
Chi garantirà la sicurezza delle orbite terrestri in un contesto caratterizzato da migliaia di nuovi satelliti, mega-costellazioni commerciali e prospettive di espansione verso la Luna? È una delle questioni che rendono COPUOS 2026 un appuntamento strategico per il futuro della governance spaziale internazionale e per l’evoluzione della Space Economy.
La 69ª sessione del Committee on the Peaceful Uses of Outer Space (COPUOS), organizzata dall’United Nations Office for Outer Space Affairs (UNOOSA), si terrà a Vienna dal 10 al 18 giugno 2026. L’incontro riunirà Stati membri, organizzazioni internazionali, agenzie spaziali e osservatori chiamati a confrontarsi sulle principali sfide legate alla sostenibilità delle attività spaziali.
L’importanza dell’evento va oltre la dimensione diplomatica. Le decisioni e gli orientamenti che emergeranno dal confronto internazionale contribuiranno infatti a definire il quadro entro cui opereranno governi, investitori e operatori industriali nei prossimi anni.
COPUOS 2026 e il ruolo della governance spaziale internazionale
Da oltre sessant’anni il COPUOS rappresenta il principale foro multilaterale delle Nazioni Unite dedicato agli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico. Attraverso il lavoro dei suoi Stati membri, il comitato contribuisce alla definizione di principi, linee guida e strumenti di cooperazione che influenzano il quadro normativo globale.
La sessione del 2026 offrirà inoltre l’opportunità di verificare i progressi nell’attuazione dell’Agenda Space2030, l’iniziativa delle Nazioni Unite che mira a valorizzare il contributo delle tecnologie spaziali allo sviluppo sostenibile, alla resilienza delle infrastrutture e alla cooperazione internazionale.
In uno scenario caratterizzato dalla crescita delle attività commerciali e dall’ingresso di nuovi attori spaziali, la governance internazionale è destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale.
Sostenibilità orbitale e congestione delle orbite tra le priorità ONU
Uno dei temi più rilevanti di COPUOS 2026 riguarda la sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali. La crescente presenza di satelliti e oggetti artificiali nelle orbite terrestri sta infatti aumentando la complessità delle operazioni spaziali e la necessità di meccanismi di coordinamento sempre più efficaci.
Secondo le più recenti analisi internazionali, sono oggi tracciati oltre 40.000 oggetti spaziali in orbita, mentre il numero dei satelliti operativi continua a crescere rapidamente grazie allo sviluppo delle mega-costellazioni commerciali. Parallelamente, milioni di frammenti più piccoli non tracciabili continuano a rappresentare un rischio per veicoli e infrastrutture spaziali.
La sostenibilità orbitale non riguarda quindi soltanto la tutela dell’ambiente spaziale, ma anche la continuità dei servizi satellitari da cui dipendono telecomunicazioni, osservazione, navigazione e numerose attività economiche terrestri.
Il Space Traffic Management entra nell’agenda globale
La gestione del traffico spaziale, nota come Space Traffic Management (STM), sta emergendo come uno dei dossier più rilevanti per il futuro della Space Economy.
L’obiettivo è migliorare il coordinamento delle attività in orbita attraverso sistemi di monitoraggio, condivisione delle informazioni e procedure comuni capaci di ridurre il rischio di collisioni tra satelliti e altri oggetti spaziali.
Negli ultimi anni il numero di segnalazioni di potenziali congiunzioni orbitali è aumentato sensibilmente, rendendo sempre più frequenti le manovre preventive effettuate dagli operatori per evitare collisioni. Questo fenomeno è destinato ad accentuarsi con l’espansione delle costellazioni commerciali e con l’arrivo di nuovi attori sul mercato.
La discussione sullo Space Traffic Management coinvolge direttamente operatori commerciali, agenzie spaziali e governi. Per molti osservatori, la capacità di sviluppare regole condivise per la gestione delle orbite rappresenterà uno dei principali fattori di competitività dell’economia spaziale globale.
Dalle mega-costellazioni alla sicurezza delle infrastrutture spaziali
L’evoluzione del mercato spaziale sta modificando profondamente il contesto operativo delle attività in orbita. Le grandi costellazioni satellitari stanno aumentando la disponibilità di servizi strategici per telecomunicazioni, osservazione della Terra, connettività e navigazione satellitare, ma allo stesso tempo amplificano le esigenze di coordinamento e sicurezza.
La sostenibilità orbitale non rappresenta più soltanto una questione tecnica. È diventata una componente essenziale della resilienza delle infrastrutture spaziali da cui dipendono economie nazionali, sistemi finanziari, reti energetiche, trasporti e servizi pubblici.
In questo quadro, le decisioni discusse nell’ambito del COPUOS assumono una rilevanza crescente anche per il settore industriale e per gli investitori.
Le nuove sfide della governance lunare e cislunare
Accanto alle questioni legate alle orbite terrestri, il dibattito internazionale si sta progressivamente estendendo alle attività oltre l’orbita bassa.
L’interesse crescente verso la Luna, sostenuto da programmi come Artemis, da future infrastrutture cislunari e da prospettive di utilizzo delle risorse spaziali, sta aprendo nuove questioni normative e operative. Tra queste figurano il coordinamento delle attività cislunari, la gestione delle risorse e la definizione di principi condivisi per evitare interferenze tra operatori pubblici e privati.
Con l’aumento delle missioni previste nel prossimo decennio, la governance lunare è destinata a diventare uno dei principali temi dell’agenda spaziale internazionale.
Anche sotto questo profilo il COPUOS rappresenta uno dei luoghi centrali del confronto multilaterale, chiamato a favorire un quadro di cooperazione che accompagni l’espansione delle attività umane oltre l’orbita terrestre.
Per gli operatori della Space Economy, la sessione del 2026 offrirà quindi indicazioni importanti non solo sull’evoluzione della sostenibilità orbitale, ma anche sulle future architetture di governance destinate a influenzare le attività commerciali, scientifiche e istituzionali nello spazio terrestre e lunare. I temi del Space Traffic Management, della sicurezza delle orbite, delle mega-costellazioni e della governance lunare saranno tra gli elementi più significativi da monitorare nei prossimi anni.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










