
TORINO – La visita dell’equipaggio di Artemis II allo stabilimento di Thales Alenia Space rappresenta molto più di un momento celebrativo. L’incontro tra gli astronauti rientrati dalla missione lunare e i team che hanno sviluppato l’European Service Module (ESM) di Orion ha evidenziato il ruolo strategico della filiera industriale italiana nel programma internazionale guidato da NASA ed ESA, che mira a riportare gli esseri umani sulla superficie lunare e a preparare le future missioni verso Marte.
Accompagnati dal management del programma Orion e da rappresentanti delle agenzie spaziali americana ed europea, il comandante Reid Wiseman e la mission specialist Christina Koch hanno incontrato ingegneri e tecnici di Thales Alenia Space e una delegazione di Leonardo, riconoscendo il contributo industriale che ha reso possibile la missione.
Durante la visita, tre rappresentanti di Thales Alenia Space, direttamente coinvolti nello sviluppo dell’European Service Module, hanno ricevuto un riconoscimento speciale per il lavoro svolto sul modulo che fornisce a Orion propulsione, energia, controllo termico e sistemi di supporto vitale.
Artemis II mette in evidenza il valore della filiera industriale italiana
L’European Service Module costituisce uno degli elementi tecnologicamente più complessi dell’architettura di Artemis II. Realizzato sotto la responsabilità industriale di Airbus Defence and Space per conto dell’ESA, integra un contributo determinante dell’industria italiana.
Lo stabilimento torinese di Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, ha progettato e realizzato componenti fondamentali del modulo, tra cui la struttura, il sistema di controllo termico con i radiatori e il Consumable Service System, responsabile della distribuzione di acqua, ossigeno e azoto a bordo della capsula. Leonardo, invece, ha fornito i pannelli solari e le unità di gestione e controllo dell’energia installati su tutti i moduli di servizio europei.
Anche Telespazio ha contribuito alla missione attraverso le antenne del Centro Spaziale del Fucino, selezionate dalla NASA per supportare le attività di radiotracciamento durante il volo di Artemis II.
Today we had the privilege of welcoming the extraordinary Artemis II program delegations to Thales Alenia Space in Turin — a truly inspiring moment that brought together the teams shaping humanity’s return to the Moon and deep space. Read the full story: https://t.co/xK4gAYoYp2 pic.twitter.com/qqM8E6JmNG
— Thales Alenia Space (@Thales_Alenia_S) July 16, 2026
Le testimonianze degli astronauti e lo sguardo alle prossime missioni
Nel corso dell’incontro, gli astronauti hanno condiviso con i dipendenti delle aziende italiane l’esperienza vissuta durante il volo e il valore del lavoro svolto a terra.
“Molti ci dicono che abbiamo coraggio, ma il coraggio è quello che fate voi ogni giorno. Voi create i veicoli che ci portano nello spazio e ci riportano a casa salvi. Voi costruite case nello spazio e sappiamo che niente di tutto questo sarebbe possibile senza il talento, l’eccellenza, l’innovazione e la tecnologia italiane.”
Così Christina Koch si è rivolta ai tecnici e agli ingegneri di Thales Alenia Space e Leonardo.
Anche Reid Wiseman ha sottolineato l’affidabilità del veicolo:
“È stato perfetto e voi lo avete reso possibile. Niente è andato storto, meglio di un simulatore e di qualsiasi altra esperienza.”
Per Giampiero Di Paolo, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, il ritorno sulla Luna rappresenta un passaggio fondamentale per l’evoluzione dell’esplorazione spaziale: “La Luna è una base per andare oltre, per continuare a esplorare lo spazio e fare della Terra un posto migliore in cui vivere”.
Sulla stessa linea Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo e presidente del Consiglio di amministrazione di Thales Alenia Space, che ha definito il programma Artemis “un viaggio tecnologico ma anche un sogno”, sottolineando come il sito torinese rappresenti “un’ambasciata del sistema aerospaziale italiano”.
Dall’European Service Module alle future infrastrutture lunari
La visita dell’equipaggio di Artemis II assume un significato che va oltre la missione in corso. Le competenze sviluppate sull’European Service Module costituiscono infatti la base industriale per i prossimi programmi lunari europei.
Nel quadro della cooperazione tra ASI e NASA, Thales Alenia Space è impegnata nella progettazione del Multi-Purpose Habitation (MPH), il primo modulo pressurizzato concepito come rifugio mobile sulla superficie della Luna. Parallelamente, l’azienda svilupperà per l’ESA il modulo di discesa lunare Argonaut, destinato al trasporto di carichi scientifici, logistici e di supporto alle future attività degli astronauti.
L’industria italiana partecipa inoltre al programma Moonlight, guidato da Telespazio, che punta a realizzare un’infrastruttura europea di comunicazione e navigazione per la superficie lunare, elemento destinato a sostenere le future operazioni di esplorazione.
In questo contesto, la visita degli astronauti non rappresenta soltanto un riconoscimento per i risultati raggiunti con Artemis II, ma conferma il ruolo dell’industria italiana come partner strategico nello sviluppo delle tecnologie che sosterranno la presenza umana sulla Luna nei prossimi decenni.
Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.









