
Il bicentenario della scomparsa di Giuseppe Piazzi riporta a Napoli una figura centrale nella storia dell’astronomia italiana e diventa l’occasione per mettere in relazione la sua eredità scientifica con l’evoluzione delle discipline fisiche e astronomiche. Il 14 settembre 2026 la Sala dei Baroni di Castel Nuovo ospiterà la sessione inaugurale delle celebrazioni dedicate allo scienziato e del XLVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Storia della Fisica e dell’Astronomia (SISFA), i cui lavori proseguiranno fino al 18 settembre.
L’appuntamento assume un significato che va oltre la commemorazione. Piazzi, nato nel 1746 e morto nel 1826, è legato alla scoperta, nel 1801, di Cerere, il primo asteroide individuato, che l’astronomo chiamò inizialmente Cerere Ferdinandea. La sua attività scientifica unisce inoltre Palermo e Napoli attraverso due istituzioni destinate ad avere un ruolo importante nello sviluppo dell’astronomia italiana: l’Osservatorio di Palermo, da lui fondato, e l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, alla cui realizzazione contribuì portandone a compimento la costruzione.
È proprio questa continuità tra storia della scienza, luoghi della ricerca e comunità scientifica contemporanea a costituire il filo conduttore dell’iniziativa napoletana. Il congresso riunirà infatti studiosi italiani e internazionali chiamati a confrontarsi non soltanto sull’astronomia, ma anche sull’evoluzione della fisica, della meteorologia e della vulcanologia e sul patrimonio costituito dagli strumenti scientifici storici.
Giuseppe Piazzi, da Cerere agli osservatori di Palermo e Capodimonte
La sessione inaugurale inizierà alle 17:30 del 14 settembre nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, con la partecipazione dei rappresentanti delle autorità e delle istituzioni che patrocinano l’iniziativa. Accademie, società scientifiche, università e città legate alla vita e alla carriera di Piazzi hanno inoltre inviato messaggi e contributi per il bicentenario.
Le testimonianze sono confluite nella mostra “L’astronomo delle Due Sicilie. Giuseppe Piazzi”, allestita presso l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, e in un volume speciale pubblicato dallo stesso Osservatorio.
«Ricordiamo doverosamente Giuseppe Piazzi, figura di grande rilievo nel panorama scientifico internazionale a cavallo fra il Settecento e l’Ottocento», spiega Pietro Schipani, direttore dell’Osservatorio di Capodimonte. «E abbiamo voluto condividere la sua memoria con le altre istituzioni a lui legate e con la città di Napoli, che tanto gli deve per la costruzione dell’Osservatorio Astronomico sulla collina di Capodimonte».
Fu lo stesso Piazzi a individuare nella collina di Capodimonte un luogo particolarmente favorevole alle osservazioni, sottolineando come non vi fosse «cielo più bello del partenopeo, né luogo più adatto alle osservazioni».
La ricostruzione della sua vicenda scientifica sarà accompagnata anche dall’analisi del contesto nel quale operò. Renata De Lorenzo, presidente della Società Napoletana di Storia Patria, terrà una Lectio dedicata alla situazione sociale e politica tra Palermo e Napoli all’epoca di Piazzi. Seguirà un momento musicale dell’Ensemble Mercadante, diretto da Benedikt Sauer, con composizioni di Cimarosa e Mozart.
Il congresso attraversa i luoghi della ricerca scientifica napoletana
Dal 15 al 18 settembre, il programma del congresso si sposterà in tre sedi legate alla storia e all’attività scientifica della città: l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, il Museo di Fisica del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’antico Osservatorio Vesuviano.
La scelta delle sedi rafforza il rapporto tra la dimensione storica del congresso e le infrastrutture attraverso le quali si è sviluppata la ricerca scientifica a Napoli. Le sessioni affronteranno un arco temporale e disciplinare ampio: dalla nascita e dallo sviluppo della meccanica quantistica alla storia della fisica napoletana nel Novecento, fino agli antichi strumenti scientifici, all’evoluzione degli studi meteorologici e ai progressi della vulcanologia. Una sessione specifica sarà interamente dedicata a Piazzi.
«Il XLVI Congresso della nostra Società affronta quest’anno temi che trovano a Napoli un contesto ideale e un punto di osservazione privilegiato: dall’evoluzione degli studi meteorologici e vulcanologici allo sviluppo storico delle discipline fisiche nel XX secolo», spiega Valeria Zanini, presidente della SISFA.
La coincidenza con il bicentenario permette così di inserire l’opera dell’astronomo in una prospettiva più ampia rispetto alla sola scoperta di Cerere. «A questo si aggiunge la significativa coincidenza con le celebrazioni nazionali dedicate a Giuseppe Piazzi, figura legata non solo all’Osservatorio di Palermo, dove scoprì il primo asteroide, ma anche alla realizzazione dell’Osservatorio di Capodimonte», sottolinea Zanini.
Il coinvolgimento dell’Università Federico II, dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte dell’INAF e dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV restituisce inoltre una geografia scientifica che continua a caratterizzare Napoli a due secoli dalla morte di Piazzi.
È questo uno degli aspetti che attribuiscono al bicentenario una rilevanza attuale: ricordare Piazzi significa ricostruire non soltanto il contributo di un singolo astronomo, ma anche il processo attraverso il quale osservatori, strumenti, comunità accademiche e istituzioni hanno consolidato nel tempo la capacità italiana di produrre conoscenza scientifica. La scoperta di Cerere rimane il risultato più noto della sua carriera, ma il patrimonio lasciato da Piazzi comprende anche la costruzione e il rafforzamento di quelle infrastrutture della conoscenza nelle quali la ricerca astronomica ha potuto svilupparsi e tramandarsi tra generazioni.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










