
La missione lunare cinese con equipaggio prevista entro il 2030 si baserà su due lanci del razzo Long March-10, sull’assemblaggio operativo dei veicoli in orbita lunare e su una prova preliminare di allunaggio senza astronauti. L’architettura conferma l’approccio graduale della Cina alla conquista della superficie lunare, con una sequenza di verifiche tecnologiche prima del primo sbarco umano nazionale.
A riepilogare il piano è stato Phil Metzger, scienziato ed esperto di esplorazione spaziale, in un post pubblicato su X il 2 novembre 2026. La configurazione prevede il lancio separato della navicella con equipaggio e del modulo di allunaggio, destinati a incontrarsi e agganciarsi in orbita attorno alla Luna. Dei tre astronauti coinvolti, due scenderanno sulla superficie, mentre il terzo resterà a bordo del veicolo orbitale, secondo un’impostazione operativa analoga a quella adottata dalle missioni Apollo.
China’s crewed Moon plan: * two Long March-10 launches, * lander and crew ship dock in lunar orbit, * two of three crew land (like Apollo), * before 2030 after an uncrewed landing rehearsal. https://t.co/4AprEbd0je https://t.co/CfTfXyHyfK
— Phil Metzger (@DrPhiltill) November 2, 2026
Missione lunare cinese: due lanci e un allunaggio di prova prima degli astronauti
Il ricorso a due lanci distingue la missione da un’architettura basata su un unico vettore capace di trasportare contemporaneamente tutti gli elementi necessari allo sbarco. La soluzione richiede però il coordinamento di sistemi differenti e l’esecuzione di manovre di rendez-vous e attracco in orbita lunare, passaggi determinanti per trasferire gli astronauti verso il modulo di discesa.
La prova di allunaggio senza equipaggio, prevista prima della missione abitata, rappresenta un passaggio fondamentale per verificare le operazioni di discesa e atterraggio senza esporre direttamente gli astronauti ai rischi di una prima esecuzione. Il suo completamento costituirà una tappa della campagna di qualificazione, non una garanzia automatica del rispetto della scadenza del 2030.
Sul piano industriale, la missione lunare cinese richiederà l’integrazione di capacità di lancio, navigazione, propulsione, attracco e operazioni sulla superficie. Il successo del programma dipenderà quindi non soltanto dalla disponibilità dei singoli veicoli, ma dalla loro capacità di funzionare come un sistema coordinato. È questa integrazione, insieme alla validazione progressiva delle tecnologie, a rappresentare uno degli aspetti strategici del percorso cinese verso la Luna.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










