
Entra nella fase operativa la missione LUMIO
La missione LUMIO dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) si avvicina a una fase operativa decisiva, con un lancio previsto a partire dal 2027. Questa iniziativa mira a rafforzare le capacità di osservazione degli impatti meteoritici sulla superficie lunare, in un contesto di crescente attenzione internazionale verso l’esplorazione del nostro satellite.
La missione (Lunar Meteoroid Impacts Observer) è concepita per rilevare i lampi luminosi generati dagli impatti dei meteoroidi sul lato nascosto della Luna. Si tratta di eventi brevi ma informativamente rilevanti, utili per comprendere la distribuzione delle particelle nell’ambiente cislunare.
Questo tipo di osservazione integra i dati raccolti dalla Terra sul lato visibile, contribuendo alla costruzione di modelli più completi. In prospettiva, tali informazioni risultano funzionali anche alla pianificazione delle future attività operative sulla superficie lunare.
La faccia nascosta presenta una disponibilità di dati inferiore rispetto a quella visibile. Missioni come Chang’e-4 e Chang’e-6 hanno ampliato le conoscenze, ma la copertura resta discontinua.
In questo scenario, il progetto introduce una capacità osservativa continuativa, utile a colmare lacune informative su fenomeni ad alta frequenza ma difficili da rilevare.
Dal punto di vista tecnico, la missione LUMIO si basa su un CubeSat 12UXL con una massa di circa 30 kg. Il satellite sarà posizionato in orbita halo attorno al punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Luna, una configurazione che consente una visione costante del lato nascosto.
Il carico utile principale è la LUMIO-Cam, sviluppata da Leonardo, progettata per operare nel visibile e nel vicino infrarosso. Il sistema prevede l’elaborazione a bordo delle immagini, con trasmissione selettiva verso Terra delle sole osservazioni ritenute rilevanti.
Questa architettura risponde a esigenze di ottimizzazione della banda e di gestione efficiente dei dati scientifici.
Un elemento qualificante della missione LUMIO è il coordinamento affidato al Politecnico di Milano, tramite il DART Lab del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali. Il progetto coinvolge una rete industriale e scientifica europea che include Argotec, IMT, Nautilus, S&T Norway, Lift Me Off ed ECAPS.
L’iniziativa rientra nel General Support Technology Programme (GSTP) dell’ESA ed è sostenuta principalmente dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), con contributi di NOSA, UKSA e SNSA.
I dati che saranno raccolti permetteranno di migliorare la conoscenza del flusso di meteoroidi nello spazio cislunare. Questo aspetto assume rilievo operativo in vista dello sviluppo di infrastrutture e missioni di lunga durata sulla Luna.
Nel quadro attuale, caratterizzato dal ritorno dell’interesse istituzionale e commerciale verso l’esplorazione lunare, la missione LUMIO si inserisce come elemento tecnico a supporto della sicurezza e della pianificazione delle attività future.
Redazione Economia dello Spazio Magazine










