
Il discorso del Gen. S.A. Antonio Conserva nuovo Capo di Stato Maggiore Aeronautica Militare italiana in occasione della cerimonia di avvicendamento con il Gen. S.A. Luca Goretti uscente
(Comandante, dia pure il riposo)
Autorità, gentili ospiti, personale dell’Aeronautica Militare, innanzitutto mi inchino di fronte alla Bandiera di Guerra dell’Aeronautica Militare e ai caduti immolatisi per difendere la Patria.
Saluto con profondo rispetto e sincera riconoscenza il Signor Ministro della Difesa, Onorevole Guido Crosetto, e per suo tramite il Governo, per la fiducia accordatami nel deliberare la mia nomina a Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica.
Una carica che assume per me ancora più significato dopo aver avuto l’onore e il privilegio di servire il Paese in qualità di suo Capo di Gabinetto.
Porgo altresì il più cordiale saluto al Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Onorevole Edmondo Cirielli, agli Onorevoli Sottosegretari alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, Onorevole Matteo Perego di Cremnago.
Saluto il Presidente della Commissione Difesa della Camera, Onorevole Antonino Minardo, e gli autorevoli senatori e onorevoli delle Commissioni Difesa di Senato e Camera.
Saluto con deferenza il Presidente del COPASIR, Onorevole Lorenzo Guerini, al quale esprimo la gratitudine per l’opportunità concessami di essere a capo del suo staff al Ministero della Difesa.
Al Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, esprimo un sentito ringraziamento per la fiducia e l’amicizia accordatemi in ogni circostanza.
Comandante, ti assicuro assoluta fedeltà di intenti in pieno spirito di condivisione interforze per il raggiungimento degli obiettivi che vorrai indicarmi.
Saluto il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, l’Ordinario Militare Sua Eccellenza Reverendissima Gianfranco Saba, tutte le autorità religiose, civili e militari, i rappresentanti delle istituzioni, della magistratura militare, i presidenti delle associazioni combattentistiche e d’arma e ONFA.
Un sentito omaggio a tutte le Medaglie d’Oro al Valor Militare oggi rappresentate dal Ten. Col. Gianfranco Paglia, amico di sempre, al Gonfalone di Roma Capitale, decorato anch’esso di Medaglia d’Oro al Valor Militare, ai Gonfaloni della Regione Lazio, della Città Metropolitana di Roma e di Ciampino e ai labari presenti.
Porgo un vivo ringraziamento e un caro saluto ai Capi di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale C.A. Carmine Masiello, della Marina, Ammiraglio Sq. Enrico Credendino, al delegato del Comandante Generale dei Carabinieri, al Segretario Generale della Difesa, Consigliere Fabio Mattei, al Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale C.A. Andrea De Gennaro ed esprimo loro i sensi della mia più alta stima e sincera amicizia.
Un cordiale saluto al Vice Direttore Nazionale degli Armamenti Vicario, Dott.ssa Luisa Riccardi e al Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale C.A. Giovanni Iannucci.
Lavorare con voi, nel corso del mio incarico di Capo di Gabinetto, è stato particolarmente fruttuoso.
Vi ringrazio per l’amicizia che mi avete sempre riservato. Sono certo che lavoreremo ancora meglio, ora che ho il privilegio di guidare l’Aeronautica Militare.
Un caro saluto agli illustri Capi di Stato Maggiore dell’Aeronautica che mi hanno preceduto.
La vostra dedizione e saggia lungimiranza hanno consentito alla Forza Armata di raggiungere obiettivi importanti che hanno forgiato uno strumento aerospaziale tra i migliori al mondo.
Saluto con amicizia gli alti comandanti dell’Aeronautica, il Generale del ruolo delle Armi, i Capi dei Corpi e tutti gli Ufficiali Generali della Forza Armata.
Rivolgo un saluto affettuoso al Presidente Capo dei Sottufficiali e alle organizzazioni sindacali del personale civile.
Un benvenuto particolare ai rappresentanti delle Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari, per la prima volta alla cerimonia di avvicendamento al vertice della Forza Armata.
Un caloroso saluto al personale militare e civile dell’Aeronautica, schierato e collegato in streaming da tutta Italia e dai teatri operativi.
Un pensiero speciale ai nostri colleghi e colleghe che in questo momento stanno affrontando, con i loro cari, la battaglia più difficile.
A voi esprimo la vicinanza mia personale e di tutta la Forza Armata.
Rivolgo a tutti gli Addetti Militari dei Paesi alleati e amici i sensi della mia più alta stima e gratitudine.
Un ringraziamento speciale ai rappresentanti della stampa, delle televisioni e dei social media.
Saluto affettuosamente i colleghi del Corso Borea 4° e tutte le generazioni dei corsi Borea, che sono certo supporteranno questo mio incarico con entusiasmo.
Un saluto speciale, infine, ai colleghi del 21° Gruppo che, nel lontano 1988, hanno contribuito a trasformare un giovane ufficiale in un pilota della caccia.
Permettetemi infine di rivolgermi all’amico Luca, il Generale Goretti, che oggi, nel consegnarmi la guida dell’Aeronautica Militare, mi affida una Forza Armata pronta e capace di affrontare le sfide del futuro.
Luca, a te esprimo la riconoscenza delle donne e degli uomini in azzurro e ti auguro le migliori fortune oltre l’Aeronautica.
Oggi assumo la responsabilità più grande della mia intera carriera di ufficiale: il comando dell’Aeronautica Militare.
37.000 uomini e donne, militari e civili, professionisti motivati ed entusiasti, che quotidianamente assicurano la difesa dei cieli italiani.
Una grande responsabilità, ma al tempo stesso una grande opportunità di servire la Difesa e il Paese, che troverà sostegno nella assoluta fedeltà e totale dedizione del nostro personale.
Quella che ora, almeno apparentemente, sembra una montagna insormontabile, sarà una cima che conquisteremo insieme con l’aiuto di tutti.
Per me sarà un onore e un privilegio condurre questa compagine impareggiabile verso nuovi successi e nuove vette.
L’Aeronautica Militare è la massima espressione del potere aerospaziale, fondata su tecnologia all’avanguardia, professionalità e prontezza del personale, e capacità di fare squadra dentro e fuori dalla Difesa, in ambito nazionale e internazionale.
Nulla è impossibile per questa Forza Armata, anche di fronte all’attuale contesto geopolitico che ci vede molto preoccupati.
La consapevolezza delle capacità esprimibili e della forza del nostro personale ci rassicura sul fatto che questi scenari complessi possano essere affrontati e gestiti, sia pure con grande sforzo e sacrificio.
Gli anni trascorsi sotto la guida del Generale Goretti sono stati anni importanti, forse irripetibili, dove l’Aeronautica è cresciuta ulteriormente, dal punto di vista capacitivo ma anche in termini di reputazione nel mondo.
Lo sforzo logistico, in particolare di quest’ultimo anno, è stato veramente notevole.
Abbiamo volato nei cinque continenti, uno sforzo senza precedenti che ha testato la capacità dell’Aeronautica di proiettare le proprie unità a grandi distanze, ben oltre l’area d’interesse strategico prioritario del Mediterraneo allargato.
Questa capacità di proiezione ha rappresentato un’opportunità senza eguali di individuare i limiti e le criticità che dovremo cercare di colmare nei prossimi anni, consapevoli che la capacità di volare a grandi distanze con una task force multi-missione esige un sostegno logistico di gran lunga superiore rispetto a uno sforzo operativo nelle aree d’interesse nazionale.
Risulta quindi fondamentale capitalizzare le esperienze fatte, in modo da innovare, cioè dotarci di capacità che esprimano un adeguato livello di deterrenza, da esercitare anche nei confronti di attori malevoli lontani, ma capaci di minacciare il nostro Paese e i nostri interessi nazionali, direttamente o indirettamente.
La dissuasione dei nostri potenziali avversari, efficace in Europa per quasi 70 anni, purtroppo non ha funzionato tre anni fa, quando a meno di tre ore di volo da Roma è scoppiato il più sanguinoso conflitto dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi.
La guerra in Europa, l’attacco della Russia all’Ucraina, ha dimostrato che le autocrazie non hanno remore all’uso della forza per raggiungere i propri obiettivi.
Per evitare che questo sanguinoso e devastante conflitto possa ripetersi in futuro, è imperativo dotarsi di una capacità di deterrenza credibile, in grado di assicurare la difesa del Paese e disabilitare le fonti della minaccia, a qualsiasi distanza, impedendo agli attori malevoli di poter operare indisturbati da migliaia di chilometri dalla nostra amata Italia.
In caso contrario, non riusciremo a sopire gli appetiti espansionistici di autocrazie e dittatori, con tremende conseguenze per la nostra economia e la vita dei nostri cittadini.
Questa logica non può ignorare i domini meno tangibili, quasi “invisibili”, come il cyber e lo spazio, sempre più rilevanti nel quotidiano vivere di ogni cittadino e oggi sempre più contesi.
L’Aeronautica Militare, quindi, integrata nello strumento interforze, deve assolutamente mantenere elevati standard addestrativi, affinché le unità operative, di supporto e logistiche, possano garantire l’elevata prontezza delle forze aerospaziali e sostenere uno sforzo operativo prolungato, a media o ad alta intensità.
Ovviamente, la deterrenza deve essere fondata su un giusto equilibrio tra sistemi difensivi e offensivi, completata da una capacità di comando e controllo in grado di gestire la complessità delle operazioni interforze multidominio.
In sintesi, dobbiamo essere in grado di generare effetti per influenzare le scelte altrui.
Da sempre l’Aeronautica Militare ha maturato una significativa capacità di operare assieme alle altre forze aeree alleate.
Tuttavia, l’orientamento statunitense verso l’Indo-Pacifico potrebbe ridurre l’ombrello aerospaziale americano sul nostro territorio.
È quindi indubbia la necessità, per il futuro, di investire nei sistemi di difesa aerea e missilistica integrata, come ci ha ricordato il Ministro Crosetto, affermando che:
“La difesa da possibili attacchi via missilistica è una priorità per chiunque si debba occupare della sicurezza e della difesa di una nazione.”
Il futuro, però, non si basa solo su sistemi d’arma avanzati, ma soprattutto sulla capacità di raccolta e di elaborazione dati, che anche grazie all’intelligenza artificiale si traducono in conoscenza e potere.
Solo chi avrà le informazioni più accurate e tempestive sarà in grado di sconfiggere i propri avversari.
È pertanto necessario investire nella raccolta dati e accrescere le capacità di operare nel dominio cyber, per assicurarsi un vantaggio strategico.
Nelle operazioni, la disponibilità di informazioni accurate e la superiorità nello spettro elettromagnetico saranno fondamentali per agire con rapidità e per adattarsi all’evoluzione della minaccia.
Nei conflitti moderni, la velocità decisionale e la ridondanza della rete di comando e controllo, nonché della catena d’ingaggio di precisione, faranno la differenza per la sopravvivenza delle nostre forze e la capacità di generare effetti.
In questo contesto, lo sviluppo delle tecnologie emergenti potrà aiutarci a preservare la pace.
Gli scenari descritti evidenziano l’importanza del dominio spaziale, naturale estensione del dominio aereo, fondamentale per la raccolta dati e la distribuzione delle informazioni e degli ordini operativi.
L’utilizzo delle infrastrutture spaziali rappresenta un’opportunità e, al tempo stesso, anche una sfida, che non si può ignorare per gli effetti e le ripercussioni sulle operazioni e sulla nostra società.
Lo spazio è un dominio in cui la crescente competizione mondiale impone la necessità di un attento presidio da parte del nostro Paese.
Sensori a lungo raggio di sorveglianza e tracciamento sono le fondamenta su cui costruire le capacità di difesa dalle minacce provenienti dallo spazio.
Non abbiamo più tempo.
Dobbiamo adattarci rapidamente alle minacce emergenti, pena l’irrilevanza o, peggio, la sconfitta.
L’incubo di ogni comandante militare è la sorpresa, ovvero non aver saputo cogliere l’inadeguatezza del proprio dispositivo a fronte di un avversario dinamico e innovativo, negli strumenti e nelle tattiche.
L’altro pericolo, forse il più grave, deriva dalla sottovalutazione dell’avversario, che spesso si traduce in esiti devastanti.
Il compito primario delle Forze Armate è la difesa dello Stato, delle sue istituzioni, dei cittadini, anzitutto preservando la pace attraverso uno strumento militare credibile e capace di influenzare la realtà.
Questa capacità si esprime con qualità, prontezza operativa e sostenibilità logistica delle forze, data da scorte e forze di riserva.
Sono questi gli ingredienti di uno strumento credibile.
Dovremo quindi riflettere sull’importanza di rafforzare il legame tra Forze Armate e industria aerospaziale, navale, terrestre, e tutte le altre aziende ad alta tecnologia, per ottenere ciò che ci serve nei giusti tempi, al momento giusto e al costo giusto.
L’Aeronautica farà tutto quello che è necessario per cercare di ritrovare una collaborazione proficua con la controparte industriale, in stretto e continuo coordinamento con il Direttore Nazionale degli Armamenti e secondo le indicazioni del Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa.
Per l’innovazione e la ricerca di nuove tecnologie sarà fondamentale anche il rapporto con le università, con i centri di ricerca e con gli altri dicasteri e le agenzie governative, secondo le indicazioni impartite dal Gabinetto del Ministro della Difesa.
Ma tutte queste tecnologie nulla potranno, se l’attuale trend di calo delle dotazioni di personale non potrà essere invertito attraverso nuovi reclutamenti, o anche attraverso nuove forme di impiego del personale, adottando nuovi strumenti quali la riserva, che potrebbe coadiuvare le forze di difesa attiva, le attività formative e addestrative, nonché sostenere le attività di supporto logistico.
Quindi, nell’auspicare una possibile crescita degli organici, è indubbio che dobbiamo anche razionalizzare la nostra attuale organizzazione, a livello centrale e di unità, riflettendo sul fatto che dalla riforma delle Forze Armate del 1999 sono passati ben 25 anni e gli scenari internazionali sono profondamente mutati.
Affinché il lavoro di pianificazione e guida degli Stati Maggiori si avvicini sempre più alle esigenze dei reparti operativi, si dovranno superare le attuali logiche di ripartizione di competenze tra gli staff e gli alti comandi, rivalutando anche il corretto bilanciamento tra attività operative, logistiche e attività di supporto industriale.
Questo è un imperativo categorico, perché l’inarrestabile calo del personale a cui stiamo assistendo si traduce in un’alimentazione effettiva di tutti gli enti di rango superiore al 70%.
Se, quindi, non interverremo con decisione nella razionalizzazione, identificando chiaramente ove allocare le migliori competenze, resteremo vittime dell’attuale organizzazione, una sovrastruttura che talvolta rallenta i processi decisionali e non risponde tempestivamente alle esigenze capacitive dei reparti operativi.
In un mondo mutevole e con un’innovazione tecnologica che stravolge il paradigma delle operazioni militari, non possiamo più permetterci lo status quo.
Dobbiamo innovarci e rinnovarci, per essere pronti.
In considerazione delle criticità nel settore del personale militare e civile, sarà fondamentale adottare politiche di gestione oculate, che prestino attenzione particolare a ogni singola persona, di qualsiasi ruolo, ordine e grado, per cercare di impiegare la risorsa umana nel miglior modo possibile, offrendo sì opportunità di crescita professionale ma anche di consolidamento della propria vita familiare, minimizzando, quando possibile, l’impatto dei provvedimenti d’impiego che riguardano le fasce più basse della gerarchia.
Una particolare attenzione dovrà essere infine dedicata alle famiglie con figli, che rappresentano il futuro stesso della Nazione.
Mi avvio alla conclusione del mio intervento proprio soffermandomi sulla famiglia e sui valori che acquisiamo nella nostra famiglia di origine e che poi sviluppiamo e fortifichiamo con il giuramento di fedeltà alla Repubblica entrando a far parte della famiglia della Difesa.
Nel ringraziare voi, personale di ogni ordine e grado, ringrazio le vostre famiglie, che quotidianamente supportano il vostro operato in Italia e all’estero, con piccoli e grandi sacrifici, e che vi consentono di agire con la serenità di chi è consapevole di avere alle spalle un sostegno inesauribile, sempre disponibile.
Le sfide che incontreremo nei prossimi tre anni le affronteremo insieme.
Noi con le nostre famiglie.
Per me il vero privilegio sarà servire al vostro fianco, insieme a voi, per il bene dei nostri figli, delle nostre famiglie e della nostra Patria.
Viva l’Aeronautica Militare
Viva le Forze Armate
Viva l’Italia










