Spazio Italia 2.0, a BEX gli Stati Generali della Space Economy puntano su startup e microimprese

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BEX: gli Stati Generali della Space Economy

A Rimini, la quinta tappa di “Spazio Italia 2.0 – Stati Generali della Space Economy” che ha riunito istituzioni, imprese e protagonisti del settore per approfondire il contributo delle nuove realtà alla crescita industriale e tecnologica italiana.

Startup, microimprese e incubatori sono state al centro del quinto appuntamento degli Stati Generali della Space Economy dedicato alle sfide e alle opportunità per le realtà emergenti e al loro contributo alla capacità creativa e innovativa dell’ecosistema industriale e tecnologico nazionale. L’edizione 2026 degli Stati Generali che quest’anno con l’obiettivo di valorizzare i distretti aerospaziali italiani, sta toccando da nord a sud Italia tutti i principali poli legati all’industria aerospaziale è promossa dall’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy (IPSE) e organizzata da Inrete – Relazioni Istituzionali e Comunicazione.

L’incontro si è svolto durante BEX – Beyond Exploration Expo, che dal 23 al 25 settembre ha riunito a Rimini imprese, investitori, centri di ricerca e istituzioni attorno alle applicazioni delle tecnologie spaziali nei diversi settori industriali.

Ad aprire i tavoli di lavoro del quinto appuntamento l’On. Andrea Mascaretti, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy che ha dichiarato:“Dopo aver rafforzato gli strumenti per la nascita delle startup, ci concentriamo sulla loro crescita e sul trasferimento tecnologico dalla ricerca all’impresa.

Abbiamo riunito al tavolo istituzioni, imprese e protagonisti del settore per approfondire il contributo delle startup e delle microimprese alla crescita industriale e tecnologica italiana e individuare gli strumenti capaci di accompagnare le realtà più promettenti della ricerca e dalla sperimentazione fino al mercato. Negli ultimi anni il Governo Meloni ha rafforzato in modo significativo il sostegno alle startup innovative, attraverso incentivi fiscali per chi investe nel capitale di rischio, finanziamenti agevolati, accesso semplificato al Fondo di garanzia per le PMI, strumenti di venture capital, agevolazioni per incubatori e acceleratori, stock option, work for equity e semplificazioni amministrative.

È una base solida sulla quale costruire la fase successiva In un settore strategico e ad alta intensità tecnologica come quello spaziale, ora ci concentriamo sulla crescita rapida delle startup e delle microimprese, accompagnandole nel passaggio dalla sperimentazione alla produzione, dal primo cliente al mercato internazionale e dalla dimensione di startup a quella di scaleup.

L’Italia dispone di università di eccellenza, centri di ricerca, competenze scientifiche riconosciute a livello internazionale e di una filiera spaziale completa. Il nostro lavoro si focalizza su un trasferimento tecnologico sempre più rapido e sistematico dalla ricerca all’impresa, sulla valorizzazione dei brevetti, sulla nascita degli spin-off e su un collegamento ancora più stretto tra università, enti di ricerca, aziende, investitori e istituzioni e serve a favorire  e promuovere l’accesso al capitale destinato alle fasi di crescita, l’incontro tra startup e grandi imprese, l’impiego degli appalti pubblici innovativi e delle sperimentazioni come primo mercato e il sostegno all’internazionalizzazione delle realtà italiane.

Le imprese che operano nei satelliti, nei lanciatori, nell’osservazione della Terra, nelle telecomunicazioni, nella robotica, nei servizi in orbita e nell’esplorazione spaziale sostengono investimenti rilevanti e affrontano una competizione globale che procede a grande velocità; dunque, per noi l’obiettivo è consentire alle migliori startup italiane di diventare grandi imprese, continuando a mantenere nel nostro Paese sede, occupazione qualificata, proprietà intellettuale e capacità produttiva.

La Legge italiana sull’economia dello spazio, la 89/2025, ha definito un quadro organico e ha riconosciuto il ruolo delle startup e delle piccole e medie imprese. Ora ci concentriamo sulla sua attuazione, affinché diventi un ulteriore acceleratore della crescita industriale nazionale. La tappa di Rimini conferma il metodo degli Stati Generali della Space Economy: mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni, ricerca, industria e nuove imprese per costruire proposte concrete. Dalla capacità di trasformare rapidamente conoscenza e ricerca in tecnologie, prodotti, servizi e imprese competitive dipenderà la posizione dell’Italia nelle filiere spaziali internazionali dei prossimi decenni”.

Le realtà emergenti stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella Space Economy, grazie alla capacità di sviluppare soluzioni tecnologiche agili e modelli di business flessibili. Il confronto odierno ha riguardato in particolare il loro contributo allo sviluppo di applicazioni satellitari, servizi a valore aggiunto e nuove catene del valore legate al settore spaziale.

In un contesto caratterizzato da una rapida evoluzione tecnologica e da una crescente competizione internazionale, nel corso dell’appuntamento si è dibattuto inoltre delle condizioni necessarie per rafforzare il supporto alle imprese emergenti, sia in ambito pubblico che privato. Tra gli altri temi affrontati, strumenti finanziari mirati, accesso alle infrastrutture e percorsi di collaborazione tra università, centri di ricerca e grandi imprese per l’innovazione e la crescita.

Quote Istituzionali


On. Beatriz Colombo, membro Intergruppo Parlamentare per la Space Economy ha dichiarato: “Per noi è fondamentale partire dai territori. Penso alla Romagna, a Rimini, alle nostre imprese e alla capacità che questo territorio ha sempre dimostrato di innovare, creare lavoro e confrontarsi con i mercati internazionali.

Gli Stati Generali della Space Economy, di cui faccio parte, potranno rappresentare un momento importante per fare il punto sui risultati raggiunti e, soprattutto, per costruire insieme i prossimi passi. Non voglio che sia semplicemente un appuntamento isolato o una comunicazione di ciò che è stato fatto. Vorrei che fosse un’occasione nella quale il territorio diventi protagonista e possa confrontarsi direttamente con le istituzioni.

Abbiamo visto quanto sia importante il coinvolgimento delle Regioni e di tutti i livelli istituzionali. Quando Governo, amministrazioni territoriali, imprese e categorie economiche collaborano, possiamo trasformare le politiche pubbliche in risultati concreti.”

On. Daniela Dondi, membro Intergruppo Parlamentare per la Space Economy ha dichiarato: “La partecipazione agli Stati Generali della Space Economy – che si sta svolgendo a Rimini – quale componente dell’Integruppo per la Space Economy, è un aspetto fondamentale per tutti gli stakeholder che si occupano di Spazio. Confrontarsi con le start up, microimprese e incubatori ci permette di acquisire informazioni, dati e necessità che, come legislatore, ci aiuta a dare risposte precise”.  Lo Spazio è una sfida importante, già l’Italia è una eccellenza in questo campo ma dobbiamo essere sempre più competitivi in tempi sempre più rapidi. Vogliamo che le Aziende interessate sappiano che siamo al loro fianco per raggiungere insieme grandi risultati e che le grandi sfide si possono vincere”.

Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, ha evidenziato che:
“La scelta di ospitare a Rimini, dentro BEX, la quinta tappa degli Stati Generali della Space Economy non è casuale. Qui si incrociano due eccellenze italiane: la capacità del nostro sistema di fare impresa e innovazione e una filiera nazionale, quella aerospaziale, che è strategica per l’autonomia del Paese e per il futuro del lavoro. Come Emilia-Romagna abbiamo portato il nostro modello: un ecosistema dove università – da Bologna a Forlì, da Modena a Parma -, centri di ricerca, Clust-ER Mech e Innovate, tecnopoli, big data e supercomputing del Tecnopolo di Bologna, e una filiera della meccanica avanzata e dei materiali compositi tra le più forti d’Europa, lavorano insieme per trasformare la ricerca in impresa. Il tema di questa tappa – startup, microimprese e incubatori – è esattamente la sfida che ci riguarda. Non basta sostenere la nascita di nuove realtà. Dobbiamo accompagnarle nel salto più difficile: dalla sperimentazione al mercato. La Legge nazionale 89/2025 sull’economia dello spazio, ha finalmente dato un quadro organico: ora serve attuarla con strumenti concreti: accesso al capitale di rischio per la crescita, appalti pubblici innovativi come primo mercato, collaborazione strutturata tra imprese. L’Emilia-Romagna c’è, con il suo Distretto aerospaziale perché lo spazio non è solo orbita, ma è anche lavoro di qualità, competenze e manifattura che atterrano nei nostri territori”.

Quote Sponsor

Augusto Cramarossa, Head of Strategy Area – ASI ha dichiarato:“ASI sta mettendo in campo diverse misure per favorire l’ulteriore sviluppo della Space Economy nazionale, con particolare attenzione al sostegno alle startup attraverso programmi di incubazione, accelerazione e iniziative di internazionalizzazione. Ora è necessario dare urgente attuazione agli interventi prioritari identificati nel Documento Strategico sulla Politica Spaziale Nazionale, elaborato da ASI e approvato a maggio 2025 dal Comitato Interministeriale per lo spazio e l’aerospazio, per promuovere l’offerta di capitale di rischio a sostegno della crescita imprenditoriale, del consolidamento, dello scaling-up e della crescita delle startup e delle PMI nazionali”.

Laura Ferrero, Lead Business and Development – ALTEC ha dichiarato:“Perché la Space Economy possa continuare a crescere, è necessario creare condizioni sempre più favorevoli affinché startup e microimprese possano entrare nelle filiere industriali e trasformare le proprie idee in soluzioni concrete. È proprio dalla capacità di mettere in relazione competenze diverse che possono nascere nuove innovazioni e opportunità di mercato. In questo contesto, ALTEC opera in collaborazione con PMI e startup, favorendo l’accesso alle filiere, la nascita di partnership e lo sviluppo di soluzioni innovative. Incubatori e programmi di open innovation possono inoltre svolgere un ruolo fondamentale nel costruire ponti tra innovazione e industria e nel trasformare queste connessioni in concrete opportunità di crescita.”

Rosita Scaccia, Aerospace Business Development Manager di RINA ha dichiarato:“In RINA consideriamo l’Open Innovation una leva strategica per creare connessioni tra startup, PMI innovative, grandi industrie, ricerca e investitori. Attraverso la nostra rete internazionale individuiamo competenze e tecnologie emergenti e le accompagniamo dall’idea alla validazione e al mercato. Gli Open Innovation Hub rappresentano la nostra presenza negli ecosistemi dell’innovazione, favorendo formazione, sperimentazione, validazione e co-creazione. La Call4Startup di Roma, con oltre 100 candidature internazionali, è un esempio concreto di questo approccio e ha portato le startup selezionate a sviluppare proof of concept su esigenze industriali reali. Nella Space Economy questo modello è particolarmente importante per facilitare il trasferimento tecnologico e trasformare l’innovazione in concrete opportunità di business”.

Gli Stati Generali della Space Economy – Spazio 2.0 sono realizzati anche grazie al sostegno delle aziende sponsor: Amazon LEO, Argotec, Cassa Depositi e Prestiti, ELT GROUP, Leonardo, Telespazio, Thales Alenia Space Italia, OHB Italia, RINA e dei partner: Pirelli, Fondazione Fiera Milano, Unione Industriali Torino. Apogeo e Inrete Digital sono partner tecnicie Fortune Italia media partner dell’evento. 

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Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.