BEX, il Lombardia Aerospace Cluster punta sulle filiere interconnesse per ampliare la supply chain

Paolo Cerabolini allo stand del Lombardia Aerospace Cluster a BEX dedicato alle filiere interconnesse
Paolo Cerabolini, presidente del Lombardia Aerospace Cluster, allo stand del LAC a BEX – Beyond Exploration Expo.

Ampliare la base industriale dell’aerospazio attraverso filiere interconnesse, capaci di portare nella supply chain competenze maturate in altri comparti manifatturieri. È la direttrice indicata dal Lombardia Aerospace Cluster (LAC) a BEX – Beyond Exploration Expo, dove il sistema produttivo lombardo ha portato al centro del confronto il tema della cross-settorialità e delle opportunità che possono derivare dall’incontro tra aerospace, automotive, medicale, elettronica, tessile tecnico e manifattura avanzata.

La questione riguarda in particolare le Pmi. L’ingresso nella supply chain aerospaziale può consentire alle imprese provenienti da altri settori di diversificare mercati e applicazioni, ma comporta anche il confronto con standard, certificazioni e requisiti di affidabilità particolarmente stringenti. Un percorso che, nella visione del Cluster, può contribuire non soltanto ad ampliare la platea dei potenziali fornitori dell’aerospazio, ma anche ad aumentare la qualificazione industriale delle aziende coinvolte.

«Il futuro dell’aerospazio non si costruisce all’interno di filiere chiuse, ma attraverso ecosistemi capaci di mettere in relazione competenze, tecnologie e culture industriali differenti», ha affermato Paolo Cerabolini, presidente del Lombardia Aerospace Cluster. La Lombardia, ha aggiunto, può partire da «uno dei sistemi manifatturieri più articolati d’Europa» costruendo nuove connessioni attorno a una filiera aerospaziale già consolidata.

Filiere interconnesse, dalle competenze manifatturiere a nuovi fornitori per l’aerospazio

Il Cluster ha sviluppato questa impostazione nella tavola rotonda “Lombardia Aerospace Cluster e le filiere interconnesse”, organizzata nell’ambito di BEX. La partecipazione del LAC alla manifestazione, alla sua prima edizione e dedicata al confronto tra industria spaziale tradizionale e New Space Economy, ha beneficiato del contributo e del sostegno della Camera di Commercio di Varese.

Il punto di partenza è la natura stessa della produzione aerospaziale. Un velivolo, un elicottero o un satellite incorporano competenze provenienti da ambiti industriali diversi: materiali innovativi, elettronica, sensoristica, software, meccanica di precisione, Intelligenza Artificiale, tecnologie medicali, tessuti tecnici e processi produttivi avanzati.

La possibilità di trasferire queste competenze verso l’aerospace, tuttavia, non coincide con un semplice riutilizzo di tecnologie già disponibili. Per un’impresa esterna al settore, diventare parte della catena di fornitura significa adattare prodotti, processi e organizzazione ai requisiti richiesti dall’industria aerospaziale.

«Non si tratta semplicemente di trasferire una tecnologia già esistente da un comparto all’altro. L’ingresso nella supply chain aerospaziale richiede il rispetto di standard, certificazioni e requisiti particolarmente stringenti», ha precisato Cerabolini. Secondo il presidente del Cluster, questo processo può contemporaneamente diventare «una leva di diversificazione, qualificazione e crescita», perché metodi e competenze acquisiti possono essere successivamente applicati anche ai mercati di provenienza.

È in questa dinamica bidirezionale che la cross-settorialità assume una dimensione industriale. L’aerospazio può acquisire tecnologie e capacità sviluppate altrove; le imprese che entrano nella filiera possono, a loro volta, incorporare requisiti, procedure e competenze maturati operando in un settore caratterizzato da elevate esigenze di affidabilità.

Gli esempi presentati a BEX mostrano la varietà delle possibili connessioni. Gavazzi Tessuti Tecnici realizza tessuti tecnici e rinforzi per materiali compositi impiegati anche nell’aerospace, mentre Dallara sviluppa componenti in composito per applicazioni aerospaziali. Sabelt ha trasferito competenze maturate sui temi della leggerezza e della sicurezza anche alla realizzazione di sedili aeronautici.

Sul versante medicale, il Molecular Medicine Department – Center for Health Technology dell’Università degli Studi di Pavia e Cavok hanno illustrato le connessioni possibili nei campi della sensoristica, del monitoraggio e della medicina aeronautica. ITA Defence ha invece presentato la propria esperienza nello sviluppo di componenti e sottosistemi ad alta affidabilità destinati ad applicazioni avioniche e spaziali.

La cross-settorialità come leva per allargare la base industriale

Per il sistema produttivo lombardo, la strategia proposta dal Cluster assume rilievo per la compresenza sul territorio di una filiera aerospace e di un tessuto manifatturiero diversificato. La sfida è individuare quali tecnologie sviluppate fuori dal perimetro aerospaziale possano soddisfare esigenze della filiera e quali imprese abbiano le condizioni per affrontare il percorso necessario alla qualificazione come fornitori.

La prospettiva delineata a BEX riguarda quindi la costruzione di relazioni industriali tra aziende che tradizionalmente operano in mercati differenti, con la possibilità di generare nuovi progetti e ampliare la rete dei fornitori qualificati.

Il Lombardia Aerospace Cluster ha partecipato alla manifestazione con uno stand istituzionale insieme a 16 tra imprese e Università: Angelantoni Test Technologies, AQM, Blu Electronic, Carl Zeiss, Cavok Medical Center, Connex Italiana, Forind Avio Elettronica, Gavazzi Tessuti Tecnici, Grammelot, Intecs Technologies, Italiana Ponti Radio, Laga, MEC3D, Merletti, Tecnottica Consonni e Università degli Studi di Pavia.

La composizione della delegazione riflette l’impostazione portata dal Cluster a BEX: considerare la filiera aerospaziale non come un perimetro industriale isolato, ma come un sistema nel quale l’integrazione di competenze provenienti da settori differenti può tradursi in nuovi fornitori, applicazioni e collaborazioni.

«Se da BEX nasceranno nuovi progetti, nuovi fornitori qualificati e collaborazioni tra imprese che prima appartenevano a mondi separati, avremo trasformato il confronto in valore industriale concreto», ha concluso Cerabolini.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.