimi due decenni, con particolare attenzione al dominio spaziale, all’intelligenza artificiale e all’integrazione dei sistemi.

Promosso in collaborazione scientifica con l’Istituto Affari Internazionali (IAI) e il Centro Studi Militari Aerospaziali (CESMA) dell’Associazione Arma Aeronautica, il convegno ha rappresentato anche una tappa preparatoria dell’Air & Space Power Conference 2027, prevista a Milano il 7 e 8 aprile.

Convegno “Facciamo Sistema”, il ruolo dell’industria nelle capacità di difesa

Il coinvolgimento delle imprese nella definizione delle esigenze di lungo periodo rappresenta uno degli aspetti industrialmente più significativi dell’iniziativa. L’impostazione illustrata dall’Aeronautica Militare mira a mettere in relazione le necessità operative della Difesa con le competenze tecnologiche e produttive del settore aerospaziale, favorendo il dialogo prima della definizione delle future capacità.

Al confronto hanno partecipato rappresentanti di Leonardo, MBDA, ELT Group, Avio Aero, Argotec, D-Orbit, Rheinmetall, Almaviva Group, Almawave Labs, Quantum Ket e Nuclitalia, insieme a organismi come l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’ENEA.

La varietà dei soggetti coinvolti riflette l’ampiezza delle competenze necessarie per affrontare l’evoluzione delle capacità militari: dai sistemi aeronautici alle tecnologie spaziali, dall’elaborazione dei dati all’intelligenza artificiale, fino alle soluzioni energetiche e alla sostenibilità operativa.

Per la filiera industriale, conoscere in anticipo le priorità della Difesa può contribuire a orientare ricerca e sviluppo e a individuare possibili ambiti di cooperazione. Il convegno ha tuttavia delineato indirizzi di pianificazione, senza annunciare nuovi contratti, stanziamenti o programmi industriali specifici.

Ad aprire i lavori è stato un videomessaggio del ministro della Difesa Guido Crosetto. Tra le autorità presenti anche il presidente della Commissione Difesa del Senato, Maurizio Gasparri.

Nel suo intervento introduttivo, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, ha richiamato la necessità di anticipare l’evoluzione delle tecnologie e delle minacce, investire nella formazione e rafforzare il dialogo tra Difesa, industria e mondo accademico.

Riferendosi al Global Combat Air Programme (GCAP), Conserva ha dichiarato: «Il GCAP rappresenta, in questo senso, l’emblema di tale approccio: lavorare insieme all’industria per individuare e sviluppare, nei tempi necessari, le tecnologie in grado di rispondere alle nuove sfide, anticipando il progresso tecnologico e preservando quel vantaggio competitivo essenziale per la nostra sicurezza».

Il programma internazionale per lo sviluppo di un sistema di combattimento aereo di nuova generazione costituisce un riferimento concreto per comprendere il rapporto tra pianificazione militare e capacità industriali. La cooperazione non riguarda soltanto la realizzazione di singole piattaforme, ma anche lo sviluppo e l’integrazione di tecnologie differenti all’interno di sistemi complessi, secondo requisiti operativi di lungo periodo.

Dal dominio spaziale all’intelligenza artificiale, le priorità verso il 2044

La pianificazione illustrata durante il convegno si sviluppa lungo due orizzonti temporali. Il primo riguarda la disponibilità e l’efficienza delle capacità operative esistenti; il secondo affronta le trasformazioni tecnologiche e industriali necessarie per rispondere alle esigenze previste tra il 2035 e il 2044.

La direttrice denominata “Proteggiamo il Presente” ha concentrato l’attenzione sulla prontezza dei sistemi d’arma, sull’addestramento del personale, sulla protezione delle basi e sul contrasto ai sistemi a pilotaggio remoto. Sono ambiti che richiedono continuità nel supporto tecnico, nell’aggiornamento delle dotazioni e nella disponibilità delle competenze operative.

La seconda direttrice, “Pianifichiamo il Futuro”, ha affrontato le esigenze di lungo periodo, includendo la deterrenza, la difesa aerea e missilistica integrata IAMD (Integrated Air and Missile Defence), il dominio spaziale, l’intelligenza artificiale, il supercalcolo, l’autonomia energetica e la sostenibilità operativa.

Per l’industria aerospaziale, l’inclusione dello spazio tra i domini operativi considerati nella pianificazione evidenzia la crescente importanza dell’integrazione tra sistemi aerei, infrastrutture satellitari e tecnologie digitali.

Nel quadro delle capacità di difesa, il dominio spaziale comprende servizi e infrastrutture satellitari a supporto delle comunicazioni, della navigazione e dell’osservazione. La loro integrazione con i sistemi aeronautici e terrestri rappresenta una delle dimensioni tecnologiche rilevanti per lo sviluppo delle future capacità operative.

Anche l’intelligenza artificiale e il supercalcolo assumono rilievo per l’elaborazione di grandi quantità di dati, il supporto ai processi decisionali e l’integrazione di sistemi avanzati. Il comunicato dell’Aeronautica Militare non indica tuttavia specifiche applicazioni da sviluppare né programmi di acquisizione associati a queste tecnologie.

La traduzione delle priorità emerse in opportunità industriali concrete dipenderà dalle successive scelte di programmazione, dalle risorse disponibili e dalla definizione dei requisiti tecnologici e operativi.

Il confronto proseguirà con l’Air & Space Power Conference 2027, in programma a Milano il 7 e 8 aprile, dove saranno approfonditi i temi legati all’evoluzione delle capacità aeree e spaziali.

Per la filiera nazionale dell’aerospazio e della difesa, l’orizzonte al 2044 pone una questione industriale precisa: coordinare i tempi della pianificazione militare con quelli della ricerca, dello sviluppo tecnologico e della produzione. Il percorso delineato dall’Aeronautica Militare individua nella collaborazione anticipata con imprese e ricerca uno degli strumenti per affrontare questa esigenza, senza ancora tradurla in specifici impegni industriali o finanziari.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.