Frosini (CIRA) “Per governare la nuova economia dello spazio servono regole comuni”

Tommaso Edoardo Frosini, Presidente del CIRA, durante un intervento sulla Space Economy

RIMINI (ITALPRESS) – La crescita della Space Economy e la moltiplicazione degli operatori e delle infrastrutture orbitali rendono sempre più urgente una governance capace di coniugare sviluppo, sicurezza e responsabilità. È il tema della tavola rotonda “Space law: what actions for a viable scenario?”, promossa dal CIRA – Centro Italiano Ricerche Aerospaziali al BEX di Rimini.

A valle del confronto, il Presidente del CIRA, Tommaso Edoardo Frosini, richiama l’attenzione sulla necessità di regole comuni, chiare e sostenibili anche per le imprese più piccole. “Lo spazio è ormai un’infrastruttura essenziale per comunicazioni, navigazione, osservazione della Terra e sicurezza. Non è più soltanto il terreno delle grandi missioni scientifiche: vi operano Stati, imprese e nuovi investitori. Il diritto deve accompagnare questa trasformazione, non inseguirla. Non si tratta di scegliere tra regole e mercato, ma di costruire regole certe e prevedibili, che tutelino l’interesse pubblico e rendano possibili investimenti e innovazione”.

“La legge italiana n. 89 del 2025 rappresenta un passaggio importante. Il confronto con la proposta di EU Space Act deve ora portare a una maggiore armonizzazione, evitando sovrapposizioni e procedure sproporzionate. Sicurezza, resilienza e sostenibilità sono obiettivi imprescindibili, ma gli obblighi devono tenere conto anche delle capacità di PMI e startup: altrimenti il rischio è frenare proprio le realtà che possono contribuire alla competitività europea”, ha aggiunto.

“La sostenibilità delle orbite non è un tema separato dall’economia: senza orbite sicure non esiste una Space Economy durevole. Prevenzione delle collisioni, riduzione dei detriti e gestione del fine vita dei satelliti richiedono responsabilità condivise e strumenti tecnici concreti. E’ necessaria una nuova “ecologia dello spazio””.

“Qui la ricerca può fare la differenza. I requisiti di sicurezza e sostenibilità devono tradursi in tecnologie, prove, sistemi affidabili e standard verificabili: è anche il contributo che il CIRA può offrire attraverso le proprie competenze e infrastrutture sperimentali. Lo spazio non conosce confini nazionali; servono quindi cooperazione internazionale e una voce europea più coordinata, capace di coniugare autonomia strategica e apertura. La Space Law non è un freno da aggiungere all’innovazione: è una delle condizioni per darle un futuro”, ha sottolineato Frosini.

Il confronto del BEX di oggi si inserisce nel percorso di approfondimento del CIRA sul rapporto tra ricerca, industria e istituzioni, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla governance delle attività spaziali.

– Foto ufficio stampa CIRA –

(ITALPRESS).

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Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.