
IRIDE osserva lo Stretto di Gibilterra attraverso i satelliti italiani Eaglet II, mostrando le potenzialità dell’osservazione della Terra per il monitoraggio portuale e del traffico marittimo. La combinazione di sensori ottici e sistemi AIS evidenzia le possibili applicazioni della tecnologia spaziale per la sicurezza della navigazione e l’integrazione tra Space Economy e Blue Economy.
Lo Stretto di Gibilterra, uno dei passaggi strategici della navigazione internazionale tra Mediterraneo e Atlantico, è tra le prime aree osservate dai satelliti Eaglet II del programma italiano IRIDE. L’immagine pubblicata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) il 9 ottobre 2026 mostra la penisola, le infrastrutture portuali, l’aeroporto e numerose navi nelle acque circostanti. Un risultato che documenta le capacità iniziali della nuova costellazione nazionale di osservazione della Terra e richiama l’attenzione sulle sue possibili applicazioni nel monitoraggio marittimo.
Il dato più significativo riguarda la combinazione delle tecnologie disponibili a bordo. I satelliti Eaglet II integrano strumenti ottici e capacità di ricezione e ritrasmissione dei segnali AIS, Automatic Identification System, utilizzati per identificare e seguire i movimenti delle unità navali. L’osservazione della superficie marina e la raccolta di informazioni trasmesse dalle navi costituiscono due funzioni complementari, sulle quali possono essere sviluppati servizi di sorveglianza e analisi del traffico.
È in questa prospettiva che IRIDE assume un significato particolare per l’interconnessione tra Space Economy e Blue Economy: non soltanto un’infrastruttura spaziale nazionale, ma una piattaforma tecnologica dalla quale possono derivare informazioni utilizzabili anche nelle attività economiche e operative del sistema marittimo.
Il programma è di proprietà dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ed è sviluppato dall’ESA con il supporto dell’ASI, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, integrato dal Piano Nazionale Complementare. Comprende diverse costellazioni satellitari, infrastrutture terrestri e servizi digitali destinati a trasformare i dati di osservazione della Terra in prodotti geospaziali per le istituzioni, la ricerca e lo sviluppo economico.
Il 1° ottobre 2026, con il lancio degli ultimi otto satelliti Eaglet II dalla base di Vandenberg, in California, a bordo della missione Transporter-18 di SpaceX, è stato completato il dispiegamento della costellazione. I satelliti Eaglet II in orbita sono così diventati 24, ai quali si aggiungono i 15 della costellazione Hawk for Earth Observation (HEO), portando a 39 il numero complessivo di satelliti IRIDE in orbita a quella data.
Le immagini di Gibilterra sono state acquisite da satelliti Eaglet II lanciati precedentemente e rientrano nelle attività iniziali di verifica delle prestazioni. L’ASI ha precisato l’8 ottobre che la costellazione stava completando la fase di commissioning, preliminare alla piena entrata in servizio. La pubblicazione delle immagini documenta quindi il funzionamento degli strumenti ottici, senza dimostrare di per sé l’esistenza di un servizio continuativo di sorveglianza navale già operativo.
Sensori ottici e AIS: come IRIDE può contribuire al monitoraggio marittimo
La costellazione Eaglet II è stata progettata, sviluppata e integrata da OHB Italia presso la sede di Milano. I satelliti, con una massa di circa 25 chilogrammi ciascuno, sono dotati di sensori ottici per acquisizioni ad alta risoluzione e di sistemi per la raccolta dei segnali AIS. Il Centro di Controllo dell’azienda a Roma gestisce le operazioni satellitari.
Le immagini ottiche consentono di osservare le infrastrutture portuali e le unità navali visibili al momento dell’acquisizione. I segnali AIS forniscono invece informazioni trasmesse dalle navi dotate degli appositi apparati, comprese quelle relative all’identificazione, alla posizione e al movimento, quando correttamente disponibili e ricevute.
L’impiego combinato delle due fonti informative può contribuire alla ricostruzione della situazione marittima e al supporto delle attività di analisi del traffico. Non significa, tuttavia, che ogni nave osservata possa essere automaticamente identificata, né che sia garantita una sorveglianza continua di qualsiasi area. Le immagini ottiche dipendono anche dalle condizioni meteorologiche e di illuminazione, mentre la disponibilità dei dati AIS è legata alla trasmissione e alla ricezione dei segnali.
L’ESA indica il monitoraggio dei porti e la sorveglianza del traffico marittimo tra le possibili applicazioni delle capacità Eaglet II. L’immagine di Gibilterra rappresenta un esempio concreto dell’osservazione satellitare di un’area ad alta intensità di navigazione, ma non costituisce una dimostrazione di fusione operativa tra immagini e AIS né documenta l’utilizzo dei dati da parte delle autorità portuali locali.
Per il settore marittimo, la prospettiva è quella di integrare le informazioni provenienti dall’orbita con i sistemi già utilizzati per la gestione della navigazione e delle infrastrutture. I dati satellitari possono offrire una visione geografica complementare a quella degli strumenti di sorveglianza costiera, soprattutto nelle analisi che richiedono osservazioni su aree estese.
Dai satelliti ai servizi: il valore industriale di IRIDE per la Blue Economy
Il completamento della costellazione Eaglet II rappresenta anche un risultato per la filiera spaziale italiana. Il suo valore industriale, tuttavia, non dipenderà soltanto dal numero di satelliti disponibili, ma dalla capacità di trasformare i dati raccolti in servizi affidabili e utilizzabili.
IRIDE si inserisce in questa evoluzione attraverso un’infrastruttura che collega la componente spaziale ai sistemi terrestri di elaborazione e distribuzione delle informazioni.
Dal 1° luglio 2026, l’ASI ha avviato progressivamente l’accesso ai dati e ai servizi attraverso il Marketplace IRIDE. Il successivo 1° ottobre ha annunciato la disponibilità di 18 servizi geospaziali, articolati in 110 prodotti, destinati inizialmente agli utenti istituzionali. Tra le applicazioni figurano il monitoraggio della qualità delle acque costiere, attraverso indicatori quali clorofilla, solidi sospesi e torbidità, e la sorveglianza di infrastrutture critiche. Si tratta di servizi dell’infrastruttura IRIDE nel suo complesso, alimentati, secondo le applicazioni, da dati provenienti da diverse missioni satellitari, e non di prodotti attribuibili automaticamente a Eaglet II.
Il passaggio dai dati ai servizi coinvolge anche la filiera industriale downstream. La gestione operativa del Service Segment di IRIDE è affidata a Planetek Italia ed e-GEOS, che coordinano i rispettivi raggruppamenti industriali. Partecipano inoltre Also Space, CMCC, SAM scrl, Serco Italia e TeamDev. È una componente del programma che evidenzia il ruolo delle imprese italiane non soltanto nella costruzione dei satelliti, ma anche nella trasformazione delle osservazioni in prodotti informativi destinati agli utilizzatori.
Per il sistema marittimo, le opportunità riguardano soprattutto la possibilità di integrare informazioni satellitari nelle attività di monitoraggio, pianificazione e protezione delle infrastrutture. Autorità pubbliche, operatori portuali e imprese tecnologiche possono rappresentare potenziali utilizzatori di applicazioni sviluppate per queste esigenze, purché le caratteristiche dei servizi rispondano a requisiti operativi verificabili.
La disponibilità di una costellazione nazionale dotata di capacità ottiche e AIS costituisce quindi una risorsa tecnologica, ma non equivale automaticamente all’esistenza di un mercato già consolidato per tutti i servizi ipotizzabili. Frequenza delle acquisizioni, tempi di consegna dei dati, qualità delle informazioni e integrazione con i sistemi esistenti saranno elementi determinanti per valutarne l’effettiva utilità.
L’immagine di Gibilterra mostra così uno dei possibili punti di incontro tra infrastrutture spaziali e attività marittime. Il risultato acquisito è la dimostrazione delle capacità iniziali di osservazione della costellazione; la prospettiva riguarda invece lo sviluppo di servizi capaci di tradurre queste informazioni in strumenti per la sicurezza, la gestione portuale e la conoscenza del traffico navale.
Per l’Italia, la sfida non è soltanto completare l’infrastruttura spaziale, ma valorizzare una filiera che unisce industria satellitare, elaborazione dei dati e applicazioni per l’economia del mare. Saranno gli impieghi operativi documentati, e i benefici misurabili per gli utilizzatori, a determinare il contributo di IRIDE a questa interconnessione.
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".










